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Somministrazione a lungo termine di Lactobacillus crispatus nella gestione di donne con papillomavirus

Studio recente: potenziale effetto di Lactobacillus crispatus M247 nel risolvere le anomalie cervicali e ripristinare l’eubiosi vaginale.
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Somministrazione a lungo termine di Lactobacillus crispatus nella gestione di donne con papillomavirus

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Stato dell’arte
L’uso di probiotici potrebbe promuovere il benessere delle donne ripristinando il microbiota vaginale, tra questi Lactobacillus crispatus M247 ha dimostrato buone potenzialità.

Cosa aggiunge questa ricerca
Lo studio rivela, su donne con HPV, una potenziale azione sulla regressione delle alterazioni al PAP test della somministrazione orale a lungo termine di Lactobacillus crispatus M247.

Conclusioni
L’elevata percentuale di eliminazione delle anomalie al PAP test, ottenuta con la somministrazione a lungo termine di Lactobacillus crispatus M247 per via orale, offre evidenze incoraggianti. Per ulteriori conferme, però, sono necessarie analisi metagenomiche.

Il microbiota vaginale delle donne sane (eubiosi) è costituito da una diversità di microorganismi anaerobici e aerobici, in cui i lattobacilli rappresentano la sottopopolazione principale e più comune

In particolari situazioni, questo equilibrio può alterarsi (disbiosi) e portare alla predominanza di batteri patogeni con successiva insorgenza di vaginosi o altri disturbi, che rendono il soggetto più suscettibile alle malattie sessualmente trasmesse. 

Il mantenimento di un ambiente vaginale sano risulta essere protettivo contro le infezioni, infatti, in condizioni di eubiosi i lattobacilli producono composti antimicrobici (perossido di idrogeno, acido lattico, sostanze simili a batteriocine) e competono per i siti di adesione nella vagina con altri patogeni. 

D’altra parte, è stata osservata una relazione tra disbiosi prolungata e progressione del cancro; infatti, mediante l’aumento del pH, la disbiosi vaginale potrebbe promuovere alterazioni cervicali correlate al Papillomavirus umano (HPV) e quindi alla progressione di lesioni precancerose.

Infezione da HPV 

L’infezione da HPV è tra le infezioni sessualmente trasmesse più diffuse al mondo, con una più alta incidenza tra le giovani donne, ed è stata riconosciuta come la principale causa dell’insorgenza del carcinoma cervicale. L’infezione persistente da HPV ad alto rischio, in sinergia ai cambiamenti del microambiente cervicale e ad altri fattori cancerogeni (fumo), potrebbe favorire lo sviluppo di lesioni precancerose cervicali; in questo contesto, sembra che la composizione del microbiota vaginale possa svolgere un ruolo chiave nel condizionare la sensibilità soggettiva all’infezione ed alla progressione virale

L’uso di probiotici potrebbe promuovere il benessere delle donne ripristinando il microbiota vaginale, tra questi, Lactobacillus crispatus M247 è stato testato per somministrazione orale dimostrando proprietà di colonizzazione fecale e vaginale. 

L’uso orale di Lactobacillus crispatus M247 per modificare il microbiota e aumentare l’eliminazione dell’HPV è stato recentemente valutato in uno studio preliminare (longitudinale, controllato e in aperto), condotto su 35 donne positive all’HPV, per valutare il suo possibile impatto sia in termini di microbiota che di stato dell’HPV. 

Lo studio, sebbene parziale e preliminare, ha rivelato che la somministrazione orale di Lactobacillus crispatus M247 è un trattamento sicuro che potrebbe avere un potenziale nella regressione delle alterazioni al PAP test.

Somministrazione orale a lungo termine di Lactobacillus crispatus M247 

Sulla base degli studi precedenti e sull’evidenza che Lactobacillus crispatus è rilevato più frequentemente in pazienti senza infezione da HPV, un recente studio ha indagato se la somministrazione orale a lungo termine di Lactobacillus crispatus M247, in pazienti con infezioni da HPV, potesse ripristinare l’eubiosi e, di conseguenza, ottenere il controllo dell’infezione virale. 

Lo studio retrospettivo, pubblicato su Infectious Agents and Cancer, è stato condotto su un totale di 160 donne con HPV arruolate presso il Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale “San Paolo” di Bari, tra febbraio 2021 e febbraio 2022.  

Le pazienti sono state randomizzate in due gruppi: gruppo 1 (n = 80), in trattamento orale con Lactobacillus crispatus per 12 mesi (intervallo 9-14 mesi); gruppo 2 controllo (n = 80) solo in follow-up di routine ogni sei mesi. La microscopia a fresco, il PAP test e la colposcopia sono stati eseguiti ogni 6 mesi su ogni paziente arruolato, mentre il test HPV-DNA era ripetuto dopo 12 mesi.

I risultati alla fine del periodo di studio hanno mostrato che la probabilità di risoluzione delle anomalie citologiche correlate all’HPV era significativamente (p = 0,041) più alta nel gruppo 1 di consumatori a lungo termine di Lactobacillus crispatus M247 (61,5%) rispetto al gruppo 2 di controllo (41,3%). Inoltre, la negatività al DNA dell’HPV alla fine del periodo di studio, dopo un follow-up mediano di 12 mesi (intervallo 9-14 mesi), è stata documentata nel 15,3% dei pazienti trattati con Lactobacillus crispatus somministrato oralmente e nel 9,3% dei pazienti del gruppo controllo. 

Le basi per futuri studi di metagenomica 

In questo studio, l’elevata percentuale di eliminazione delle anomalie al PAP test, ottenuta con la somministrazione a lungo termine di Lactobacillus crispatus M247 per via orale, offre evidenze incoraggianti. Tuttavia, per ulteriori conferme, sono necessarie analisi metagenomiche del microbiota vaginale, cervicale e intestinale di donne con HPV. Di conseguenza, questo studio, può essere considerato un punto di partenza per ulteriori indagini su questo argomento.

Contenuto realizzato in collaborazione con Pharmextracta

Fonte principale

Dellino M, Cascardi E, Laganà AS, Di Vagno G, Malvasi A, Zaccaro R, Maggipinto K, Cazzato G, Scacco S, Tinelli R, De Luca A, Vinciguerra M, Loizzi V, Daniele A, Cicinelli E, Carriero C, Genco CA, Cormio G, Pinto V. Lactobacillus crispatus M247 oral administration: Is it really an effective strategy in the management of papillomavirus-infected women? Infect Agent Cancer. 2022 Oct 21;17(1):53. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36271433/

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