Probiotici nella prevenzione delle otiti medie nei bambini
Le otiti medie rappresentano molto probabilmente le infezioni batteriche più comuni durante l’infanzia manifestandosi, nei soggetti più a rischio, anche in maniera ricorrente e severa.
Tra i patogeni maggiormente implicati nell’eziologia dell’otite media troviamo Streptococcus pneumonia, Haemophilus influenzae e Moraxella catarrhalis oltre che, seppur più correlabile a faringo-tonsilliti, S. pyogenes.
Essendo un’infezione di natura batterica, il trattamento standard prevede la somministrazione, anche per più cicli, di antibiotici ad ampio spettro i quali, seppur con buone percentuali di efficacia, vanno a comportare nel lungo periodo l’instaurarsi di antibiotico resistenza e una pesante compromissione del microbioma sia del tratto auricolare che di quello intestinale.
Considerando quindi l’elevata incidenza del disturbo soprattutto in tenera età e le inevitabili conseguenze dell’approccio terapeutico convenzionale, l’attenzione si è spostata già da qualche anno su strategie di intervento nonché di prevenzione alternative.
Tra le opzioni che hanno riscosso il maggior successo troviamo la somministrazione di vaccini per stimolare le difese immunitarie e quella di probiotici da assumere per via orale o attraverso spray nasali.
Volendoci concentrare su questa seconda opzione, i probiotici, da una ricerca di letteratura comprensiva degli ultimi anni ci si accorge subito di come questo sia ancora un campo di discussione aperto, ma con punti fermi interessanti.
Sono proprio le modalità d’azione intrinseche ai probiotici a supportare il razionale del loro uso in infezioni generate da altri batteri. Andando infatti a contrastare l’adesione del patogeno, stimolando la risposta immunitaria e promuovendo l’integrità dello strato mucoso di difesa hanno dimostrato di essere in grado di ottenere risultati positivi in diversi quadri patologici, incluse le otiti medie.
È bene tuttavia considerare come sia il meccanismo d’azione sia i conseguenti effetti siano ceppo specifici, il che implica la necessità di conoscere le peculiarità di ognuno prima di applicarlo nella pratica clinica.
Probiotici: sui quali puntare
In linea con quanto appena affermato, gli studi volti a verificare l’efficacia dei probiotici nella prevenzione e cura delle otiti medie in età pediatrica si sono concentrati in particolare sui componenti del microbiota nasofaringeo.
Questi batteri commensali hanno infatti dimostrato di inibire la crescita dei più comuni otopatogeni implicati nelle infezioni del tratto respiratorio superiore e quindi delle otiti medie.
È stato inoltre osservato come a determinare la riduzione del rischio di otiti medie fossero prevalentemente ceppi alpha-streptococci, risultati per altro carenti nei pazienti con otiti ricorrenti.
L’attività anti-patogena di questi commensali è da attribuire alla loro speciale capacità di produrre due sostanze dette “batteriocine” (salivaricina A2 e B) altamente selettive sia per S. pyogenes, implicato come abbiamo visto più che altro nelle faringo-tonsilliti, sia per Streptococcus pneumonia, Haemophilus influenzae e Moraxella catarrhalis, principali responsabili appunto di otiti medie.
Tra il gruppo degli alpha-streptococci, è stato selezionato e studiato in particolar modo il ceppo Streptoccoccus salivarius K12 (K12), aggressivo specialmente nei confronti dei patogeni dell’otite.
Le evidenze emerse dai vari studi e revisioni di letteratura qui considerate hanno complessivamente dimostrato che K12:
- Presenta una buona e rapida capacità di colonizzare soprattutto la cavità orale
- È altamente antibiotico-sensibile
- È caratterizzato da un ottimo profilo di sicurezza anche nell’uomo
- Diminuisce di circa il 40% l’incidenza di otiti medie in età pediatrica, soprattutto nella forma acuta e secretoria, rispetto al placebo
- Riduce l’uso di antibiotici
- Riduce i giorni di scuola persi o di lavoro per i genitori
In conclusione, fermo restando l’elevata incidenza delle otiti medie in età pediatrica e delle innumerevoli conseguenze dirette e indirette che queste comportano, è necessario implementare nuove strategie di prevenzione e cura che vadano a supportare e/o sostituire le attuali procedure basate sull’uso di antibiotici ad ampio spettro.
Fonti
https://www.clinicalkey.com/service/content/pdf/watermarked/1-s2.0-S0165587612000419.pdf?locale=en_UShttps://link.springer.com/content/pdf/10.1007%2Fs40136-017-0151-7.pdfhttps://link.springer.com/content/pdf/10.1007%2Fs10096-015-2491-x.pdfhttps://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5484566/pdf/ijgm-10-171.pdfhttps://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5484566/https://www.minervamedica.it/it/riviste/minerva-pediatrica/articolo.php?cod=R15Y2018N03A0240https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4576902/https://www.europeanreview.org/article/11696
