Condividiamo il nostro microbiota non soltanto con i familiari stretti, ma anche con i nostri amici, colleghi ecc. La rete sociale sembrerebbe infatti significativamente correlata con l’impronta microbica. Il fenotipo potrebbe quindi dipendere non solo da elementi genetici o esposizioni a certi fattori ambientali e abitudini, ma anche alla condivisione batterica con le persone a noi vicine.
È quanto conclude lo studio di Francesco Beghini e colleghi dell’università di Yale (USA), di recente pubblicato su Nature.
Lo studio sulle popolazioni dell’Honduras
Numerosi studi hanno dimostrato come, soprattutto il coniuge, influenzi pesantemente il nostro microbiota. Se questo effetto sia osservabile anche con persone più distanti, amici o colleghi per esempio, rimaneva da chiarire. A tal proposito, i ricercatori hanno collezionato campioni fecali e dati sul microbiota intestinale di 1.787 adulti di 18 piccoli villaggi isolati in Honduras.
La selezione è stata basata sulla loro tradizione di trascorrere molto tempo in contatto tra di loro “faccia a faccia” e sull’assenza di antibiotici o altre medicine. Le relazioni sociali sono state pre-investigate con un semplice questionario su famiglia, amicizie e abitudini di frequentazione.
Da un’analisi complessiva sono state individuate oltre 2.500 specie e 330.000 ceppi. Confrontando i profili, è stata osservata una maggiore compatibilità tra le persone relazionate tra loro (coniugi, genitori, figli, amici ecc.) rispetto a individui di un altro villaggio o non in contatto. In particolare:
- come ipotizzato, la maggiore similarità del microbioma si ha con il coniuge e familiari stretti (13,8-13,9%);
- sorprendentemente, i valori non erano troppo diversi quando si è confrontato il microbioma con quello di persone che non abitavano nella stessa casa (7,8%);
- si scende invece a un 4% di analogia con persone dello stesso villaggio, ma con le quali non si è interagito direttamente.
E ancora:
- la diretta trasmissione è la fonte più probabile delle analogie osservate, più che un ambiente condiviso;
- la frequenza di incontri e il tempo trascorso assieme sono risultati correlati con una maggiore similitudine in termini di profilo microbico;
- la madre condivideva più ceppi con i figli rispetto al padre;
- simile tasso di condivisione invece tra coppie di fratelli e sorelle.
A distanza di due anni, 301 individui di quattro villaggi sono stati ricontattati per fornire un altro campione fecale notando principalmente come:
- con il tempo il livello di condivisione microbica con le persone più vicine era aumentato;
- il microbioma di persone più coinvolte nella vita sociale del villaggio sembrerebbe essere rappresentativo del profilo batterico della comunità;
- 138 specie batteriche hanno dimostrato differenze in termini di abbondanza sulla base dei network sociali.
Conclusioni
Per riassumere, quindi, il nostro microbioma è influenzato non solo dal nostro background genetico e dall’ambiente che ci circonda, ma anche dalle persone con cui interagiamo in modo più o meno stretto.
