Tumore gastrico: un batterio intestinale può rafforzare la risposta all’immunoterapia

Il cancro allo stomaco è una neoplasia aggressiva e può recidivare anche dopo l’immunoterapia. Di recente, un gruppo di ricercatori ha scoperto che minuscole particelle rilasciate da un microrganismo intestinale possono potenziare l’efficacia dell’immunoterapia nei pazienti con tumore allo stomaco.

I risultati, pubblicati su Cell Reports Medicine, suggeriscono che queste particelle possono attivare specifiche cellule immunitarie e trasformarle in cellule in grado di combattere il tumore.

Precedenti studi hanno dimostrato che i batteri intestinali possono aiutare il sistema immunitario a combattere il cancro. In particolare, è stato osservato che le vescicole extracellulari batteriche – minuscole particelle rilasciate dai batteri che trasportano proteine ​​e altre molecole – possono attivare la risposta immunitaria. Tuttavia, il loro specifico ruolo nel tumore allo stomaco e il loro impatto sull’efficacia dell’immunoterapia non sono ancora del tutto chiari.

Per scoprirlo, i ricercatori guidati da Xiang Yu della Southern Medical University di Guangzhou, in Cina, hanno analizzato campioni prelevati da modelli murini di cancro allo stomaco e pazienti affetti da questa neoplasia.

Combattere le cellule tumorali

I ricercatori hanno esaminato campioni prelevati da 68 persone affette da tumore allo stomaco, alcune delle quali avevano ricevuto immunoterapia. Dai dati ottenuti è emerso che uno specifico batterio intestinale, Ligilactobacillus salivarius, è meno abbondante nei tessuti tumorali rispetto ai tessuti sani dello stomaco, ma i suoi livelli aumentano nei pazienti che rispondono bene all’immunoterapia.

Inoltre, mentre la somministrazione di L. salivarius a topi con tumore allo stomaco è risultata in grado di rallentare solo in parte la crescita del tumore, la sua combinazione con l’immunoterapia ha migliorato drasticamente i risultati di questo trattamento. Questo effetto è stato collegato alla capacità del L. salivarius di potenziare l’attività delle principali cellule immunitarie presenti nel tumore, tra cui i linfociti T CD8+ e i macrofagi pro-infiammatori, e delle molecole che contribuiscono a uccidere le cellule tumorali.

I ricercatori hanno anche scoperto che uno specifico ceppo di L. salivarius, chiamato BNCC367991, sembra in grado di rimodellare l’ambiente immunitario nei tumori dello stomaco e di rallentarne la crescita. I principali agenti responsabili sono le vescicole extracellulari batteriche, che amplificano la risposta immunitaria attraverso una proteina chiamata 2,3-BdpM.

Potenziale traslazionale

Ulteriori esperimenti in vitro hanno dimostrato che, oltre ad attivare il sistema immunitario, le vescicole extracellulari batteriche prendono di mira le cellule tumorali nello stomaco sopprimendo l’attività di una proteina fondamentale per la loro sopravvivenza.

Ulteriori esperimenti hanno suggerito che dosi elevate di vescicole extracellulari batteriche sembrano uccidere direttamente le cellule tumorali. Inoltre, nei topi L. salivarius, le sue vescicole extracellulari batteriche o la proteina 2,3-BdpM rallentano la crescita del tumore e, se combinati con l’immunoterapia, migliorano l’azione antitumorale del sistema immunitario.

«Questi risultati descrivono un asse microbiota-macrofagico che potenzia l’immunoterapia e mettono in evidenza il potenziale traslazionale degli adiuvanti microbici somministrabili per via orale nei pazienti con tumore allo stomaco», affermano gli autori.

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