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Prebiotici utili nelle diete iperproteiche del cane

Integrare la dieta dei cani con prebiotici riduce le concentrazioni dei prodotti fermentativi nocivi derivanti da diete iperproteiche.
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Prebiotici utili nelle diete iperproteiche del cane

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Stato dell'arte
Alimentare i cani con diete iperproteiche sembra favorire l’incremento dei processi fermentativi e putrefattivi nel colon che vanno a compromettere l’ambiente intestinale. Di contro, l’uso di prebiotici potrebbe incrementare la salute del microbiota prevenendo la proteolisi.
Cosa aggiunge questa ricerca
Lo studio dimostra che supplemento di frutto-oligosaccaridi può ridurre le concentrazioni dei prodotti fermentativi nei cani e l’espressione di bifidobacteria implicati in questi processi.
Conclusioni
Nonostante i risultati positivi ottenuti, sono necessari ulteriori studi al fine di approfondire meglio gli effetti della dieta nel microbiota intestinale dei cani e, di conseguenza, nella loro salute.

In questo articolo


Integrare la dieta dei cani con supplementi di a base di prebiotici quali frutto-oligosaccaridi riduce le concentrazioni dei prodotti fermentativi derivanti da diete ad alto contenuto proteico e nocivi per la salute del microbiota intestinale oltre che l’espressione dei batteri implicati in questi processi.

È quanto affermano Carlo Pinna e colleghi attraverso uno studio pubblicato su BMC Veterinary Research.

Prebiotici e proteine nella dieta del cane

Nonostante le proteine siano fondamentali nell’alimentazione dei cani, diete eccessivamente ricche di questo fattore nutritivo sembrerebbero favorire l’incremento dei processi fermentativi e putrefattivi nel colon che vanno a compromettere l’ambiente intestinale dell’animale e, di conseguenza, il suo stato di salute globale.

Diversi studi hanno invece dimostrato come l’uso di prebiotici potrebbe incrementare lo stato di benessere del microbiota diminuendo la concentrazione dei prodotti fermentativi attraverso la prevenzione della proteolisi, ovvero la degradazione proteica.

Con questa ricerca dunque si sono voluti testare gli effetti del supplemento di frutto-oligosaccaridi o FOS, uno tra i prebiotici più utilizzati anche nell’uomo, sulla popolazione batterica fecale, sui processi fermentativi a livello del colon e sulla “capacità di digestione apparente totale” (ATTD) in 12 cani adulti e sani alimentati in successione con 4 diversi piani dietetici.

Nel dettaglio, ogni esemplare incluso nello studio è stato alimentato per 28 giorni con i 4 regimi intervallati da un periodo di wash-out pari a 12 giorni durante il quale hanno seguito una dieta a ridotto contenuto proteico in quanto considerata il trattamento standard:  

  • Dieta LP: a basso contenuto proteico (229g/kg)
  • Dieta HP: ad alto contenuto proteico (304 g/kg)
  • Dieta LP+FOS
  • Dieta HP+FOS

Dove la quota di FOS era pari a 15g/kg per entrambi i piani e la fonte di proteine esclusivamente carne di maiale.

Per l’analisi dei dati sono stati quindi collezionati campioni fecali all’inizio dello studio e al 21° e 28° giorno di ogni piano dietetico.

I risultati dello studio

  • Il supplemento di FOS ha comportato la riduzione del pH fecale durante la dieta HP e, di contro, un suo incremento durante il regime LP
  • La concentrazione di ammoniaca, uno dei principali prodotti di fermentazione proteica, è risultata alterata in entrambi i regimi alimentari in seguito all’introduzione dei FOS con valori rispettivamente di 41.1 con LP e 58.6 micromol/g con HP
  • I FOS hanno comportato una riduzione di acido propionico in occasione di LP, un suo incremento con il regime HP
  • In presenza di FOS il rapporto acido acetico/acido propionico e acido acetico + butirrico/acido propionico si è mostrato incrementato in LP e ridotto in HP
  • La maggior parte delle specie batteriche non ha mostrato significative alterazioni in seguito al supplemento di FOS fatta eccezione per i bifidobacteria ridotti in regime LP e, di contro, incrementati con HP
  • Il supplemento di FOS a regime LP ha significativamente migliorato i parametri ATTD e le concentrazioni di ioni quali calcio, magnesio, sodio, zinco e ferro

In conclusione, sulla base di questo studio possiamo affermare che anche un moderato incremento proteico nel regime alimentare dei cani incrementa la produzione di prodotti fermentativi a livello del colon tra i quali l’ammoniaca.

Di contro, l’aggiunta di prebiotici frutto-oligosaccaridi comporta effetti benèfici nell’incrementare il benessere del microbiota e la capacità digestiva.

Tuttavia, nonostante i risultati positivi qui ottenuti, gli stessi autori sottolineano la necessità di ulteriori studi al fine di approfondire meglio gli effetti della dieta nel microbiota intestinale dei cani e, di conseguenza, nella loro salute.

Silvia Radrezza
Laureata in Farmacia presso l’Univ. degli Studi di Ferrara, consegue un Master di 1° livello in Ricerca Clinica all’ Univ. degli Studi di Milano. Borsista all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dal 2017 al 2018, è ora post-doc presso Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics a Dresda (Germania).

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