Bastano nove settimane di allenamento intenso per migliorare il microbiota intestinale

L'allenamento e la dieta sono in grado di modulare la composizione del microbiota intestinale senza influenzare ricchezza e diversità microbiche. Ecco i risultati del team di ricerca tutto italiano.
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Stato dell’arte
L’esercizio fisico sembra avere un ruolo benefico sul microbiota intestinale e i suoi effetti dipendono dall’intensità e dalla durata.

Cosa aggiunge questa ricerca
Questo studio ha analizzato gli effetti di nove settimane di allenamento ad alta intensità sulla composizione del microbiota intestinale in giovani adulti sani, riscontrando effetti benefici sul microbiota e sulla salute in generale
.

Conclusioni
I risultati hanno mostrato dei cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale, attribuibili anche a modifiche dell’alimentazione durante il periodo di studio.

Moltissimi sono i fattori che influenzano la salute del microbiota intestinale. Tra questi anche l’esercizio fisico ha mostrato avere una rilevanza nel modulare l’equilibrio dei microrganismi intestinali. 

La durata e l’intensità degli allenamenti sembrano essere determinanti nel definire se gli effetti siano positivi o negativi.

Con l’obiettivo di comprendere le conseguenze di un allenamento ad alta intensità, un team di ricercatori, tutto italiano, dell’Università di Urbino, dell’Università Telematica San Raffaele e del reparto di gastroenterologia dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza ha lavorato per analizzare la composizione del microbiota intestinale di giovani adulti.

È stato visto che l’esercizio modula la composizione del microbiota intestinale senza influenzare ricchezza e diversità microbiche.

Ciclismo indoor ad alta intensità

In tale studio, diciassette studenti universitari maschi sani hanno completato trentasei sessioni di allenamento di ciclismo indoor per nove settimane. 

I campioni di microbiota sono stati prelevati prima e dopo gli allenamenti e studiati mediante il sequenziamento dell’rRNA 16S. 

Sequenziando la regione V3-V4 del gene 16S rRNA di Archaea e Bacteria da 34 campioni fecali sono stati identificati 11 phyla, 22 classi, 34 ordini, 62 famiglie e 123 generi. 

L’esercizio fisico ha indotto cambiamenti nella composizione del microbiota, a tutti i livelli tassonomici analizzati. Al contrario, non sono state riscontrate differenze tra le condizioni pre e post allenamento in termini di ricchezza microbica.

I phyla batterici più abbondanti identificati sono stati Firmicutes, Bacteroidetes, Proteobacteria: le abbondanze relative medie sono state del 45,5% e 56,0% per Firmicutes, 43,5% e 35,3% per Bacteroidetes e 7,6% e 2,2% per Proteobacteria, rispettivamente prima e dopo gli allenamenti. 

Come cambia il microbiota dopo lo sport

Sono state rilevate differenze tra le condizioni pre e post allenamento a livello di phylum, con un aumento di Actinobacteria e una riduzione di Proteobacteria e Cyanobacteria

Non sono state riscontrate variazioni significative per Firmicutes e Bacteroidetes, sebbene si siano osservati dei cambiamenti durante lo studio.

In aggiunta, differenze significative tra l’abbondanza relativa dei generi maggiormente rappresentati sono state attribuite ai seguenti generi: Bifidobacterium, Parabacteroides, Prevotella, Dorea, Lachnospira, la famiglia Ruminococcaceae i cui generi non è stato possibile classificare, Phascolarctobacterium e Sutterella.

I cambiamenti nell’abbondanza relativa di alcuni batteri sono stati correlati ai cambiamenti di alcuni fattori ambientali, tra i quali le caratteristiche dietetiche

Alcune modifiche nel microbiota intestinale che sembrano essere associate all’esercizio fisico potrebbero, invece, essere dovute a cambiamenti nelle abitudini alimentari, in particolare nel consumo di verdure e carboidrati. 

Infatti, durante il periodo di allenamento è stato osservato un aumento significativo dell’assunzione di proteine vegetali ​​(+15,8%), carboidrati (+23,2%) e vitamina C, suggerendo un consumo maggiore di frutta e verdura rispetto al periodo pre-allenamento. 

Conclusioni

Per concludere, le interazioni reciproche tra esercizio, microbiota intestinale e dieta sono fondamentali per ottimizzare le prestazioni fisiche e, più in generale, la salute umana

In particolare, l’aumento dell’assunzione di fibre comporta una maggiore produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) butirrato, propionato e acetato, i quali fanno da intermediari tra il microbiota intestinale e il muscolo scheletrico.

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