Bacteroides thetaiotaomicron
• Cosa succede in presenza di malattia di Crohn e colite ulcerosa
• Conclusioni

Stato dell’arte
Bacteroides thetaiotaomicron (Bt) è un membro commensale del microbioma intestinale capace di generare microvescicole. Il loro passaggio attraverso la barriera epiteliale e l’entrata in circolo influenza la risposta immunitaria dell’ospite. In che modo questo avvenga è ancora da chiarire.

Cosa aggiunge questo studio
Scopo dello studio è stato approfondire la relazione tra microvescicole prodotte da Bt e le cellule dendritiche ematiche e mucosali di soggetti sani, con morbo di Crohn o con colite ulcerosa.

Conclusioni
In condizioni fisiologiche le microvescicole da Bt contribuiscono a mantenere l’equilibrio della risposta immunitaria. Di contro, il dialogo con le cellule dendritiche sembrerebbe essere interrotto in presenza di patologie infiammatorie in stato inattivo.

Le cellule dendritiche sono fondamentali interlocutori delle vescicole prodotte dal ceppo commensale Bacteroides thetaiotaomicron (Bt) nella regolazione della risposta immunitaria. Tale dialogo sembrerebbe però alterato in presenza di patologie infiammatorie quali colite ulcerosa o morbo di Crohn.

È quanto dimostra lo studio di Lydia Durant e colleghi dell’Imperial College of London (UK), di recente pubblicazione su Microbiome.

Bacteroides thetaiotaomicron

Tra i principali membri commensali del nostro microbioma intestinale troviamo anche Bacteroides thetaiotaomicron (Bt). Importanti sono le sue funzioni nell’assorbimento di nutrienti, nella promozione dell’integrità della barriera, nello sviluppo cellulare e nella produzione di muco.

Ma non solo: Bt ha dimostrato di essere coinvolto anche nella risposta immunitaria mediante la produzione e il rilascio di microvescicole. Il loro contenuto è variabile, da enzimi a componenti cellulari.

Come avvenga questa interazione rimane tuttavia ancora da chiarire, nell’uomo soprattutto. A tal proposito, i ricercatori inglesi hanno esaminato la risposta delle cellule dendritiche (in vitro) in presenza di Bacteroides thetaiotaomicron e relative microvescicole in individui sani (n=27) e in presenza di patologia infiammatoria cronica (morbo di Crohn n=10; colite ulcerosa n=14) e, di conseguenza, di disbiosi. Ecco cosa è emerso.

In individui sani, le microvescicole prodotte da Bt hanno dimostrato di aumentare in particolare la produzione di IL-10 attraverso la regolazione delle cellule dendritiche parzialmente responsabili della loro produzione locale. Seguono MCP-1 (CCL2), IFN-γ, IL-8, IL-1β, IL-6 anch’esse incrementate in maniera significativa. In condizioni fisiologiche la regolazione è però reciproca. Anche Bt e le sue microvescicole promuovono di fatto la risposta protettiva delle cellule dendritiche circolanti bilanciando i livelli di IL-6 e IL-10.

Cosa succede in presenza di malattia di Crohn e colite ulcerosa

In presenza di patologie infiammatorie croniche (malattia di Crohn e colite ulcerosa) invece, la risposta alle microvescicole mediata da IL-10 è risultata ridotta. A questo si associa una pari diminuzione delle IL-10 circolanti e la perdita di cellule dendritiche CD103+ coinvolte nella risposta immunitaria protettiva.

Tali alterazioni sono state registrate durante il periodo “inattivo” della malattia suggerendo come non siano dovute dallo stato infiammatorio ma a una deviazione immunitaria intrinseca dell’ospite.

Ma è il solo Bacteroides thetaiotaomicron in grado di influenzare il livello di IL-10 e cellule dendritiche? Confrontando l’effetto di altri 19 ceppi commensali, i ricercatori hanno dimostrato come la risposta immunitaria sia ceppo-specifica. Diversi sembrerebbero quindi essere i ceppi coinvolti nel periodo attivo e inattivo di malattia.

Conclusioni

Per concludere quindi, la regolazione del sistema immunitario correlata al microbioma è sia locale sia sistemica. In particolare, attraverso la produzione di microvescicole, Bacteroides thetaiotaomicron influenza l’equilibrio delle citochine IL-6 e IL-10 prodotte dalle cellule dendritiche. Tale effetto si perde però in presenza di patologie infiammatorie croniche specialmente durante la fase inattiva. Soprattutto su quest’ultimo aspetto, sono necessari ulteriori approfondimenti.