La gravidanza è un momento critico per la futura salute mentale sia del genitore che del bambino, e si stima che durante la gravidanza e il periodo postpartum vi sia una possibilità di soffrire di depressione del 10% – 20%, con picchi del 25% durante il terzo trimestre. Ultimamente sono state formulate ipotesi circa il coinvolgimento del microbiota intestinale nella depressione maggiore e nei disturbi d’ansia, supportate da prove che il microbioma e i metaboliti provenienti dai percorsi microbici interagiscono con il sistema nervoso periferico e centrale. Pertanto, ricercatori svedesi e statunitensi hanno condotto uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Biological Psychiatry Global Open Science, per comprendere se attraverso l’analisi del microbiota si potesse predire lo sviluppo di ansia e depressione in gravidanza.
Gravidanza e salute mentale
Un elevato disagio mentale, tra cui depressione e ansia, durante la gravidanza è associato a esiti peggiori sia per il genitore sia per il bambino durante il periodo postpartum e più tardi nella vita, compresi tassi più elevati di suicidio. Inoltre, l’ansia si associa con la depressione perinatale, rendendo importante considerare i sintomi dell’ansia insieme a quelli della depressione. Le eziologie della depressione e dell’ansia perinatale sono multifattoriali e individualizzate in base all’ambiente e alla composizione biologica di ciascuno, rendendo difficili la diagnosi e il trattamento personalizzato.
Correlazione tra microbiota, ansia e depressione in gravidanza
Da studi condotti sul microbioma intestinale in gravidanza in relazione a umore e ansia si è evidenziato che le comunità microbiche delle donne con depressione postpartum erano significativamente diverse dalle comunità microbiche dei soggetti non affetti da tale disturbo.
La diversità alfa, valutata all’inizio della gravidanza, era positivamente correlata a una migliore capacità di affrontare lo stress dopo il parto. Inoltre, è stato scoperto che un’abbondanza relativa di batteri specifici distingueva i soggetti con livelli più elevati di stress e che punteggi più elevati di stress mentale erano associati a una minore ricchezza di specie del microbiota intestinale.
Si è poi evidenziato come i metaboliti creati dal microbioma e nel sangue delle donne in gravidanza si modificano dal secondo al terzo trimestre, il che si associa a una minore diversità batterica.
Cluster batterici associati a ansia e depressione in gravidanza
Sono stati identificati quattro distinti cluster di vie microbiche raggruppate lungo l’asse intestino-cervello associati in modo differenziale a funzioni specifiche, con la sintesi di acetato, di acidi grassi a catena corta (SCFA) e la degradazione del cortisolo.
Confrontando tra loro due dei quattro cluster identificati si è osservato che i soggetti con cluster 3 presentavano una probabilità significativamente inferiore di disagio mentale, rispetto agli individui del cluster 4. Questa differenza può essere attribuita alla maggiore diversità alfa e alla maggiore abbondanza di funzioni microbiche intestinali benefiche osservate nel cluster 3.
Inoltre, gli individui del cluster 3 hanno dimostrato una maggiore resilienza a un fattore di stress rispetto agli individui del cluster 4, come indicato da livelli di cortisolo più bassi, in particolare durante il recupero dallo stress.
Livelli di cortisolo e metaboliti batterici in gravidanza
La gestione del cortisolo è fondamentale per lo sviluppo del feto. Livelli di cortisolo più elevati e un minore recupero durante il test da stress sono stati associati al disturbo depressivo maggiore. La somministrazione dello stressor sociale solo durante il periodo postpartum potrebbe suggerire che la degradazione del cortisolo da parte del microbioma durante la gravidanza prepari il terreno per la depressione postpartum in un sottoinsieme di individui.
Livelli alterati di acidi grassi a catena corta (SCFA) sono stati implicati sia nella salute mentale sia nelle complicazioni della gravidanza. Nei modelli animali, l’integrazione con SCFA, incluso l’acetato, ha ridotto i comportamenti ansiosi e depressivi, in particolare in relazione allo stress da sconfitta sociale. Sebbene lo studio della coorte statunitense non abbia mostrato differenze nell’assunzione di fibre alimentari, importante per la produzione microbica di SCFA, tra Cluster 3 e Cluster 4, lo studio non era dimensionato per valutare i singoli componenti della dieta i risultati preliminari potrebbero indicare che la ricerca futura dovrebbe includere caratterizzazioni della dieta complessiva per ciascun individuo, come le calorie assunte da zuccheri trasformati rispetto a quelle assunte da alimenti non trasformati, e come queste possano variare nel tempo durante la gravidanza. Fattori come l’esposizione a stress precoce dovrebbero essere valutati in studi futuri su cluster distinti dalla sintesi microbica di acetato.
Conclusioni
Sono necessari ulteriori studi per verificare la potenzialità del microbioma intestinale di fungere da biomarcatore della salute dell’asse intestino-cervello durante la gravidanza in diverse popolazioni. Tuttavia, l’identificazione di cluster microbici specifici e di metaboliti microbici associati a depressione e ansia potrebbe consentire di distinguere gli individui in base alle diverse funzioni della comunità batterica.
