Obesità in gravidanza: alterazioni del microbiota modificano lo sviluppo del feto

Obesità in gravidanza: alterazioni del microbiota modificano lo sviluppo del feto

• Una dieta ricca di grassi
• Danno placentare
• Sviluppo dell’intestino fetale

Stato dell’arte
L’obesità materna indotta dalla dieta è associata allo sviluppo della malattia metabolica nella prole, ma i meccanismi esatti di questa associazione non sono ancora chiari.

Cosa aggiunge questa ricerca
Nei topi, l’obesità indotta dalla dieta riduce i livelli degli acidi grassi a catena corta dell’intestino materno, con conseguente compromissione dell’integrità della barriera intestinale e infiammazione intestinale nel feto. La placenta ottenuta dalle madri obese mostra segni di infiammazione e di mancanza di ossigeno.

Conclusioni
Lo studio suggerisce che i cambiamenti indotti dalla dieta sulla composizione del microbiota intestinale materno possano contribuire ad alterare lo sviluppo della placenta e dell’intestino del feto.

Alcuni ricercatori hanno scoperto che l’obesità indotta dalla dieta può influire sullo sviluppo dell’intestino fetale e della placenta. Lo studio, condotto su topi e pubblicato su The Journal of Physiology, può far luce su alcuni dei meccanismi che collegano l’obesità materna e le condizioni metaboliche nella prole.

L’obesità e l’assunzione eccessiva di grassi sono collegati a un aumentato rischio di complicanze della gravidanza, alterazioni dello sviluppo placentare e crescita eccessiva del feto. Studi precedenti condotti sugli animali hanno dimostrato che l’obesità materna è associata alla malattia metabolica della prole, ma i meccanismi esatti alla base di questa associazione non sono ancora chiari.

Wajiha Gohir e Katherine Kennedy, della McMaster University, negli Stati Uniti, e i loro colleghi hanno alimentato topi gravidi con una dieta ricca di grassi per studiarne l’impatto sul microbiota intestinale materno, sull’infiammazione intestinale, su quella della placenta e sullo sviluppo intestinale fetale.

Una dieta ricca di grassi

Rispetto ai topi femmina alimentati con una dieta a basso contenuto di grassi, quelli alimentati con una dieta ricca di grassi hanno mostrato livelli più elevati di batteri Akkermansia e Clostridium e una minore abbondanza di batteri Lachnospira e Ruminococcus nell’intestino. Anche il loro livello intestinale di butirrato, un acido grasso a catena corta prodotto da batteri come Lachnospira e Ruminococcus, è risultato tendenzialmente inferiore, così come i livelli di uno specifico recettore degli acidi grassi a catena corta.

La dieta materna ad alto contenuto di grassi ha anche determinato un aumento dei marcatori infiammatori e delle cellule immunitarie dell’intestino.

Danno placentare

Per valutare se i cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale fossero associati ad alterazioni nella funzione intestinale, i ricercatori hanno esaminato l’integrità della barriera intestinale.

Nei topi in gravidanza alimentati con una dieta ricca di grassi sono stati rilevati una ridotta integrità della barriera e alti livelli di molecole infiammatorie nel sangue. Questi fattori infiammatori circolanti hanno portato a un aumento delle molecole che segnalano una mancanza di ossigeno nella placenta.

Inoltre, i topi gravidi alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi hanno mostrato una alterazione  dei marcatori di crescita e sviluppo della placenta. In particolare, nella placenta delle madri obese sono stati osservati un’immaturità dei vasi sanguigni e segni di infiammazione.

Sviluppo dell’intestino fetale

I ricercatori hanno anche rilevato un aumento dei livelli di molecole infiammatorie intestinali nella progenie delle madri obese, che indicano lo stress delle cellule intestinali fetali. La dieta materna ad alto contenuto di grassi ha anche influenzato lo sviluppo della barriera fetale dell’intestino.

Lo studio suggerisce che i cambiamenti indotti dalla dieta sulla composizione del microbiota intestinale materno possono contribuire ad alterare lo sviluppo della placenta e dell’intestino fetale. Tuttavia, sono necessari ulteriori indagini per individuare gli eventi infiammatori scatenati dai cambiamenti nel microbiota intestinale materno e nell’integrità della barriera intestinale.

Secondo gli studiosi, poiché i microbi intestinali e la barriera dell’intestino svolgono un ruolo chiave nella mediazione dell’obesità indotta dalla dieta, è probabile che i cambiamenti intestinali materni contribuiscano ad aumentare il rischio di obesità nella prole.

Traduzione dall’inglese a cura della redazione