Un gruppo di scienziati del Leibniz-Center for Medicine and Biosciences – Borstel (Germania), in uno studio pubblicato lo scorso dicembre su The Journal of Allergy and Clinical Immunology, è riuscito a isolare dai batteri probiotici il D-triptofano, un aminoacido capace di migliorare le condizioni del microbiota intestinale e alleviare le infiammazioni legate alle allergie delle vie respiratorie.

La scoperta apre nuove strade alla ricerca di cure alternative per le infiammazioni croniche.

Le patologie croniche connesse al sistema immunitario, come l’asma, hanno un forte impatto soprattutto nei paesi industrializzati. Secondo le stime più recenti dell’Oms l’incidenza delle cosiddette malattie non trasmissibili è destinata ad aumentare.

I farmaci attualmente a disposizione sono puramente sintomatici, e per questo motivo la ricerca scientifica si è concentrata sempre di più sulle possibili alternative. Il ruolo dei probiotici, pur avendo avuto risultati promettenti nei test in vitro e su modelli animali, rimane tuttavia dubbio.

Alcuni trial clinici sui probiotici contro le sindromi allergiche hanno infatti restituito dati contrastanti e secondo gli autori, si legge su JACI, ciò sarebbe dovuto alla relazione complessa che intercorre fra i batteri probiotici, il microbioma intestinale e il sistema immunitario.

Per cercare di aggirare questo ostacolo, Inge Kepert e colleghi hanno in primo luogo cercato di isolare specifici metaboliti derivati dai probiotici, per verificare il candidato più adatto a regolare la risposta immunitaria: il D-triptofano.

Nel corso di analisi successive su un gruppo di topi allevati in ambiente sterile, è emerso che il D-triptofano può contrastare gli effetti dell’infiammazione allergica alle vie respiratorie in due modi: agendo direttamente sul sistema immunitario, grazie all’aumento dei linfociti T-regolatori e al miglioramento della risposta immunitaria, e alimentando la biodiversità del microbioma intestinale, che nei soggetti allergici risulta spesso compromessa.

È la prima volta, dichiarano i ricercatori tedeschi, che il D-triptofano viene identificato come agente attivo derivato da batteri probiotici (postbiotico), nello specifico da due differenti ceppi di Lactobacillus.

In precedenza, gli aminoacidi D erano stati poco considerati dalla ricerca scientifica per via del loro ruolo limitato negli organismi complessi, con l’eccezione del D-aspartato e della D-serina, ampiamente studiati per la loro presenza nel sistema nervoso.

I risultati della ricerca gettano nuova luce sulla funzione del D-triptofano, svelandone meccanismi d’azione prima d’ora poco conosciuti. La strategia potrebbe inoltre facilitare future ricerche sui probiotici in generale: gli autori sottolineano infatti che, a differenza di organismi biologicamente complessi e per certi versi imprevedibili come i batteri probiotici, i postbiotici, ossia i principi attivi da loro prodotti, sono più facilmente osservabili e verificabili in via sperimentale, rendendoli candidati ideali per la prevenzione e la cura di sindromi allergiche e altre patologie.