1-0 Pancia al centro: a Bologna torna il convegno che rimette l’intestino al cuore della salute

Un appuntamento che porta sotto lo stesso tetto ricerca, clinica e vissuto dei pazienti.
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1-0 Pancia al centro: a Bologna torna il convegno che rimette l’intestino al cuore della salute

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Il 23 gennaio 2026 Bologna ospiterà la terza edizione di “1-0 Pancia al centro. I progressi della scienza per vivere bene e più a lungo”, un appuntamento che porta sotto lo stesso tetto ricerca, clinica e vissuto dei pazienti per raccontare – con un taglio divulgativo, ma rigoroso – perché oggi l’apparato digerente non può più essere considerato un “organo di serie B”. L’evento si terrà al Royal Hotel Carlton (Sala Imperiale) a partire dalle 14:15 ed è promosso da GIPsI ODV, il Gruppo Italiano Pseudo-Ostruzione Intestinale, associazione impegnata nel sostegno ai pazienti con pseudo-ostruzione intestinale cronica (CIPO). 

Perché “la pancia al centro” non è più uno slogan

Per secoli, l’intestino è rimasto sullo sfondo rispetto a organi percepiti come più “nobili” – cervello, cuore, polmoni. Oggi la prospettiva è ribaltata: la ricerca ha mostrato quanto il tubo digerente sia una piattaforma decisiva di scambio con l’ambiente esterno, un punto d’incontro tra microbiota, dieta e metaboliti, e un crocevia di regolazione immunitaria ed endocrina. Non è solo una questione di digestione: parliamo di una superficie mucosale enorme, che nell’adulto arriva a centinaia di metri quadrati, e di un sistema nervoso enterico che dialoga costantemente con il “big brain”. In altre parole, salute e malattia – anche fuori dall’intestino – possono dipendere dall’equilibrio (o dallo squilibrio) di questo asse neuro-immuno-endocrino. 

È su questa idea che si costruisce la terza edizione del convegno: un pomeriggio di interventi e tavole rotonde per esplorare come i progressi scientifici stiano cambiando diagnosi, prevenzione e terapie, con ricadute concrete nella pratica clinica e nella vita quotidiana.

“1-0”: quando la ricerca segna un punto nella vita reale

Il titolo “1-0” usa volutamente un linguaggio “sportivo”: non basta sapere che un’alterazione intestinale può contribuire a disturbi digestivi o extra-digestivi; oggi, in molti ambiti, la ricerca sta già traducendo quelle conoscenze in risultati clinici tangibili. L’idea, dichiarata nel programma, è che la scienza abbia già “segnato” in più di una partita: dalla comprensione dei meccanismi alla possibilità di intervenire con strumenti diagnostici e terapeutici sempre più mirati. 

A guidare il confronto – e a tenere insieme i diversi registri, dalla medicina alla divulgazione – sarà il direttore di Microbioma.it Massimo Barberi, che modererà le tavole rotonde. 

Il programma: intestino, mente, ormoni, invecchiamento (e anche i “quattro zampe”)

Dopo la registrazione dei partecipanti (13:45–14:15) e i saluti istituzionali, il convegno entra nel vivo con una prima tavola rotonda dedicata a “L’apparato digerente al centro della salute e del benessere”. L’apertura è affidata ad Anna Geti, presidente GIPsI, con un’introduzione che mette a fuoco lo spirito dell’incontro. 

Da lì, il racconto si allarga: il rapporto tra pancia ed equilibrio psicofisico (Giampaolo Perna), il ruolo dell’intestino nei disturbi urogenitali in menopausa (Alessandra Graziottin), il microbiota come possibile alleato nei processi legati all’invecchiamento (Giovanni Marasco). E c’è anche un focus che rende esplicito un cambio di passo interessante: l’attenzione al benessere degli animali, con un intervento sui disturbi digestivi nei compagni a quattro zampe e sulle analogie con l’uomo (Fabio Procoli). 

Dopo il coffee break, la seconda tavola rotonda sposta l’obiettivo su ciò che spesso porta davvero le persone a chiedere aiuto: i sintomi e l’impatto dei disturbi digestivi nella vita di tutti i giorni. Si parlerà del “mal di pancia” molto frequente e di quando sia il caso di preoccuparsi (Cesare Cremon), e soprattutto di CIPO, una malattia rara grave e ancora troppo poco conosciuta, al centro dell’impegno di GIPsI (Vincenzo Stanghellini e Anna Geti). Il percorso prosegue con una domanda che, ormai, non è più solo una metafora: l’intestino è il secondo cervello o, per certi versi, il primo? (Roberto De Giorgio). E si chiude con un “viaggio” nel microbiota e con le raccomandazioni per mantenerlo in salute (Giovanni Barbara), prima di un intervento conclusivo dedicato a ciò che spesso decide il destino delle cure: la comunicazione in medicina (Barbara Prampolini). 

Un convegno che nasce dai pazienti e parla a più comunità

Il motore dell’iniziativa è GIPsI ODV, che nel programma ricorda la propria missione: sostenere i pazienti con CIPO, affiancare i ricercatori e contribuire al riconoscimento e alla visibilità della patologia. Non è un dettaglio “associativo”: è una scelta editoriale e culturale, perché porta nel cuore del dibattito scientifico l’urgenza di rendere la conoscenza accessibile e utilizzabile anche da chi vive la malattia ogni giorno. 

Non a caso, la platea a cui il convegno si rivolge è ampia e dichiaratamente multidisciplinare: medici di diverse specialità (tra cui gastroenterologia, medicina interna, neurologia, psichiatria, pediatria, endocrinologia, ginecologia e ostetricia), psicologi, nutrizionisti, farmacisti, infermieri, studenti, pazienti e familiari. 

Informazioni pratiche e iscrizioni

L’appuntamento è fissato per venerdì 23 gennaio 2026 al Royal Hotel Carlton di Bologna, a pochi minuti a piedi dalla stazione. L’iscrizione è gratuita e online entro il 20 gennaio 2026, con disponibilità indicata fino a 250 posti. La direzione scientifica è affidata ai professori Vincenzo Stanghellini e Giovanni Barbara (Università di Bologna e IRCCS Policlinico di Sant’Orsola). 

Redazione

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