La malattia di Crohn è una condizione infiammatoria a lungo termine del tratto gastrointestinale che colpisce sempre più bambini nei Paesi occidentali, con cause legate a fattori genetici e ambientali come dieta e batteri intestinali.
Un recente studio ha dimostrato che la nutrizione enterale esclusiva (EEN), una dieta liquida artificiale senza fibre comunemente utilizzata per trattare il morbo di Crohn nei bambini, aiuta ad alleviare i sintomi modificando il microbiota intestinale.
I risultati, pubblicati su Cell Host & Microbe, evidenziano l’importanza di mantenere un microbiota sano dopo l’interruzione dell’EEN e suggeriscono l’utilità di approcci dietetici personalizzati per indurre la remissione dei sintomi.
Studi precedenti hanno dimostrato che l’EEN può proteggere la salute intestinale agendo su specifici batteri e portando a potenziali benefici terapeutici. Tuttavia, molti pazienti sperimentano un ritorno dei sintomi una volta ripresa un’alimentazione normale.
Per esaminare come i batteri intestinali cambiano in risposta all’EEN, Deborah Haecker della Technische Universitaet Muenchen in Germania e i suoi colleghi hanno analizzato il microbiota e i metaboliti di 20 bambini con morbo di Crohn sottoposti a EEN.
Favorisce la remissione
I ricercatori hanno scoperto che l’EEN allevia i sintomi della malattia in tutti i bambini, portando alla remissione nella maggior parte dei soggetti, sebbene alcuni abbiano una ricaduta entro un anno.
Inoltre, dai dati ottenuti è emerso che i bambini sottoposti a EEN presentano batteri intestinali e metaboliti diversi rispetto a quelli nutriti con una dieta normale. Nella formula dell’EEN i ricercatori hanno identificato tre acidi grassi a catena media che sono risultati in grado di attivare specifici microbi intestinali.
In particolare, l’EEN ha aumentato l’attività dei batteri Enterocloster, che possono avere effetti benefici sul morbo di Crohn.
L’interruzione dell’EEN ha causato ulteriori cambiamenti nel microbiota intestinale, portando al ritorno dei sintomi.
Trattamenti personalizzati
Successivamente, il team di ricercatori ha trasferito nei topi campioni fecali di bambini con morbo di Crohn e ha scoperto che l’EEN è in grado di ridurre l’infiammazione, mentre il ritorno a una dieta regolare la aumenta. Questi risultati suggeriscono che l’EEN ha effetti benefici sui batteri intestinali che possono però diminuire nel tempo.
L’analisi ha anche indicato che l’EEN induce cambiamenti unici nei singoli microbioti, influenzando la presenza di determinati ceppi batterici. Ogni bambino ha infatti mostrato un profilo microbico distinto che ha risposto in modo diverso al trattamento, evidenziando la necessità di trattamenti personalizzati.
«I nostri dati dimostrano chiaramente che la terapia con EEN media cambiamenti benefici nel microbiota che variano da paziente a paziente, portando a firme microbiche personalizzate», affermano gli autori. «Questi risultati supportano dunque l’idea di sviluppare per i pazienti pediatrici affetti da morbo di Crohn strategie di mantenimento che prevedano combinazioni personalizzate di interventi nutrizionali e trattamenti basati sul microbiota».
