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Effetti della carne cruda sul microbiota intestinale di cani e gatti

Il consumo di carne rossa cruda modifica composizione e funzionalità del microbiota intestinale di cani e gatti. Ecco quanto emerge da una revisione recentemente pubblicata su New Zealand Veterinary Journal.
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Stato dell'arte
Inserire carne cruda in piani alimentari più o meno bilanciati di cani e gatti è una tendenza in aumento. Ma con quali conseguenze sul microbiota intestinale?
Cosa aggiunge questa ricerca
La revisione riassume gli effetti noti del consumo di carne rossa cruda sul microbiota di cani e gatti in termini di composizione e funzionalità.
Conclusioni
L’introduzione di questi alimenti ha impattato sulle caratteristiche batteriche del microbiota intestinale di cani e gatti,  ma solo un numero limitato di studi affronta questa tematica lasciando aperta la necessità di ulteriori approfondimenti.

In questo articolo

Il consumo di carne rossa cruda modifica composizione e funzionalità del microbiota intestinale di cani e gatti. Pochi e per la maggior parte descrittivi (e spesso discordanti) sono al momento gli studi su questo argomento, rendendo necessari ulteriori approfondimenti.

È quanto riassume la revisione di C.F. Butowski e colleghi della AgResearch Limited (Nuova Zelanda) pubblicato su New Zealand Veterinary Journal

Microbiota intestinale e dieta

Considerando la grande importanza che riveste per la salute in generale, l’attenzione sul microbiota intestinale è in costante aumento, non solo nell’uomo, ma anche negli animali da compagnia quali cani e gatti. È ormai noto come, in generale, la dieta sia uno dei fattori che maggiormente lo influenza. 

D’altro canto, la comprensione dei suoi effetti rimane talvolta parziale. È il caso, ad esempio, della carne rossa cruda introdotta nel regime di cani e gatti. 

La ricerca del “ritorno al naturale” è infatti una tendenza sempre più in voga sia per la nostra alimentazione sia, di riflesso, per quella dei nostri amici a quattro zampe. 

I ricercatori hanno quindi voluto fare il punto sulle conoscenze relative alle esigenze nutrizionali, al consumo di carne rossa cruda e come questa impatti su salute e caratteristiche batteriche di cani e gatti. Di seguito le principali evidenze relative al microbiota.

Gli effetti della carne cruda

Partendo da un’analisi generale in condizioni standard, Firmicutes, Bacteroidetes, Fusobacteria sono i phyla caratterizzanti il microbiota di cani e gatti seguiti da Proteobacteria e Actinobacteria.

Quando a una dieta commerciale standard è aggiunta carne cruda i dati sono invece spesso discordanti, solo descrittivi o mancanti di informazioni relative all’ospite che potrebbero influenzare quanto osservato.

Inoltre, gli studi sono spesso condotti su campioni fecali che, nonostante siano facili da ottenere, non rappresentano a pieno la comunità batterica dell’intero intestino. Le funzionalità microbiche sono poi state spesso interpretate sulla base di altre specie onnivore (uomo, roditori ecc.). 

Nel complesso, la comprensione sul reale rapporto tra composizione batterica e dieta in cani e gatti si è quindi dimostrata limitata.

Composizione del microbiota

In termini di diversità batterica, è comunemente accettato come un’elevata alpha diversity (cioè la misura della ricchezza e omogeneità di un campione) sia indice di una maggiore resilienza funzionale. Altrettanto riconosciuto il ruolo della dieta nel determinare questa diversità. In particolare: 

  • se comparati a una dieta standard, l’aggiunta di carne rossa ha comportato una riduzione di diversità microbica dei cani in alcuni studi, in altri nessuna differenza. La discordanza potrebbe esser dovuta però alla differenza di regimi alimentari utilizzati e/o alla ridotta dimensione del campione
  • in uno studio più ampio (169 cani, 6 lupi) e comprendente diversi piani alimentari, Alessandri et al. ha osservato come gli esemplari alimentati con cibo crudo e non commerciale avessero una diversità microbica minore rispetto a quelli in dieta standard con un buon apporto di fibre e carboidrati 
  • l’aggiunta di verdure e fibre vegetali, spesso adottata in caso di diete a base di carne cruda, sembrerebbe invece migliorare la diversità batterica 

Ancora più scarsi gli studi condotti sul microbiota di gatti alimentati con carne rossa cruda. Tuttavia, comparando croccantini e carne cruda con o senza il supplemento di fibre, si è registrata una diversità maggiore nei secondi (con carne cruda) probabilmente da ricondurre anche alla varietà dei tagli di carne. La relazione tra differenza tassonomica e funzionalità microbica rimane tuttavia da esaminare.

Passando poi alla composizione del microbiota:

  • secondo un precedente studio degli stessi ricercatori, il microbiota fecale di cani alimentati con carne cruda è dominato da Peptostreptococcus spp., Fusobacterium spp., Blautia spp., Clostridium spp. e Lactobacillus spp. andando a comprendere circa il 55% dell’abbondanza batterica. Di contro, a dominare il microbiota di cani che assumono crocchette si sono dimostrati essere Peptostreptococcus spp., Bacteroides spp., Prevotella spp., Faecalibacterium spp. e Blautia spp. (60% del totale circa)
  • Fusobacterium e Clostridium sono risultati generi discriminanti tra cani alimentati con carne cruda, crocchette o cibo in scatola, mostrando un’abbondanza maggiore nel primo gruppo
  • un significativo aumento di Fusobacterium spp. e Clostridium spp. è stato osservato anche nei gatti nutriti con carne cruda il cui microbiota ha mostrato però una dominanza da Clostridium spp, un non classificato Peptostreptococcaceae, Fusobacterium, Prevotellaceae e Clostridiales
  • discriminanti anche nei gatti, Fusobacterium spp. e Clostridium spp. sono risultati maggiormente espressi in relazione a pollo crudo rispetto alla sua forma estrusa

Il consumo di carne cruda sembrerebbe quindi maggiormente impattare, aumentando l’abbondanza, su Fusobacterium spp. e Clostridium spp. contenenti tuttavia sia ceppi commensali (e quindi “buoni”) sia potenziali patogeni. Un loro aumento sarebbe tuttavia da ricondurre al loro potenziale ruolo nel metabolismo delle proteine contenute in abbondanza nella carne cruda. 

Molti dei taxa dominanti però non hanno trovato riscontro nei generi o specie già note suggerendo la necessità di un approfondimento mirato alla loro caratterizzazione in quanto, evidentemente, differenti da quelli di altri onnivori (uomo compreso). A ciò segue una scarsa comprensione delle loro funzionalità all’interno dell’organismo. Iniziali evidenze sembrerebbero però dimostrare un sostegno della degradazione di aminoacidi e lipidi in relazione a un maggior consumo di carne cruda. 

Conclusioni

Per concludere, sono molti ancora gli aspetti da chiarire relativi al consumo di cibi crudi per il microbiota di cani e gatti. 

Fusobacterium spp. e Clostridium spp. sembrerebbero però le specie più influenzate. La mancanza di disegni di studio standardizzati rende difficile la comparazione dei risultati oltre che la loro interpretazione.

Silvia Radrezza
Laureata in Farmacia presso l’Univ. degli Studi di Ferrara, consegue un Master di 1° livello in Ricerca Clinica all’ Univ. degli Studi di Milano. Borsista all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dal 2017 al 2018, è ora post-doc presso Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics a Dresda (Germania).

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