Il microbioma del tessuto tumorale della vescica presenta un’impronta microbica distinta rispetto all’urina, suggerendo come la sola analisi del microbioma urinario potrebbe non fornire una rappresentazione accurata del microbioma associato al tumore.
Lo conclude lo studio di Ahmed A. Hussein e colleghe dell’University of Arizona (USA), pubblicato su Urologic Oncology.
Il cancro alla vescica rappresenta un’importante condizione clinica, con elevati tassi di progressione e recidive. L’associazione tra microrganismi e sviluppo del cancro è stata ampiamente documentata in diversi tipi di cancro, tra cui quelli del pene, della cervice, i ca epatocellulare e gastrico, con evidenze emergenti che suggeriscono relazioni simili anche nel cancro della vescica. Contrariamente a quanto si pensava, il tratto urinario non è sterile e alterazioni del microbioma sono state associate a molteplici condizioni urologiche tra cui cistite interstiziale, incontinenza urinaria da urgenza, disfunzione vescicale neurogena, calcoli e cancro della vescica.
Diversi studi hanno indagato il potenziale ruolo del microbioma urinario nella carcinogenesi uroteliale, le disparità di genere nella presentazione della malattia e la risposta alle terapie intravescicali o sistemiche. Tuttavia, queste precedenti ricerche presenktavano diversi limiti dovuti a piccole coorti di pazienti, variazioni nei protocolli di campionamento, differenze nelle tecniche di estrazione del DNA e incongruenze nelle analisi bioinformatiche. Sebbene recentemente ci si sia orientati verso l’esame del microbioma del tessuto vescicale canceroso o normale piuttosto che della sola urina, gli studi basati sui tessuti rimangono relativamente rari. In questo lavoro, i ricercatori hanno quindi cercato di caratterizzare il profilo microbico sia dell’urina sia del tessuto tumorale vescicale di 21 pazienti (15 uomini e 6 donne, età mediana 72 anni) al momento della resezione transuretrale del tumore della vescica o della cistectomia radicale.
Composizione microbica
L’analisi dei campioni di tessuto ha identificato:
- Undici generi comuni a tutti i campioni di tessuto (Ralstonia, Bacillus, Cutibacterium, Corynebacterium, Anaerobacillus, Stenotrophomonas, Streptococcus, Escherichia-Shigella, Acinetobacter, Staphylococcus e Pseudomonas).
- Esaminando i taxa presenti in almeno il 75% dei campioni di tessuto, sono stati identificati 20 generi. Agli 11 in comune, si aggiungono Burkholderia-Caballeronia-Paraburkholderiae, Anaerococcus, Bradyrhizobium, Prevotella, Sphingomonas, Vellionella, Porphyromonas, Enterococcus e Delftia. Alla soglia del 50%, sono invece stati rilevati 22 generi nei campioni di tessuto, aggiungendo Acidovorax e Achromobacter.
Al contrario, i campioni di urina hanno mostrato una minore coerenza nella composizione microbica:
- Solo tre generi sono stati identificati in comune tra tutti i campioni di urina (Acinetobacter, Staphylococcus e Pseudomonas).
- Nove generi erano presenti in almeno il 75% dei campioni di urina. Si aggiungono Corynebacterium, Anaerococcus, Streptococcus, Escherichia-Shigella, Vellionella e Delftia. Ventisei generi sono invece stati registrati nel 50% per i campioni di urina, indicando una diversità maggiore rispetto al livello tissutale.
Esaminando i generi batterici presenti sia nei campioni di tessuto sia in quelli di urina alla soglia ≥75% si è visto come:
- Otto generi sono risultati in entrambi i tipi di campione: Pseudomonas, Staphylococcus, Acinetobacter, Corynebacterium, Escherichia-Shigella, Anaerococcus, Streptococcus e Prevotella. Questa sovrapposizione limitata, indica una sostanziale divergenza compositiva tra i due campioni.
Analisi di diversità batterica
Mentre la diversità alfa non ha mostrato marcate alterazioni tra campioni di urina e tessuti, la beta ha rivelato una differenza sostanziale e statisticamente significativa tra i due tipi di campione. In particolare:
- I campioni di tessuto hanno mostrato un’abbondanza più elevata di Conexibacter, Cnuella, Mobilitalea, Fulvimonas, Pediomicrobium, Pectobacterium, Weissella, Selenomonas, Tannerella, Aliterella, Xanthobacter, Sporosarcina, Gordonia, Bosea, Pantoea, SM1A02, Vibrio, Pediococcus, Lacticasebacillus e Blastococcus.
- Al contrario, i campioni di urina mostravano abbondanze significativamente più elevate di diversi taxa batterici, tra cui Moraxella, Herbaspirillum, Clostridium sensu stricto 8, Cellulomonas, Pleomorphomonas, Conchiformibius, Prevotella_9, Lachnospiraceae, Marmoricola, Pseudoglutamicbacter, Helicobacter, Jeotgalicoccus, Roseburia, Granulicatella, Lachnoclostridium, Odoribacter, Dermabacter, Akkermansia, Abiotrophia e Reinbacterium.
Conclusioni
Nonostante la vicinanza anatomica e la connessione, il tessuto del cancro della vescica e i campioni di urina ospitano comunità microbiche distinte. Mentre i principali generi sono condivisi tra i due compartimenti, le loro abbondanze relative differiscono notevolmente e numerosi taxa specializzati sono arricchiti esclusivamente o preferenzialmente in un compartimento rispetto all’altro. Le urine non rappresenterebbero dunque accuratamente la situazione del microbiota vescicale.
