Il tumore del colon-retto è responsabile del 10% dei casi di cancro e di quasi un milione di decessi ogni anno. Un recente studio condotto sui topi suggerisce che il microbiota intestinale è in grado di proteggere da questa forma di cancro regolando l’espressione di un gene che promuove la crescita tumorale.
I risultati, pubblicati su Developmental Cell, evidenziano la complessa relazione tra microbiota intestinale, infiammazione e cancro del colon-retto e dimostrano che un microbiota sano può aiutare a prevenire la progressione tumorale.
Microbiota, infiammazione e tumori
Precedenti studi hanno dimostrato che i microbi intestinali, influenzando l’infiammazione, svolgono un ruolo chiave nello sviluppo del cancro del colon-retto.
È stato infatti osservato che il microbiota può sopprimere o promuovere la progressione del cancro a seconda dei livelli di infiammazione.
Per esempio, è stato dimostrato che, se da una parte gli antibiotici possono ridurre l’infiammazione associata al cancro del colon-retto, la loro assunzione è associata anche a un rischio più elevato di cancro del colon-retto probabilmente a causa del loro impatto sui batteri intestinali benefici.
I meccanismi alla base degli effetti protettivi del microbiota devono essere però ancora dimostrati.
Per colmare questa lacuna di conoscenza, i ricercatori guidati da Meng Wang della Zhejiang University School of Medicine, in Cina, hanno analizzato, mediante esperimenti sui topi, l’impatto del microbiota intestinale sulla progressione del cancro del colon-retto.
Protezione oncologica
Innanzitutto, i ricercatori hanno somministrato ai topi una sostanza che induce una lieve infiammazione del colon, che a sua volta favorisce lo sviluppo del cancro del colon-retto. Quindi, hanno suddiviso i topi in due gruppi, che sono stati trattati o meno con antibiotici. Nei roditori che hanno ricevuto i farmaci sono stati rilevati tumori più grandi e più numerosi e peggiori cambiamenti nei tessuti rispetto ai topi che non avevano ricevuto antibiotici.
I risultati ottenuti confermano che alcuni batteri intestinali svolgono un ruolo nella prevenzione del tumore del colon-retto in condizioni infiammatorie lievi.
Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che il microbiota intestinale sopprime l’espressione di un gene chiamato Snhg9, che promuove la crescita del tumore.
La somministrazione di antibiotici, che impoveriscono il microbiota, favorisce invece una maggiore espressione di Snhg9, stimolando così la progressione del tumore.
Nonostante abbiano una bassa similarità di sequenza, le versioni umana e murina di Snhg9 sono risultate funzionalmente conservate in quanto entrambe promuovono la crescita del tumore.
Come la sua controparte nei topi, il gene Snhg9 umano ha infatti aumentato la proliferazione cellulare e lo sviluppo del tumore.
Rischio antibiotici
La sovraespressione del gene Snhg9 umano nei topi ha inibito gli effetti protettivi del microbiota intestinale. Ciò suggerisce che il gene Snhg9 umano rappresenta un fattore importante nella progressione del cancro regolata dal microbiota.
I risultati indicano anche che, se da una parte gli antibiotici sono efficaci nel ridurre l’infiammazione associata al cancro del colon-retto, il loro utilizzo, impoverendo il microbiota intestinale, può aumentare il rischio di cancro.
L’uso di antibiotici a lungo termine può anche portare a infezioni da patogeni come Clostridioides difficile, aumentando ulteriormente la suscettibilità al cancro del colon-retto.
«Sebbene il nostro studio abbia identificato un meccanismo conservato tramite il quale il gene Snhg9 promuove la tumorigenesi sia in modelli murini di cancro del colon-retto sia negli essere umani, la rilevanza diretta di questi risultati nell’uomo deve ancora essere pienamente stabilita. Per convalidare questo meccanismo saranno infatti necessarie ulteriori ricerche che coinvolgano campioni di tessuti umani e dati clinici».
