• Segnali di una dieta ad alto contenuto di grassi
• Variabilità dello studio

Stato dell’arte
Diversi studi hanno dimostrato che la dieta influenza il microbiota intestinale, ma non è chiaro quali diete hanno effetti riproducibili nei vari studi.

Cosa aggiunge questo studio
I ricercatori hanno riesaminato 27 studi sull’effetto della dieta sul microbiota intestinale, che comprendevano oltre 1.000 campioni di roditori e umani. Il team ha scoperto che una dieta ricca di grassi modifica in modo riproducibile la composizione del microbiota intestinale.

Conclusioni
I risultati mostrano l’effetto di una dieta ricca di grassi sul microbiota intestinale e l’utilità delle meta-analisi nell’identificare le caratteristiche riproducibili per gli studi sui modelli animali.

Secondo una meta-analisi di dozzine di studi, una dieta ricca di grassi induce cambiamenti riproducibili nella composizione del microbiota intestinale del topo. I risultati, pubblicati su Cell Host & Microbe, mostrano un forte effetto della dieta sui batteri intestinali e l’utilità delle meta-analisi nell’identificazione di caratteristiche riproducibili per gli studi sui modelli animali.

È noto che la dieta influenza il microbiota intestinale, ma a causa della variabilità nella progettazione e nella valutazione degli esperimenti, non è chiaro quali diete abbiano effetti riproducibili nei diversi studi.

Per rispondere a questa domanda, Jordan Bisanz e Vaibhav Upadhyay dell’Università della California a San Francisco, negli Stati Uniti, e i loro colleghi hanno riesaminato 27 studi che indagavano l’effetto della dieta sul microbiota intestinale. Gli studi includevano 1.073 campioni di roditori e 29 campioni umani.

Segnali di una dieta ad alto contenuto di grassi

Quasi tutti gli studi analizzati hanno mostrato un effetto sostanziale di una dieta ricca di grassi sulla composizione della comunità batterica. I ricercatori hanno trovato che il segnale maggiormente riproducibile di una dieta ricca di grassi sono i batteri appartenenti al genere Lactococcus, i cui livelli sono risultati aumentati in 14 degli studi sui roditori. Tuttavia, i ricercatori hanno dimostrato che il Lactococcus è un comune contaminante alimentare e che la caseina è probabilmente la fonte della contaminazione.

Così il team ha riesaminato gli studi escludendo Lactococcus e ha scoperto che i batteri appartenenti alle famiglie Lachnospiraceae, Ruminococcaceae e Muribaculaceae sono segnali predittivi di una dieta ricca di grassi nei topi, ma non nell’uomo o nei topi portatori di geni o cellule umane funzionanti.

Variabilità dello studio

I topi umanizzati non sono risultati migliori predittori della dieta umana rispetto ai topi convenzionali, ma i ricercatori avvertono che questo potrebbe essere il risultato della limitata dimensione del set di dati e della diversità degli studi piuttosto che un riflesso della fisiologia sottostante.

Sebbene siano necessari ulteriori studi per comprendere il ruolo dei microbi intestinali associati alle diete ad alto contenuto di grassi, i risultati supportano l’idea che la struttura del microbiota intestinale dei topi sia alterata in risposta a tali diete.

Lo studio evidenzia anche le notevoli differenze tecniche e sperimentali tra gli studi. Inoltre, secondo i ricercatori, gli studi futuri dovrebbero tenere conto dei contaminanti alimentari, come i batteri Lactococcus, per evitare di affidarsi a un falso segnale microbico della dieta.

Traduzione dall’inglese a cura della redazione