Quando l’osteoporosi arriva all’attenzione del clinico, spesso lo fa “in ritardo”, dopo una frattura da fragilità o con un quadro densitometrico già compromesso. Eppure, il bersaglio reale della presa in carico è più ampio della sola densità minerale ossea: riguarda la qualità dell’osso, il rimodellamento, il rischio di caduta, l’infiammazione di basso grado, lo stato nutrizionale, i livelli sierici di vitamina D e – tema oggi sempre meno periferico – il dialogo tra intestino e metabolismo minerale.
È bene anche ricordare che l’osteoporosi non è una condizione “solo femminile”. I dati epidemiologici mostrano che il rischio cumulativo di frattura osteopor...