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Ovaio policistico: nuovo studio rivela associazione con il microbioma vaginale

La significativa diminuzione del contenuto di Lactobacillus nelle pazienti con PCOS porta a cambiamenti nel pH vaginale e distruzione della barriera immunitaria.
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Ovaio policistico: nuovo studio rivela associazione con il microbioma vaginale

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Stato dell’arte
La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) oltre a essere una delle principali cause endocrine di infertilità femminile può associarsi anche a malattie metaboliche. Nonostante il suo notevole impatto sulla salute delle donne, la sua eziologia rimane poco chiara. Recenti studi sulla connessione del microbiota con ormoni sessuali e insulinoresistenza hanno aperto nuovi orizzonti.

Cosa aggiunge questa ricerca
Esplorare il ruolo del microbioma vaginale (VMB) nella policistosi ovarica in un campione di grandi dimensioni di pazienti con PCOS confrontando il loro microbioma e quello di  controlli sani.

Conclusioni
Il gruppo PCOS presenta una maggiore diversità nel microbioma vaginale e mostrava un maggiore livello di eterogeneità. La proporzione di Lactobacillus nel gruppo PCOS è ridotta, mentre aumenta quella di Gardnerella e di Ureaplasma. Risultati che suggeriscono l’opportunità di ulteriori ricerche che possano convalidare la correlazione tra PCOS e microbioma vaginale.

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è una delle principali cause endocrine di infertilità femminile, con prevalenza stimata tra il 5 e il 15%; è caratterizzata da oligomenorrea o disfunzione ovulatoria (OA), iperandrogenismo (HA) e morfologia dell’ovaio policistico (PCOM), ma può anche portare a disordini metabolici quali obesità, iperinsulinemia/resistenza all’insulina (IR) e un aumento del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 (T2D) e malattia coronarica. 

Nonostante il suo notevole impatto sulla salute riproduttiva e metabolica femminile, l’eziologia della policistosi rimane poco chiara. Sebbene la ricerca nel passato decennio si sia concentrata su fattori genetici chiave, studi recenti che valutano la connessione del microbiota intestinale con ormoni sessuali e insulinoresistenza hanno suggerito un nuovo possibile meccanismo patogenetico

A seguito di ciò recentemente è stato esplorato il ruolo del microbioma intestinale e anche di quello vaginale (VMB) nella PCOS

Tuttavia, a causa della dimensione limitata del campione e di fattori confondenti complessi i risultati per quest’ultimo non sono omogenei. 

Lo studio sulle donne con ovaio policistico

Ricercatori cinesi hanno pertanto avviato uno studio trasversale, condotto presso un singolo centro accademico affiliato all’università di Shandong, reclutando in totale 1.446 soggetti (gruppo PCOS, n=713, gruppo di controllo, n=733) allo scopo di indagare le caratteristiche microbiche dell’ambiente vaginale delle donne con PCOS e le reti di interazioni della comunità batterica e per eseguire una previsione funzionale del microbiota vaginale. I risultati sono stati pubblicati su Reproductive BioMedicine.

I tamponi sono stati analizzati utilizzando il sequenziamento del gene 16S rRNA. Inoltre, il gruppo PCOS è stato suddiviso nel sottogruppo PA (OA+HA+PCOM, n=171) e sottogruppo PD (OA+PCOM, n= 542).

Di seguito i principali risultati.

  • Nella PCOS vi è maggior diversità ed eterogeneità intragruppo del microbioma vaginale

A livello di genere, la percentuale di Lactobacillus nel gruppo PCOS era diminuita, mentre aumentava quella di Gardnerella e Ureaplasma

  • Correlazioni con gli indicatori clinici

G. vaginalis, Prevotella buccalis e Prevotella timonensis sono state identificate come specie differenziali ed erano significativamente associate ai parametri ematici della PCOS. G. vaginalis era positivamente correlato con i livelli sierici di ormone anti-Mulleriano (AMH), estradiolo e progesterone; Ureaplasma parvum e Acinetobacter baumannii erano correlati positivamente con AMH, LH e testosterone mentre Prevotella buccalis loera negativamente. Inoltre, i livelli di HDL e trigliceridi erano associati all’abbondanza di Lactobacillus acidophilus, Prevotella buccalisi e Ureaplasma parvum

  • Lactobacillus crispatus e Prevotella timonensis hanno guidato i cambiamenti

Lo studio delle interazioni del microbioma vaginale ha indicato che P. timonensis e L. crispatus erano le specie batteriche chiave coinvolte nei cambiamenti della rete di interazione microbica vaginale nel gruppo PCOS.

Conclusioni

La significativa diminuzione del contenuto di Lactobacillus nelle pazienti con PCOS porta a cambiamenti nel pH vaginale e distruzione della barriera immunitaria, rendendo più facile colonizzare e riprodursi a batteri anaerobi commensali vaginali potenzialmente patogeni, come G. vaginalis, U. parvum, Prevotella spp., A. baumannii i quali, non solo possono indurre malattie con maggiore frequenza e gravità, ma potenzialmente potrebbero anche causare vaginosi batteriche, aborto spontaneo, parto pretermine, lesioni cervicali precancerose e cancerose. 

«Pertanto» sottolineano gli Autori «la prognosi sfavorevole della gravidanza di pazienti con PCOS potrebbe non essere correlata solo alla malattia stessa, ma anche allo stato microbiologico vaginale, che non dovrebbe essere trascurato. Modificarne la composizione potrebbe essere un nuovo metodo di trattamento per migliorare gli esiti clinici. Tuttavia, non si possono ignorare i disturbi endocrini nella PCOS, in quanto potrebbero svolgere un ruolo nell’influenzare la diversità e la composizione del microbiota vaginale. Ovvero, potrebbe esserci una relazione reciprocamente causale tra PCOS e microbiota vaginale».

Ulteriori ricerche saranno necessarie per convalidare la correlazione tra PCOS e VMB e verificare il modello emerso da questo studio, che sembra poter distinguere accuratamente i pazienti con PCOS dai controlli sani.

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