Un webinar per mettere ordine, con rigore clinico e senza semplificazioni, in un tema sempre più discusso nella pratica ginecologica: il rapporto tra microbioma vaginale, integrità della barriera mucosale, vaginosi batterica, candidosi ricorrente e asse intestino-vagina.
Si terrà martedì 19 maggio alle ore 20.00 il webinar con Francesco De Seta, ginecologo dell’ospedale San Raffaele di Milano, dedicato alla cosiddetta “leaky vaginal syndrome”: un’espressione suggestiva, ma che richiede una lettura prudente, clinicamente fondata e lontana dagli slogan.
Il punto di partenza sarà proprio questo: quando parliamo di “leaky vaginal syndrome”, di che cosa stiamo parlando davvero? È un concetto utile per descrivere l’alterazione dell’ecosistema vaginale e della barriera mucosale, oppure rischia di diventare una formula generica, poco adatta a guidare le decisioni cliniche?
L’obiettivo dell’incontro sarà riportare il tema sul terreno della pratica quotidiana: sintomi, diagnosi differenziale, recidive, biofilm, infiammazione, fattori ormonali, abitudini igieniche, automedicazione e strategie integrate.
Microbioma vaginale e barriera: quando l’equilibrio si rompe
Il webinar entrerà nel cuore dell’ecosistema vaginale, partendo dall’identikit di un microbioma protettivo: predominanza dei lattobacilli, pH acido, produzione di acido lattico e capacità di mantenere un ambiente sfavorevole alla proliferazione di microrganismi opportunisti.
Ma che cosa accade quando questa dominanza si riduce? Che cosa cambia a livello di mucosa, epitelio e risposta immunitaria locale? E quali sintomi possono rappresentare segnali d’allarme di una disbiosi persistente o di una barriera alterata?
Bruciore, recidive, dispareunia, cistiti ricorrenti, quadri misti o irritativi sono spesso situazioni che il clinico incontra nella pratica reale, ma che non sempre trovano una spiegazione lineare. Proprio per questo sarà importante discutere come collegare microbioma, infiammazione e permeabilità senza cadere in interpretazioni eccessivamente semplicistiche.
Uno spazio specifico sarà dedicato ai fattori che modulano più da vicino l’equilibrio vaginale: ormoni, età, ciclo mestruale, contraccezione, menopausa, ma anche errori comuni nell’igiene intima, uso di lavande, prodotti aggressivi e automedicazione.
Vaginosi batterica: diagnosi, recidive e biofilm
Una parte centrale dell’incontro sarà dedicata alla vaginosi batterica, una condizione frequente ma spesso complessa da definire e gestire, soprattutto quando si presenta con sintomi atipici, forme paucisintomatiche o quadri borderline.
Il webinar affronterà la domanda più pratica: qual è oggi una definizione operativa di vaginosi batterica utile nella vita reale? Quando anamnesi, visita e pH possono essere sufficienti, e quando invece servono microscopia, score, test molecolari o ulteriori approfondimenti?
Il tema delle recidive sarà uno dei passaggi più rilevanti. Che cosa significa davvero “recidiva”? Quanti episodi, in quale arco temporale, con quali caratteristiche cliniche? E soprattutto: quando il fallimento terapeutico può essere legato alla presenza di biofilm o a fattori di rischio non ancora corretti?
Saranno discussi anche i comportamenti e i contesti che possono influenzare l’andamento clinico: rapporti sessuali, uso del preservativo, partner, IUD, gravidanza, procreazione medicalmente assistita, rischio di parto pretermine e procedure ginecologiche.
Candidosi: non complicata, recidivante, non-albicans
Il webinar entrerà poi nel tema della candidosi vulvovaginale, distinguendo fin dall’inizio le forme non complicate da quelle complicate o recidivanti.
Anche in questo caso il taglio sarà molto pratico: quando è ragionevole trattare “a vista” e quando invece è necessario ricorrere a esame microscopico, coltura o speciazione, soprattutto se si sospetta una Candida non-albicans o una risposta non adeguata alla terapia standard.
Un passaggio importante sarà dedicato ai possibili driver delle recidive: diabete, uso di antibiotici, fattori immunitari, ormoni, comportamenti e contesti individuali. Sarà inoltre affrontato il problema delle forme miste, in cui vaginosi batterica e candidosi possono coesistere, rendendo meno immediata la scelta su che cosa trattare prima o se intervenire contemporaneamente su entrambi i fronti.
Durante l’incontro è previsto anche un momento interattivo dedicato alla frequenza delle recidive nella pratica clinica: una domanda semplice, ma molto utile per misurare quanto questi quadri rappresentino un problema quotidiano per ginecologi, medici e professionisti sanitari.
Asse intestino-vagina e strategie integrate
L’ultima parte del webinar allargherà lo sguardo al cosiddetto gut–vagina axis, un concetto sempre più presente nella letteratura e nella pratica clinica, ma che va interpretato con attenzione.
Quali meccanismi sono più solidi? Migrazione perineale, serbatoio rettale, modulazione immunitaria, metaboliti microbici? E nelle pazienti con vaginosi batterica o candidosi ricorrente esiste un profilo intestinale riconoscibile, per esempio associato a stipsi, diarrea, IBS, dieta o uso ripetuto di antibiotici?
Da qui si passerà al tema delle strategie integrate: alimentazione, controllo glicemico, fibre, riduzione degli ultraprocessati, alcol, peso corporeo e stili di vita. L’obiettivo non sarà promettere soluzioni facili, ma capire quali interventi abbiano senso pratico e quali appartengano più al marketing che alla clinica.
Non mancherà un confronto su probiotici, simbiotici e postbiotici: quando considerarli, con quali obiettivi realistici e con quali cautele. Un punto particolarmente utile riguarderà il ruolo del nutrizionista e degli altri professionisti sanitari: come contribuire alla gestione della paziente senza “invadere il campo”, ma lavorando in modo integrato e coerente con il percorso clinico.
Il messaggio finale del webinar sarà quindi duplice: da un lato riconoscere che microbioma vaginale, barriera, biofilm e asse intestino-vagina sono concetti sempre più rilevanti; dall’altro evitare che diventino etichette generiche. Perché nella pratica clinica non basta dire “disbiosi”: serve capire quale disbiosi, in quale paziente, con quali sintomi, con quali fattori di rischio e con quale strategia di gestione.
