L’obesità colpisce quasi 900 milioni di adulti in tutto il mondo ed è associata a patologie come diabete, ipertensione e malattie cardiache. Un recente studio ha dimostrato che le alterazioni del microbiota orale nei soggetti obesi non sono solo indicatori di cattiva salute, ma potrebbero contribuire ai problemi metabolici ad essa correlati.
I risultati, pubblicati su Cell Reports, suggeriscono quindi nuove strategie per la prevenzione e il trattamento di questa condizione.
Sebbene la genetica giochi un ruolo, l’obesità è principalmente causata da uno stile di vita caratterizzato da una ridotta attività fisica e diete ricche di alimenti altamente trasformati.
Precedenti studi hanno dimostrato che il microbiota intestinale influenza l’obesità e che le persone obese presentano un microbiota orale meno diversificato e più “infiammatorio”. Tuttavia, non è ancora chiaro se e come il microbiota orale possa influenzare il metabolismo dell’intero organismo.
Per rispondere a questa domanda, Ahmed Shibl della New York University di Abu Dhabi e i suoi colleghi hanno analizzato i dati dello studio UAE Healthy Future, un progetto volto a comprendere i fattori che contribuiscono alle malattie cardiache e metaboliche negli adulti che vivono negli Emirati Arabi Uniti.
Differenze nel microbiota
I ricercatori hanno arruolato nello studio 669 partecipanti di età compresa tra 18 e 43 anni, dai quali hanno raccolto campioni di microbiota orale e parametri come peso corporeo, pressione sanguigna e livelli di colesterolo, oltre a informazioni dettagliate sullo stile di vita, incluse le abitudini relative al fumo e all’attività fisica.
Analizzando i batteri orali, il team ha scoperto che l’obesità era associata a comunità batteriche distinte, minore diversità microbica e livelli aumentati di microbi legati all’infiammazione.
I ricercatori hanno anche scoperto che molti pathway microbici coinvolti nella scomposizione degli zuccheri e nella generazione di composti correlati all’obesità erano più attivi nelle persone obese rispetto a quelle normopeso.
Strategie terapeutiche
Rispetto agli individui normopeso, le persone obese presentavano livelli più elevati di molecole in grado di promuovere l’infiammazione, interferire con la segnalazione dell’insulina, aumentare la fame e accrescere il rischio di diabete e steatosi epatica. Allo stesso tempo, le persone obese hanno mostrato una riduzione delle funzioni microbiche responsabili della produzione di vitamine del gruppo B, importanti per un sano utilizzo dell’energia.
Infine, i dati ottenuti utilizzando modelli di machine learning che combinano le informazioni sui batteri orali, sulle loro funzioni metaboliche e sulle sostanze chimiche presenti nella saliva hanno permesso di distinguere gli individui obesi con maggiore precisione rispetto alle sole misurazioni cliniche.
«Il nostro studio indica un potenziale ruolo dei batteri orali nelle malattie correlate all’obesità. I risultati suggeriscono inoltre nuove strategie basate sul microbiota per la prevenzione e il trattamento dell’obesità e sottolineano l’importanza di condurre ulteriori studi sul legame tra il microbiota orale e altre malattie complesse» concludono i ricercatori.
