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Diarrea da antibiotici: il razionale biologico e clinico di Lactobacillus rhamnosus GG

Diarrea da antibiotici: il razionale biologico e clinico di Lactobacillus rhamnosus GG

LGG rappresenta un ceppo con forte razionale biologico e una base clinica ampia per l’area dell’AAD.

In questo articolo

L’uso degli antibiotici resta una risorsa importante della pratica clinica, ma il suo impatto sull’ecosistema microbico dell’intestino è oggi una componente centrale del bilancio rischio-beneficio.

Il microbiota intestinale è un ecosistema complesso con funzioni metaboliche, immunomodulatorie, di barriera mucosale e di resistenza alla colonizzazione da patogeni. L’esposizione antibiotica può alterarne in modo rilevante composizione e funzioni, oltre a favorire la selezione e la circolazione di geni di resistenza. (1)

Effetti degli antibiotici ad ampio spettro sul microbiota intestinale

Una delle principali criticità dell’impiego antibiotico è la modificazione a lungo termine del microbiota intestinale “sano”, con la possibile creazione di un serbatoio di geni di resistenza trasferibili orizzontalmente. (1)

Questo aspetto è coerente con uno studio metagenomico pubblicato sul World Journal of Gastroenterology che ha valutato 12 uomini sani dopo 4 giorni di terapia combinata ad ampio spettro (meropenem, gentamicina e vancomicina), mostrando una drastica riduzione iniziale di ricchezza e diversità microbica, seguita da una ripresa progressiva. (2)

Il dato clinicamente più interessante che emerge da questa ricerca è che il microbiota appare in molti casi resiliente, ma non sempre ritorna esattamente allo stato iniziale: nello studio, la composizione globale si riavvicina al baseline entro circa 1,5 mesi, tuttavia alcune specie batteriche importanti restano non rilevabili anche a 180 giorni. Inoltre, si osserva un incremento di patobionti e la deplezione di Bifidobacterium e di batteri produttori di butirrato, con una modulazione del recupero legata al corredo di geni di resistenza (resistoma). (2)

Diarrea da antibiotici: incidenza e meccanismi patologici

In questo quadro ecologico, la diarrea associata ad antibiotici (AAD) rappresenta una manifestazione clinica frequente della disbiosi indotta dalla terapia. Gli studi pubblicati in letteratura non forniscono una stima univoca di incidenza generale dell’AAD, ma descrivono bene i meccanismi biologici che la rendono plausibile: perdita di funzioni metaboliche del microbiota, riduzione della resistenza alla colonizzazione, alterazione della barriera e rimodulazione delle risposte immunitarie locali. (1)

Uno studio realizzato da Albert Palleja rafforza questo razionale mostrando, dopo antibiotici ad ampio spettro, la comparsa/espansione di specie opportuniste e la riduzione di gruppi funzionalmente protettivi, inclusi produttori di SCFA. (2)

In termini patogenetici, ciò aiuta a spiegare perché alcuni pazienti sviluppino diarrea durante o dopo terapia antibiotica, e perché il rischio non dipenda soltanto dal farmaco, ma anche dallo stato iniziale del microbiota e dalla capacità di recupero dell’ecosistema intestinale. 

Cosa dice la letteratura su Lactobacillus rhamnosus GG

Tra i numerosi probiotici presenti sul mercato, Lactobacillus rhamnosus GG (LGG) è sicuramente uno dei ceppi più studiati. Diversi studi descrivono una buona capacità di adesione alla mucosa intestinale e persistenza temporanea dopo somministrazione da parte di LGG, caratteristiche attribuite in particolare ai pili SpaCBA, rilevanti nell’interazione con l’ospite. (2)

Queste proprietà supportano la plausibilità biologica del suo impiego nelle condizioni in cui la barriera ecologica intestinale è perturbata.

In letteratura si trovano numerosi studi randomizzati, review e meta-analisi su LGG e diarrea associata ad antibiotici. 

I risultati clinici disponibili indicano un segnale di efficacia preventiva complessivamente favorevole, seppur con eterogeneità tra gli studi. Una meta-analisi basata su 12 RCT per un totale di 1.499 partecipanti, dimostra che LGG è in grado di ridurre il rischio di AAD dal 22,4% al 12,3% rispetto a placebo o nessun trattamento. (3)

Un’altra meta-analisi, questa volta in ambito pediatrico, supporta l’uso di LGG (insieme a Saccharomyces boulardii) per la prevenzione dell’AAD, con una riduzione del rischio riportata intorno al 52%. (4).

Infine, un’interessante review meccanicistica pubblicata da Sarah Lebeer ci spiega in che modo LGG interagisce con l’ospite, con l’obiettivo di interpretare meglio la variabilità dei risultati clinici. (5)

In sintesi, la review ci aiuta a leggere i dati su LGG nell’AAD, ricordando che non è corretto ragionare in termini generici di “probiotico sì/probiotico no”: quello che conta è il ceppo specifico.  LGG ha caratteristiche biologiche ben documentate che forniscono un razionale meccanicistico plausibile al suo impiego. 

Il lavoro sottolinea perché gli studi clinici possano dare risultati non uniformi: la risposta dipende non soltanto dal ceppo, ma anche dal profilo del paziente (età, composizione del microbiota di partenza, condizioni cliniche), oltre che da variabili metodologiche (definizione di diarrea, tipo e durata della terapia antibiotica, timing e dosaggio del probiotico).

Per il medico, il messaggio pratico è che LGG rappresenta un ceppo con forte razionale biologico e una base clinica ampia per l’area dell’AAD e che non è corretto estendere automaticamente i risultati ad altri ceppi della stessa specie né, tantomeno, all’intera categoria dei “probiotici”.  Inoltre, l’efficacia osservata negli studi può variare in base alle caratteristiche del paziente e al tipo di antibiotico utilizzato.

Contenuto realizzato in collaborazione con Coree srl

Fonti

  1. Segers ME, Lebeer S. Towards a better understanding of Lactobacillus rhamnosus GG–host interactions. Microb Cell Fact. 2014 Aug 29;13 Suppl 1(Suppl 1):S7.
  2. Jandhyala SM, et al. Role of the normal gut microbiota. World J Gastroenterol. 2015 Aug 7;21(29):8787-803.
  3. Palleja A, et al. Recovery of gut microbiota of healthy adults following antibiotic exposure. Nat Microbiol. 2018 Nov;3(11):1255-1265.
  4. Szajewska, H. & Kołodziej, M. (2015) Systematic review with meta-analysis: Lactobacillus rhamnosus GG in the prevention of antibiotic-associated diarrhoea in children and adults. Aliment. Pharmacol. Ther., 42 (10), 1149−1157. 
  5. Szajewska, H. et al. (2016) Probiotics for the prevention of antibiotic-associated diarrhea in children. J. Pediatr. Gastroenterol. Nutr., 62 (3), 495−506.

Redazione
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