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Quando il microbiota si può definire “sano”? Studio spagnolo sugli effetti della dieta mediterranea

Un gruppo di ricercatori spagnoli ha pubblicato su Scientific Reports la prima analisi completa del microbiota intestinale di un Paese mediterraneo.
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Quando il microbiota si può definire “sano”? Studio spagnolo sugli effetti della dieta mediterranea

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Stato dell'arte
Il microbiota intestinale è stato associato a molteplici patologie e disturbi, dalle allergie all’autismo. Ma in molti casi non è chiaro se le alterazioni nella composizione del microbiota siano la causa o la conseguenza della malattia, in parte perché è complicato definire le caratteristiche di un microbiota “sano”.
Cosa aggiunge questa ricerca
I ricercatori hanno analizzato il microbiota intestinale di 530 individui spagnoli sani. I due phyla batterici dominanti sono risultati Firmicutes e Bacteroidota, seguiti da Proteobacteria, Verrucomicrobiota e Actinobacteriota. Questa composizione del microbiota è già stata osservata in I ricercatori hanno analizzato il microbiota intestinale di 530 individui spagnoli sani. I due phyla batterici dominanti sono risultati Firmicutes e Bacteroidota, seguiti da Proteobacteria, Verrucomicrobiota e Actinobacteriota. Questa composizione del microbiota è già stata osservata in individui sani. Come previsto, diversi marcatori microbici sembrano essere associati a variabili come sesso, età e dieta. I ricercatori hanno riscontrato una diminuzione di Faecalibacterium con l’età, un legame di Flavonifractor con diete povere e l’associazione di Eubacterium eligens con la dieta mediterranea.
Conclusioni
Grazie alla descrizione del microbiota spagnolo considerato “sano”, lo studio potrebbe fornire una base per indagare gli effetti della composizione del microbiota intestinale sulla salute e sulle malattie. È emerso anche che la dieta mediterranea potrebbe avere effetti indiretti sulla salute attraverso un’associazione non ancora pienamente compresa tra specifici alimenti, marcatori microbici e benefici per la salute

In questo articolo

I microbi intestinali sono stati associati a diverse patologie e disturbi, dalle allergie all’autismo. Tuttavia, non è chiaro se le alterazioni nella composizione del microbiota siano la causa o la conseguenza della malattia. Inoltre, precedenti studi hanno dimostrato che diversi fattori, tra cui clima, stile di vita e dieta, possono influenzare la composizione microbica dell’intestino. 

Per questo motivo, per determinare le caratteristiche di un microbiota “sano” si dovrebbe valutare la variabilità naturale in individui sani che vivono nella stessa regione o Paese.

A questo scopo, un team di ricercatori ha analizzato il microbiota di individui spagnoli sani e il suo legame con la dieta mediterranea.

I risultati, pubblicati su Scientific Reports, potrebbero fornire una base per studi futuri sugli effetti della composizione del microbiota intestinale sulla salute e sulle malattie. 

«Questo lavoro, pubblicato su Scientific Reports, costituisce la prima analisi completa del microbiota intestinale di un Paese mediterraneo», affermano gli autori. 

«I nostri risultati confermano l’associazione tra alcuni degli alimenti che caratterizzano la dieta mediterranea (principalmente verdure e noci) e l’abbondanza di taxa batterici che, a loro volta, sono associati a benefici per la salute».

Il microbiota spagnolo

Il gruppo di ricercatori guidato da Adriel Latorre-Pérez del Darwin Bioprospecting Excellence S.L. e Marta Hernández dell’Instituto Central Lechera Asturiana para la Nutrición Personalizada ha analizzato il microbiota intestinale di 530 persone sane provenienti dalla Spagna. 

Il team ha anche raccolto informazioni sulle abitudini alimentari di 528 partecipanti allo studio.

Nei campioni analizzati, i due phyla batterici dominanti sono risultati Firmicutes e Bacteroidota, seguiti da Proteobacteria, Verrucomicrobiota e Actinobacteriota. Questa composizione del microbiota rispecchia quella di individui sani già osservata in precedenti studi.

I partecipanti provenienti dalle Isole Baleari presentavano una diversità microbica più bassa, mentre gli individui di due regioni del nord della Spagna quella più alta. 

Il microbiota intestinale di uomini e donne è risultato simile, sebbene gli uomini avessero una maggiore abbondanza di Proteobacteria e Faecalibacterium.

Dai dati ottenuti è emerso anche che diversi marcatori microbici erano associati all’età; in particolare, l’abbondanza di Bifidobacterium si è ridotta con il passare degli anni, mentre quella dei Cianobatteri è aumentata.

Effetti della dieta mediterranea sul microbiota intestinale

Un certo numero di marcatori microbici è risultato anche associato alla dieta: per esempio, nelle persone che consumano bevande zuccherate i livelli di Flavonifractor sono aumentati, mentre sono ridotti negli individui che consumano noci, frutta e verdura. 

Inoltre, questi batteri sono risultati correlati a diverse condizioni, tra cui il disturbo bipolare e il tumore del colon-retto.

Il team di ricercatori ha anche scoperto che l’abbondanza di Ruminococcus torques aumenta nelle persone che consumano carne. 

D’altra parte, Eubacterium eligens era comune nelle persone che mangiano fagiolini, bietole, spinaci, insalata e noci, ma non in coloro che consumano hamburger e salsicce.

Eubacterium eligens è stato correlato a una maggiore aderenza alla dieta mediterranea e a una firma microbica benefica per la salute

Conclusioni

«Considerando che la popolazione spagnola segue principalmente la dieta mediterranea, Flavonifractor (o F. plautii), Ruminococcus torques e Eubacterium eligens potrebbero essere proposti come marker microbici intestinali di questa dieta», affermano i ricercatori.

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

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