Transgender e terapia ormonale: il microbioma “salva” le ossa degli adolescenti

La terapia ha mostrato di migliorare la struttura ossea in modelli maschi, inalterata in quelli femminili. Nel primo caso sembrerebbe che il trattamento agisca, almeno in parte, rimodulando il microbiota e la permeabilità intestinale.
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Transgender e terapia ormonale: il microbioma “salva” le ossa degli adolescenti

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Stato dell'arte

La terapia ormonale di transizione sessuale è spesso prescritta ad adolescenti transgender per alleviare il senso di inadeguatezza di genere. L’impatto sullo sviluppo scheletrico rimane tuttavia incerto.

Cosa aggiunge questa ricerca

Scopo dello studio è stato quello di analizzare l’impatto della terapia ormonale in vivo sullo sviluppo scheletrico e quale sia il ruolo del microbioma intestinale.

Conclusioni

La terapia ha mostrato di migliorare la struttura ossea in modelli maschi, inalterata in quelli femminili. Nel primo caso sembrerebbe che il trattamento agisca, almeno in parte, rimodulando il microbiota e la permeabilità intestinale.

In questo articolo

La terapia ormonale per il cambio di genere (GAHT, gender affirming hormone therapy), se somministrata ad adolescenti, sembrerebbe non influenzare lo sviluppo e la salute scheletrica. In modelli murini maschili si è anzi osservato un miglioramento della formazione ossea. Ulteriori studi clinici sono tuttavia necessari per confermare questi dati in vivo.

È quanto conclude lo studio di Subhashis Pal e colleghi della Emory University (Atlanta), di recente pubblicato su The Journal of Clinical Investigation

Circa l’80% dei transgender e non-binari negli Stati Uniti sono in terapia ormonale a lungo termine. Spesso a iniziare sono adolescenti tra i 12-16 anni d’età quando la struttura scheletrica non è ancora del tutto sviluppata. Una pesante alterazione degli ormoni fisiologici potrebbe quindi andare a impattare negativamente sulla crescita di tali adolescenti. 

Terapia ormonale e struttura ossea

Considerando le scarse evidenze a riguardo, i ricercatori hanno quindi investigato gli effetti della terapia ormonale per il cambio di genere in modelli murini, osservandone la struttura ossea e la composizione del microbiota intestinale, avendo questo precedentemente dimostrato una associazione con la somministrazione terapeutica.

Dopo aver prodotto modelli transgender di entrambi i sessi e averli trattati per 10 settimane con 17-beta estradiolo benzoato (E2) se ne è valutata la struttura ossea in confronto con modelli non sottoposti a terapia ormonale. Ecco quanto emerso:

  • rispetto ai non operati, i modelli orchiectomizzati (orx; rimozione di uno o entrambi i testicoli), ma ai quali è stato somministrato solo il veicolo (olio di sesamo) hanno registrato sia un minore volume femorale e spinale sia un ridotto numero trabecolare. Mantenuto invece lo spessore trabecolare;
  • di contro, il gruppo orx, ma trattato con E2, ha mostrato un miglioramento in volume e struttura rispetto ai non operati. Prevenuto anche il cambiamento trabecolare. Minore inoltre l’espressione di CTX, marcatore sierico di riassorbimento osseo; inalterati invece i livelli di osteocalcina, indicatore di formazione ossea;
  • in modelli femminili eugonadici (rimozione delle ovarie) il trattamento con testosterone non ha modificato la struttura ossea e trabecolare né i livelli plasmatici di CTX e osteocalcina sostenendo buoni struttura e turnover osseo.

Permeabilità intestinale

Una carenza di estrogeni è un noto fattore di aumento di permeabilità intestinale e debolezza ossea. Di contro, gli effetti di uno sbilanciamento del testosterone non sono del tutto noti. A tal proposito, sono stati analizzati campioni di plasma dopo 10 settimane di terapia GAHT andando a dimostrare come:

  • in modelli orx si è visto un aumento di LPS e sCD14, marcatori di permeabilità intestinale. Tale incremento non è tuttavia osservato nel gruppo orx-E2, probabilmente da ricondurre all’induzione nella trascrizione di giunzioni strette di claudina 2,3,15 e JAM3, essenziali per l’integrità della barriera intestinale;
  • anche in questo contesto, nessuna alterazione nel gruppo eugonadico in termini di funzionalità intestinale. Di contro, si è vista una diminuzione nella produzione di estrogeni.

L’attenzione si è poi spostata sul microbiota considerandone il possibile contributo nelle differenze di sviluppo strutturale tra femmine e maschi. Dall’analisi dei campioni fecali è emerso:

  • prima del trattamento, entrambi i sessi hanno presentato una marcata differenza nella diversità della popolazione riconducibile a 37 specie in particolare. La funzionalità dei due profili ha tuttavia mostrato una complessiva analogia;
  • a 4 settimane di GAHT si è registrata una significativa differenza tra i controlli maschi e il gruppo orx-E2 in termini di alpha-diversity;
  • 53 specie batteriche associate al trattamento hanno mostrato una notevole variazione tra i gruppi con un conseguente cambiamento di beta-diversity;
  • solo nei maschi, GAHT ha influenzato l’indice µCT per la struttura ossea suggerendo specifiche alterazioni batteriche potenzialmente rilevanti per la maturazione scheletrica durante lo sviluppo;
  • la beta-diversity si è invece mostrata similare nei diversi gruppi di femmine, non l’alpha diversity;
  • la complessità dei pathway è diminuita nelle femmine trattate con testosterone.

Volendo approfondire se e come il microbiota intestinale contribuisca agli effetti di GAHT nelle ossa, è stato condotto un trapianto di microbiota fecale. I riceventi hanno mostrato modifiche in composizione e funzionalità batterica. 

Non solo. Il microbiota alterato da E2 sembrerebbe indurre alterazioni nel volume e struttura ossea nei riceventi maschi, oltre che le caratteristiche trabecolari. Concordanti anche le modifiche nei livelli sierici di OCN e nell’integrità intestinale. Ancora una volta, nessuna modifica significativa nella struttura ossea di modelli femminili. 

Microbioma e GAHT

Tra tutti, Bacteroides ha mostrato una capacità di contrastare i cambiamenti di struttura ossea e intestinale indotti dalla rimozione dei testicoli pari a E2.  Bacteroides sono infatti noti per la loro attività nell’indurre l’espansione di Treg, linea cellulare coinvolta nella soppressione di osteoclastogenesi e nella stimolazione di formazione ossea, oltre che integrità intestinale. 

Per riassumere, GAHT non altera la maturazione scheletrica in giovani femmine andando, di contro, a migliorare la formazione ossea in modelli murini maschili. In questi, GAHT sembrerebbe agire, in parte, regolando la composizione e funzionalità del microbioma e la permeabilità intestinale.

I cambiamenti batterici indotti potrebbero regolare a loro volta la maturazione ossea attraverso la differenziazione di Treg. Le evidenze prodotte in questo studio, seppur preliminari e basate su modelli animali, potrebbero essere rilevanti nel contesto medico assicurando un corretto uso di terapia transgenica.

Silvia Radrezza
Laureata in Farmacia presso l’Univ. degli Studi di Ferrara, consegue un Master di 1° livello in Ricerca Clinica all’ Univ. degli Studi di Milano. Borsista all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dal 2017 al 2018, è ora post-doc presso Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics a Dresda (Germania).

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