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Uveite autoimmune: microbiota intestinale possibile target terapeutico

Il ripristino dei livelli di acidi biliari è in grado di ridurre la gravità dell'uveite. Secondo un recente studio pubblicato su Cell Reports, gli acidi biliari prodotti dal microbiota intestinale rappresentano un possibile target terapeutico nei pazienti con uveite autoimmune.
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Uveite autoimmune: microbiota intestinale possibile target terapeutico

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Stato dell'arte
Alcune forme di uveite sono causate da una reazione autoimmunitaria. Recenti studi hanno dimostrato che alterazioni del microbiota intestinale possono modulare la risposta immunitaria nei pazienti con uveite.
Cosa aggiunge questa ricerca
Le differenze nella composizione del microbiota intestinale possono influenzare il rilascio di cianuro dopo il consumo di manioca lavorata non I ricercatori hanno osservato livelli ridotti di acidi biliari secondari, che derivano dal metabolismo dei batteri intestinali, nelle feci e nel sangue di topi con uveite autoimmune. Il ripristino dei livelli di acido desossicolico (DCA) riduce la gravità della patologia.
Conclusioni
II risultati indicano che il metabolismo degli acidi biliari svolge un ruolo importante nella risposta immunitaria e che queste molecole rappresentano un possibile bersaglio terapeutico nei pazienti con uveite autoimmune.

In questo articolo

Alcune forme di uveite sono causate da una reazione autoimmunitaria. Un recente studio ha dimostrato che i livelli di acidi biliari derivati ​​dal microbiota intestinale possono influenzare la gravità dell’uveite, quantomeno nei modelli murini.

I risultati, pubblicati su Cell Reports, indicano inoltre che il metabolismo degli acidi biliari svolge un ruolo importante nella risposta immunitaria e che queste molecole rappresentano un possibile bersaglio terapeutico nei pazienti con uveite autoimmune.

Terapie delle uveiti autoimmuni

L’uveite è un’infiammazione della mucosa pigmentata interna all’occhio, l’uvea (tratto uveale). A causarla possono essere  infezioni, traumi, una malattia autoimmune diffusa (che induce l’organismo ad attaccare i propri tessuti). In alcuni casi i motivi sono sconosciuti.

Tra i sintomi ci sono dolore e arrossamento oculare, corpi mobili, calo della vista.

Il trattamento in genere si basa su antinfiammatori (corticosteroidi) e immunosoppressori, che non sempre sono efficaci. 

Recenti studi hanno dimostrato che alterazioni del microbiota intestinale possono modulare la risposta immunitaria nei pazienti con questa patologia

Per esempio, è stato osservato che il trapianto fecale da pazienti con uveite ai topi peggiora l’infiammazione degli occhi nei roditori. Sono state inoltre individuate alterazioni nella composizione del microbiota in individui con uveite e altre malattie autoimmuni o infiammatorie.

Per indagare ulteriormente il legame tra uveite e microbi intestinali, un team guidato da Hong Li del Chongqing Branch of National Clinical Research Center for Ocular Diseases ha analizzato i livelli degli acidi biliari e la composizione del microbiota in un modello murino di uveite autoimmune.

Acidi biliari tra microbiota intestinale e reazioni immunitarie

Prodotti nel fegato e metabolizzati dai batteri intestinali, gli acidi biliari sono coinvolti nel controllo del sistema immunitario e sono stati implicati in condizioni come le malattie infiammatorie intestinali e il diabete di tipo 1.

In primo luogo, Hong Li e i suoi colleghi hanno analizzato il microbiota intestinale di topi con uveite autoimmune e topi sani: le famiglie Ruminococcaceae, Lachnospiraceae ed Eggerthellaceae sono risultate abbondanti nei topi di controllo, mentre i batteri della famiglia Prevotellaceae erano predominanti nei topi con uveite.

Precedenti studi hanno suggerito che i batteri delle famiglie Ruminococcaceae e Lachnospiraceae convertono gli acidi biliari primari in acidi biliari secondari

I ricercatori hanno quindi esaminato i livelli di acidi biliari nelle feci e nel sangue dei topi: quelli con uveite autoimmune avevano livelli più bassi di acidi biliari secondari rispetto ai topi sani.

Aumentare i livelli di acidi biliari

Dai risultati ottenuti è emerso che il ripristino dei livelli di acidi biliari è in grado di ridurre la gravità dell’uveite. Inoltre, nutrire i topi con una dieta ricca di un acido biliare secondario, l’acido desossicolico (DCA), ne ha migliorato i sintomi. 

Il DCA agisce regolando la funzione delle cellule dendritiche e riducendo la produzione di specifiche molecole immunitarie infiammatorie attraverso l’attivazione del recettore degli acidi biliari TGR5

Sia il DCA sia il TGR5 sono risultati in grado di bloccare l’attivazione delle cellule dendritiche di derivazione umana, così come i composti che attivano il TGR5.

Conclusioni

«Gli acidi biliari secondari derivati ​​dal metabolismo del microbiota intestinale potrebbero rappresentare dei regolatori chiave nella patogenesi dell’uveite autoimmune», affermano gli autori. 

«Il microbiota intestinale e la composizione degli acidi biliari secondari, così come il pathway di TGR5, possono fornire potenziali bersagli terapeutici per il trattamento delle malattie autoimmuni e infiammatorie, inclusa l’uveite».

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

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