Antibiotici: se assunti nei primi anni potrebbero ridurre la durata della vita

CONDIVIDI →
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Antibiotici: se assunti nei primi anni potrebbero ridurre la durata della vita

CONDIVIDI →
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Stato dell’arte
Diversi agenti patogeni di origine alimentare possono indurre la morte cellulare programmata (apoptosi) nelle La composizione del microbiota intestinale è associata alla durata complessiva della vita; specifici pattern sembrano essere predittivi dell’età e della mortalità. Rimane da chiarire se la somministrazione precoce di antibiotici possa influenzare la durata della vita in modelli murini.

Cosa aggiunge questa ricerca
I ricercatori hanno somministrato farmaci antibiotici a topi neonati sani e ne hanno monitorato lo stato di salute fino per tutta la vita. Come previsto, gli antibiotici hanno impoverito il microbiota intestinale dei topi. In seguito, l’intestino dei roditori è stato ricolonizzato con due diverse tipologie di microbiota, che i ricercatori hanno denominato “PAM I” e “PAM II”. I topi colonizzati con PAM II sono risultati caratterizzati nel corso della vita da una maggiore resistenza all’insulina e da alti livelli di infiammazione. Inoltre, questi topi sono morti a circa il doppio della velocità degli animali colonizzati con PAM I, nonostante entrambi i gruppi siano stati esposti agli stessi antibiotici. I ricercatori hanno osservato effetti simili anche in topi germ free.

Conclusioni
Il supplemento proteico ha indotto la perdita di grasso viscerale e, di contro, l’attivazione del metabolismo degli Si I risultati suggeriscono che il microbiota, a seguito della somministrazione di antibiotici nei primi anni di vita, può riprogrammare il sistema immunitario, influenzando l’immunità, Il metabolismo e la durata della vita.

I microbi intestinali sembrano regolare molti processi biologici, inclusa la durata della vita dell’ospite che, secondo un recente studio condotto nei topi, sembra dipendere dai ceppi batterici che ricolonizzano l’intestino dopo un trattamento con antibiotici nei primi anni di vita. 

I risultati, pubblicati su Cell Reports, suggeriscono che la composizione del microbiota dopo l’esposizione precoce agli antibiotici può riprogrammare il sistema immunitario, influenzando l’immunità, Il metabolismo e la durata della vita.

Microbiota e longevità

Diversi studi hanno dimostrato che la composizione del microbiota intestinale è legata alla durata complessiva della vita dell’ospite; in particolare, specifiche composizioni sembrano essere predittive dell’età e della mortalità dell’ospite.

Tuttavia, il legame tra i microbi intestinali e la durata della vita dell’ospite è stato studiato solamente negli invertebrati e nei topi; inoltre, rimane da chiarire se la somministrazione precoce di antibiotici possa influenzare la durata della vita dei topi sani.

«Per la prima volta è stato possibile osservare nei topi l’impatto che i cambiamenti nel microbioma intestinale, dovuti alla somministrazione precoce di antibiotici, possono avere a lungo termine», afferma l’autore senior dello studio David Lynn.

Effetti degli antibiotici sul microbiota intestinale dei topi

I ricercatori hanno esposto topi neonati sani a farmaci antimicrobici e li hanno monitorati per tutta la vita.

Come previsto, gli antibiotici hanno impoverito il microbiota intestinale dei topi. In seguito, l’intestino dei roditori è stato ricolonizzato con due diverse tipologie di microbiota, che i ricercatori hanno denominato “PAM I” e “PAM II”.

I topi adulti colonizzati con PAM II sono risultati caratterizzati da un aumento della resistenza all’insulina, che indica una disfunzione metabolica, e da alti livelli di infiammazione in diversi tessuti come il sangue, il fegato e il cervello. Inoltre, questi topi sono morti a circa il doppio della velocità degli animali colonizzati con PAM I, nonostante entrambi i gruppi siano stati esposti agli stessi antibiotici.

«I nostri dati suggeriscono che il tipo di microbiota che ripopola l’intestino dopo un trattamento antibiotico ha il potenziale per riprogrammare il sistema immunitario dei mammiferi con effetti a lungo termine, anche sulla longevità», afferma David Lynn.

Risposta immunitaria e infiammazione

Per confermare che i risultati ottenuti fossero dovuti alle differenze nel tipo di microbiota che ha ricolonizzato l’intestino dei topi e non all’esposizione agli antibiotici, i ricercatori hanno effettuato lo stesso esperimento in topi germ free.

Anche in questo caso, gli studiosi hanno osservato differenze nella risposta immunitaria dei topi colonizzati con PAM I rispetto a quelli colonizzati con PAM II. 

Inoltre, in questi ultimi  sono stati riscontrati anche livelli aumentati di molecole infiammatorie.

I risultati ottenuti potrebbero quindi aiutare a spiegare perché studi precedenti condotti sull’uomo hanno prodotto risultati contrastanti sugli effetti a lungo termine degli antibiotici. Questa variabilità potrebbe essere infatti dovuta al tipo di microbiota che colonizza l’intestino dopo l’esposizione agli antibiotici.

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente in Massachusetts, USA. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

Potrebbe interessarti