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Alterazioni del microbiota intestinale nei pazienti affetti da SLA

Alterazioni del microbiota intestinale sembrano coinvolte nella patogenesi della SLA. A dirlo è uno studio pubblicato su Scientific Reports.
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Stato dell'arte
La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una patologia neurodegenerativa caratterizzata da progressiva paralisi. Nonostante il decorso sia conosciuto, la patogenesi rimane tutt’ora incerta. Vista l’associazione con altri disturbi neurologici, il microbiota intestinale potrebbe essere implicato.
Cosa aggiunge questa ricerca
Scopo dello studio è stato quello di valutare il possibile ruolo del microbioma intestinale nello sviluppo di SLA collezionando campioni fecali di 20 pazienti e altrettanti controlli sani.
Conclusioni
Le alterazioni metaboliche e di composizione del microbioma dei pazienti con SLA supportano un suo coinvolgimento nella patologia. Ulteriori approfondimenti potrebbero quindi individuare biomarcatori batterici e, di conseguenza, nuovi target terapeutici.

In questo articolo

Alterazioni di composizione e funzionalità del microbiota intestinale sembrerebbero essere coinvolte nella patogenesi della sclerosi laterale amiotrofica (SLA) supportando l’approfondimento di questa relazione per l’individuazione di nuovi target terapeutici.

Lo dimostra lo studio di Qianqian Zeng e colleghi della Central South University (Xiangya Hospital, Changsha City, China), recentemente pubblicato su Scientific Reports.

Sclerosi laterale amiotrofica e intestino

La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una patologia neurogenerativa grave caratterizzata dalla progressiva perdita della capacità di movimento, paralisi degli arti e muscolare con finale compromissione respiratoria.

Nonostante il suo decorso sia complessivamente conosciuto, la sua eziopatogenesi rimane tutt’ora poco chiara. La componente genetica ha sicuramente un ruolo importante. Ma non è tutto. Considerando la relazione dimostrata dal microbiota intestinale con svariate patologie neurologiche (Alzheimer, disordini dello spettro autistico ecc.), potrebbe essere coinvolto anche in presenza di SLA fornendo dunque un’alternativa terapeutica ancora non risolutiva.

Per scoprirlo, applicando un approccio di metagenomica e metabolomica, i ricercatori cinesi hanno confrontato i campioni di microbioma fecale di 20 pazienti affetti da SLA (8 donne, 12 maschi) con quelli di altrettanti controlli sani per individuare eventuali alterazioni correlabili allo sviluppo della patologia. Ecco cosa è emerso.

Alterazioni del microbiota

L’analisi della composizione batterica ha mostrato un’alterazione compositiva e strutturale nel gruppo di pazienti con, in generale, una maggiore diversità di OTUs. In particolare nel gruppo cn SLA:

  • Bacteroidetes (42.23 vs. 26.46%) Kineothrix (0.0021 vs. 0%), Parabacteroides (0.32 vs. 0.01%,), Odoribacter (2.61 vs. 1.87%), Sporobacter (0.12 vs. 0.02%), Eisenbergiella (0.21% vs. 0.07%), Mannheimia (0.12 vs. 0.02%), Anaerotruncus (0.03 vs. 0.02%) e un non classificato Porphyromonadaceae (0.0097 vs. 0.0072%) hanno registrato un aumento di abbondanza relativa rispetto ai controlli sani. Incremento di espressione anche, a livello di specie di Sulfuricurvum kujiense (P = 0.006), Cyanothece sp. CCY0110 (P = 0.0191) e Haladaptatus paucihalophilus (P = 0.0192). Di contro, una diminuzione è stata registrata da Firmicutes (45.29 vs. 59.75%), Megamonas (1.48 vs. 7.54%) Enterococcus columbae (P = 0.0041)
  • considerando la significativa differenza di abbondanza, Bacteria a livello di dominio (LDA = 4.89, p = 0.02), Bacteroidetes a quello di phylum, (LDA = 4.89, P = 0.02), Bacteroidia a livello di classe (LDA = 4.89, P = 0.02), Bacteroidales a livello di ordine (LDA = 4.89, P = 0.02) e Porphyromonadaceae come famiglia sembrerebbero potenziali candidati come biomarcatori di patologia
  • 8.664 unici geni hanno registrato una down-regolazione rispetto ai controlli, 29.167 una up-regolazione supportando un’alterazione anche su base genica

Passando poi alla funzionalità batterica basata sul profilo metabolico:

  • Enterococcus columbae, diminuito nei pazienti, ha mostrato di influenzare il metabolismo di acidi carbossilici, zuccheri e nucleotidi con, in particolare, correlazione positiva con l’acido 2-(1-ethoxyethoxy) propanoico e l’acido 3,7-didrossi-12-ossocolanoico, Sulfuricurvum kujiense invece con coproporfirinogeno I, Cyanothece sp. CCY0110 con 4-idrossibenzoilcolina
  • correlazione negativa invece tra Haladaptatus paucihalophilus e acilcarnitina 13:0

Conclusioni

Per concludere quindi, il microbiota intestinale mostra alterazioni compositive e funzionali specifiche in presenza di sclerosi laterale amiotrofica aprendo la possibilità, con i necessari approfondimenti, per l’individuazione di nuove biomarcatori e, di conseguenza, nuovi approcci terapeutici.

Silvia Radrezza
Laureata in Farmacia presso l’Univ. degli Studi di Ferrara, consegue un Master di 1° livello in Ricerca Clinica all’ Univ. degli Studi di Milano. Borsista all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dal 2017 al 2018, è ora post-doc presso Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics a Dresda (Germania).

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