Un recente studio, che ha visto la partecipazione di scienziati italiani, ha documentato, per la prima volta, la presenza di differenze legate al sesso nel microbiota orale.
In particolare, queste diversità sono presenti specificamente nei biofilm sopragengivali e subgengivali, ma non nella saliva, dei pazienti affetti da parodontite.
Inoltre, le differenze sembrano essere influenzate, oltre che dal sesso, anche dall’abitudine al fumo.
Parodontite, un problema globale
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica e progressivamente debilitante che compromette l’integrità dei tessuti di supporto dei denti. Se non viene adeguatamente trattata può portare alla perdita dentale.
Per questo, rappresenta un enorme onere per la sanità globale. Nel 2019, oltre 1 miliardo di persone sono state colpite da parodontite grave, rendendola la sesta malattia più diffusa a livello globale.
È stato, inoltre, dimostrato un chiaro legame tra la parodontite e la mortalità e con altre patologie che rappresentano un grave onere sanitario ed economico, come alcune forme tumorali e le malattie cardiovascolari.
La spesa diretta dovuta ai trattamenti, e quella indiretta relativa alla parodontite, la rendono una delle 10 malattie più costose al mondo.
Microsexoma e parodontite
Le evidenze sulle differenze sesso-specifiche nella composizione del microbiota intestinale, inizialmente definite “microgenderoma” e più recentemente indicate come “microsexoma”, insieme ai dati epidemiologici e fenotipici che mostrano differenze tra i sessi in varie malattie croniche, rafforzano l’idea che la divergenza sessuale negli ecosistemi microbici possa essere un fattore biologico chiave nel determinare o modificare l’insorgenza e la progressione delle malattie.
Nel caso della parodontite, è stato osservato che la prevalenza della malattia è maggiore negli uomini rispetto alle donne.
Inoltre, le fluttuazioni ormonali nelle diverse fasi della vita femminile risultano associate a un aumento della suscettibilità e della gravità della malattia. Tuttavia, l’eziologia precisa delle differenze dovute al sesso nella parodontite rimane attualmente sconosciuta.
Disbiosi “divergenti” dei biofilm orali
In questo recente studio, utilizzando un approccio multimodale all’avanguardia per l’analisi del microbiota, è stato possibile osservare che, nei soggetti affetti da parodontite è presente una disbiosi del microsexoma nei biofilm orali, che è assente negli individui sani.
Sono stati analizzati un totale di 643 partecipanti (N = 458 con parodontite; N = 185 controlli sani). In particolare, Synergistota e Spirochaetota risultano arricchiti nella placca dentale, mentre i Firmicutes sono arricchiti nella placca subgengivale, rispettivamente nelle donne e negli uomini affetti da parodontite.
Il fumo di sigaretta accentua ulteriormente la divergenza tra i sessi nella composizione della placca dentale, in modo ancora più marcato negli individui con parodontite rispetto a quelli senza la malattia; tuttavia, in presenza di parodontite, le differenze di sesso nella composizione della placca subgengivale si manifestano indipendentemente dalle abitudini tabagiche.
Inoltre, gli autori hanno introdotto una misura quantitativa della diversità specifica per sesso, definita Microsexome Index (MSI). Nello studio, l’MSI risulta più elevato nelle donne rispetto agli uomini, rivelando che, nel caso della parodontite, la separazione tra i sessi nelle caratteristiche microbiche della malattia si accompagna a una riduzione della diversità batterica.
Risultati e prospettive future
I risultati di questo studio sollevano interrogativi interessanti sul possibile ruolo del microsexoma non solo nella parodontite, ma in diversi contesti patologici, inclusa la possibilità che altri fattori ambientali, oltre al fumo, possano modulare la composizione del microbiota in modo sesso-dipendente e influenzare le condizioni patologiche.
Queste informazioni possonostimolare futuri studi per esaminare i meccanismi specifici attribuibili al microbiota nella patogenesi delle malattie, con una componente sesso-specifica, portando a migliori approcci diagnostici e terapeutici di precisione per il trattamento di pazienti di sessi diversi.
