Un recente studio, pubblicato sulla rivista Microbiology Spectrum della American Society for Microbiology, ha concluso che i cambiamenti microbici subgengivali legati alla gravità della parodontite e al trattamento di questa condizione si riflettono nella saliva, rendendola un potenziale strumento diagnostico, utile per monitorare la salute parodontale.
Parodontite e microbiota salivare
La malattia parodontale, o parodontite, è una patologia infiammatoria che colpisce le strutture di supporto dei denti ed è caratterizzata dalla risposta immunitaria dell’ospite ai microrganismi presenti nello spazio subgengivale.
La malattia inizia generalmente con la gengivite, un’infiammazione localizzata alla gengiva che, se non trattata, può progredire in parodontite, caratterizzata dal riassorbimento dell’osso alveolare.
La relazione simbiotica tra il microbiota orale e la risposta immunitaria dell’ospite è essenziale per mantenere la salute parodontale. Uno squilibrio in questa interazione, spesso causato dall’accumulo di placca sulla superficie dentale, può portare a una crescita eccessiva di batteri patogeni e all’infiammazione dei tessuti parodontali.
La reazione infiammatoria dell’ospite gioca un ruolo cruciale nello sviluppo della disbiosi del microbiota subgengivale, con il biofilm polimicrobico e l’infiammazione parodontale che alimentano la parodontite cronica. Il trattamento parodontale, che include la rimozione meccanica della placca subgengivale dalla superficie dentale, può controllare l’infiammazione parodontale e indurre cambiamenti nel microambiente subgengivale, influenzando la composizione e le proporzioni delle specie batteriche nel biofilm polimicrobico.
In questo contesto, il microbiota salivare sta guadagnando attenzione come metodo promettente per monitorare le malattie parodontali. Tuttavia, dal punto di vista patogenetico il microbiota della placca subgengivale rimane il fattore eziologico principale e, sebbene sia noto che i batteri parodontopatogeni siano presenti nella saliva e che la loro distribuzione vari a seconda della gravità della malattia, è necessario comprendere quanto il microbiota salivare rifletta quello subgengivale.
Scopo e risultati dello studio
Alla luce delle evidenze disponibili, lo scopo di questo nuovo studio era determinare se i cambiamenti microbici subgengivali, in relazione alla gravità della malattia parodontale e al trattamento parodontale non chirurgico, si riflettessero nel microbiota salivare.
Sono stati, quindi, raccolti campioni subgengivali e salivari da 7 soggetti sani, 14 pazienti con gengivite, 12 con parodontite moderata e 18 con parodontite grave. Tra i pazienti sottoposti a trattamento, sono stati selezionati 7 con parodontite moderata e 7 con parodontite grave per analisi microbiche post-trattamento, con campioni raccolti sia prima del trattamento sia a distanza di 6 mesi.
Sono state sequenziate le regioni V3 e V4 del gene 16S rRNA e sono state analizzate le correlazioni tra l’abbondanza relativa di phyla e specie dominanti nei campioni di placca subgengivale e saliva mediante test di Spearman. La diversità alfa è risultata maggiore nella saliva rispetto alla placca subgengivale, mentre la diversità beta mostrava differenze significative tra i due tipi di campione. Tuttavia, i livelli di phyla e della maggior parte delle specie dominanti nel microbiota salivare, associate sia allo stato di salute che alla parodontite, erano significativamente correlati a quelli della placca subgengivale.
L’analisi ha mostrato, inoltre, che il miglioramento dei parametri clinici dopo il trattamento era accompagnato da un cambiamento microbico non solo nella placca subgengivale, ma anche nella saliva. In particolare, dopo il trattamento, si è osservata una significativa riduzione nella saliva di 2 phyla (inclusi i Bacteroidetes), 6 generi (come Porphyromonas e Treponema) e 11 specie (tra cui Porphyromonas gingivalis, Tannerella forsythia e Filifactor alocis).
Conclusioni
I risultati ottenuti dimostrano che il microbiota salivare può riflettere i cambiamenti del microbiota subgengivale, in relazione sia alla gravità della malattia parodontale che alla risposta al trattamento non chirurgico.
Quindi, la disbiosi e i cambiamenti nella composizione del microbiota possono influenzare l’intero ecosistema orale e riflettere il livello di salute parodontale.
I risultati suggeriscono, in ultima analisi, che la saliva potrebbe essere utilizzata come strumento diagnostico per monitorare la salute parodontale.
