Il microbiota vaginale ed endometriale può avere un impatto sulla salute riproduttiva e sugli esiti della gravidanza.
Un numero significativo di donne va incontro ad aborto ricorrente, termine con il quale si indica il verificarsi di due o più aborti spontanei consecutivi.
Per la metà di questi casi non viene identificata alcuna causa, il che sottolinea l’urgenza di una migliore comprensione dei meccanismi sottostanti.
Una revisione sistematica recentemente pubblicata su Journal of Reproductive Immunology da Kilian Vomstein e colleghi del Copenhagen University Hospitals fornisce una panoramica completa del ruolo emergente del microbiota nell’aborto ricorrente. Di seguito sono riportati i principali risultati.
Composizione del microbioma
Gli esiti avversi della gravidanza sembrano essere associati a una composizione microbica sbilanciata. In particolare, le donne soggette ad aborto ricorrente hanno mostrato:
- maggiore abbondanza a livello vaginale di diversi batteri come Fannyhessea vaginale, Prevotella o Streptococcus
- un aumento di 5 volte della prevalenza di vaginite aerobica
- disbiosi del microbiota endometriale, caratterizzata da una presenza maggiore di Proteobacteria, Dialister, Anaerobacillus, Erysielothrix, Hydrogenophilus spp. e Ureplasma spp., che è stata correlata a un aumento del rischio di parto pretermine e di aborto
- una diminuzione della diversità microbica e dell’abbondanza relativa di batteri come Prevotellaceae e Selenomonas e un arricchimento di Megasphaera ed Enterococcus.
Collegamenti tra microbioma e aborto ricorrente
La gravidanza può essere influenzata dal microbioma tramite una serie di meccanismi, tra cui la sintesi di metaboliti, la modulazione della risposta immunitaria e l’infiammazione locale.
In caso di disbiosi, la popolazione microbica può portare a infiammazione, che può contribuire all’interruzione spontanea di gravidanza.
In particolare, un aumento a livello vaginale di Gardnerella e Ureaplasma e una deplezione di Lactobacillus sono stati correlati a uno stato pro-infiammatorio.
Implicazioni cliniche
Alterazioni del microbiota vaginale ed endometriale nel gruppo di donne soggette ad aborto ricorrente suggeriscono l’identificazione di potenziali marcatori microbici. Pertanto, nuovi strumenti diagnostici potrebbero basarsi sulla profilazione del microbiota.
Inoltre, i potenziali interventi includono la somministrazione di probiotici al posto degli antibiotici per supportare la crescita di batteri benefici.
Non solo: il trapianto di microbiota vaginale potrebbe rappresentare un’opzione preliminare per ripristinare un sano equilibrio microbico.
In sintesi, il microbiota rappresenta una potenziale risorsa per comprendere l’abortività ricorrente. Nonostante il crescente numero di prove in questo ambito, sono necessari ulteriori studi interventistici per determinare i nessi causali tra aborto ricorrente e cambiamenti nel microbiota.
