Ecco come dieta e microbioma intestinale possono indebolire i trattamenti oncologici

La dieta può influenzare sia la progressione di una malattia sia l’efficacia dei farmaci, alterando il modo in cui l’organismo li elabora, oltre ad avere un impatto sul metabolismo e i livelli ormonali. Un recente studio condotto sui topi ha dimostrato che alcuni composti vegetali assunti con la dieta possono essere trasformati dai batteri intestinali in metaboliti che accelerano la degradazione dei farmaci nel fegato, riducendo l’efficacia delle terapie antitumorali.

I risultati, pubblicati su Cell, suggeriscono che alcuni composti vegetali e l’attività del microbiota intestinale influenzano l’azione dei farmaci antitumorali.

Precedenti studi hanno dimostrato che in modelli animali di cancro una dieta chetogenica (a basso contenuto di carboidrati) aumenta l’efficacia di alcuni trattamenti. Inoltre, è stato dimostrato che i fitochimici, sostanze naturalmente presenti nei vegetali e abbondanti negli alimenti integrali, possono influenzare il metabolismo dei farmaci e i risultati del trattamento quando vengono metabolizzati dai batteri intestinali. Tuttavia, non sono stati ancora completamente chiariti molti degli effetti dei fitochimici.

Asael Roichman della Princeton University nel New Jersey e i suoi colleghi hanno quindi deciso di studiare come la dieta moduli l’efficacia di una classe di farmaci antitumorali chiamati inibitori di PI3K.

Dieta con ingredienti purificati

Per capire se esista un approccio diverso da una dieta a basso contenuto di carboidrati in grado di migliorare l’efficacia dei farmaci antitumorali, i ricercatori hanno testato gli effetti di una dieta ricca di carboidrati e altamente processata (CPD) a base di ingredienti purificati.

Nei topi con tumori al pancreas, sia la dieta a basso contenuto di carboidrati sia la dieta CPD hanno migliorato l’efficacia di un inibitore di PI3K chiamato alpelisib. La dieta CPD è stata efficace quanto la dieta a basso contenuto di carboidrati nel potenziare la capacità antitumorale di alpelisib, ma con minori effetti collaterali. Questo beneficio è stato osservato anche con altri farmaci antitumorali simili e in modelli murini di cancro al seno.

Tuttavia, le diete da sole non hanno rallentato la crescita del tumore.

Efficacia migliorata

Quando ai topi sono stati somministrati antibiotici per ridurre o eliminare il microbiota intestinale, i farmaci antitumorali hanno funzionato meglio, anche senza modificare la dieta. Un effetto simile è stato ottenuto quando i topi sono stati alimentati con una dieta CPD.

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che i fitochimici della soia presenti nel cibo standard per roditori vengono convertiti dai microbi intestinali in composti chiamati soyasapogenols, che attivano gli enzimi epatici che accelerano l’eliminazione del farmaco. Questo riduce la capacità antitumorale del farmaco alpelisib. Al contrario, le diete a basso contenuto di carboidrati sono prive di questi fitochimici, con conseguente rallentamento della degradazione del farmaco e maggiore efficacia.

«Capire come la dieta e il microbiota influenzano il metabolismo dei farmaci potrebbe contribuire a rendere i trattamenti più sicuri ed efficaci. A questo scopo può essere importante anche valutare l’integrazione di misure dietetiche negli studi su farmaci nuovi o riadattati» concludono gli autori dello studio.

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