Effetti di specifici prebiotici in pazienti con tumore del colon-retto

I risultati dello studio sottolineano il ruolo terapeutico degli alimenti prebiotici nel migliorare il microbiota dell’intestino e nella regolazione dei marcatori dell’ospite associati all’obesità e al cancro del colon-retto, sottolineando anche la necessità di aggiustamenti dietetici coerenti e sostenibili nei pazienti ad alto rischio, come quelli oncologici.
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Effetti di specifici prebiotici in pazienti con tumore del colon-retto

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Stato dell'arte

Gli alimenti prebiotici hanno un forte potenziale per agire sulla salute intestinale e sulla salute metabolica, soprattutto in pazienti con specifiche patologie, come i pazienti oncologici.

Cosa aggiunge questa ricerca

Lo studio BE GONE ha dimostrato che una dieta a base di prebiotici, in pazienti obesi con una storia di tumore del colon-retto, è in grado di svolgere un effetto terapeutico. In particolare, intervenendo sul microbiota intestinale di questi pazienti attraverso l’assunzione di fagioli cannellini, è possibile apportare una serie di effetti benefici sul microbiota intestinale, regolando i marcatori associati all’obesità e al cancro del colon-retto.

Conclusioni

I risultati dello studio sottolineano il ruolo terapeutico degli alimenti prebiotici nel migliorare il microbiota dell’intestino e nella regolazione dei marcatori dell’ospite associati all’obesità e al cancro del colon-retto, sottolineando anche la necessità di aggiustamenti dietetici coerenti e sostenibili nei pazienti ad alto rischio, come quelli oncologici.

In questo articolo

Lo studio BE GONE, da poco pubblicato su The Lancet, ha dimostrato che una dieta a base di prebiotici, in pazienti obesi con una storia di tumore del colon-retto, è in grado di svolgere un effetto terapeutico. 

In particolare, intervenendo sul microbiota intestinale di questi pazienti attraverso l’assunzione di fagioli cannellini, è possibile indurre una serie di effetti benefici sul microbiota intestinale, regolando i marcatori associati all’obesità e al cancro colorettale.

Modulare il microbiota intestinale con i prebiotici 

Gli alimenti prebiotici hanno un forte potenziale per agire sulla salute intestinale e sulla salute metabolica, soprattutto in pazienti con specifiche patologie. 

Prima dello studio BE GONE, era già stato provato come il microbiota intestinale fosse coinvolto nella gestione delle  condizioni cardiometaboliche legate all’obesità, così come nel cancro. 

Gli alimenti prebiotici, inoltre, offrono una strategia terapeutica sicura e accessibile per modellare la composizione e l’attività del microbiota del tratto gastrointestinale e conferire benefici alla salute dell’ospite.

Disegno e risultati dello studio BE GONE

In questo studio clinico è stato attuato un intervento dietetico non invasivo e a basso rischio in 48 pazienti obesi di età superiore ai 30 anni, con una storia di cancro del colon-retto e/o polipi, presso l’MD Anderson Cancer Center (Houston, Texas, Stati Uniti). 

Dopo aver seguito questa dieta per 4 settimane, i pazienti sono stati randomizzati a continuare la loro dieta abituale senza fagioli (controllo) o ad aggiungere una tazza giornaliera di fagioli cannellini al posto della loro dieta abituale, per 8 settimane. 

Le feci e il sangue a digiuno sono stati raccolti ogni 4 settimane per valutare l’esito primario dei cambiamenti intra e interindividuali del microbiota intestinale e dei marcatori e metaboliti circolanti.

Dei 55 pazienti randomizzati, l’87% ha completato lo studio di 16 settimane. Durante l’intervento dietetico, sono stati dimostrati un aumento della diversità della popolazione del microbiota intestinale e cambiamenti nell’abbondanza di più tipi di batteri, indicativi dell’efficacia prebiotica (incluso un aumento di Faecalibacterium, Eubacterium e Bifidobacterium)

Il metaboloma circolante ha mostrato cambiamenti paralleli nei nutrienti e nei metaboliti derivati ​​dal microbiota, tra cui un aumento dell’acido pipecolico e la diminuzione dell’indolo, che sembrano regredire quando i pazienti tornano alla loro dieta abituale. 

Non sono stati osservati cambiamenti significativi, invece, nelle lipoproteine ​​circolanti, durante le 8 settimane; tuttavia, i biomarcatori proteomici della risposta infiammatoria intestinale e sistemica e il fattore di crescita dei fibroblasti sono aumentati, mentre i livelli del recettore α dell’interleuchina-10 sono diminuiti.

Conclusioni 

I risultati ottenuti dallo studio sottolineano il ruolo terapeutico degli alimenti prebiotici nel migliorare il microbiota dell’intestino e nella regolazione dei marcatori dell’ospite associati all’obesità e al cancro del colon-retto, sottolineando anche la necessità di aggiustamenti dietetici coerenti e sostenibili nei pazienti ad alto rischio, come quelli oncologici.

Per rafforzare la comprensione delle interazioni dieta-microbiota, sarà utile studiarle in coorti cliniche più ampie, al fine di sviluppare strategie in grado di mirare al microbiota e modularlo per prolungare la sopravvivenza dei pazienti a rischio. 

Lo studio BE GONE offre, in questo senso, una solida base al fine di sviluppare strategie dietetiche mirate al microbiota. In futuro, sarà anche utile studiare una più ampia varietà di alimenti prebiotici e la loro azione sul microbiota dei pazienti a rischio.

Roberta Altobelli
Science writer e medical writer freelance. Laureata in Biotecnologie Mediche presso l’Università Sapienza di Roma, ha conseguito un Master in Genetica Forense e un Master in Comunicazione della Scienza.

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