Fare attività fisica modifica in positivo il microbiota intestinale

30 luglio 2018 / di Silvia Radrezza

San Francisco State University, San Francisco, CA (studio originale)

L’esercizio fisico non fa bene solo al nostro aspetto o al nostro sentirsi in salute, ma anche ai batteri che colonizzano il nostro intestino.

È quanto conclude lo studio di Ryan P. Durk e colleghi, recentemente pubblicato sulla rivista International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism.

Nonostante sia ampiamente comprovato come i batteri commensali interagiscano con l’ospite determinandone lo stato di salute, è recente la scoperta di come ci sia una relazione dinamica anche tra l’esercizio fisico e la composizione del microbiota intestinale.

Queste evidenze sono emerse in seguito al confronto tra il profilo batterico di atleti professionisti e quello di persone sedentarie o scarsamente attive.

Infatti, l’attività fisica sembrerebbe favorire l’abbondanza di specie associate alla produzione di butirrato, un acido grasso a catena corta molto utile, tra le sue varie funzioni, nel garantire l’integrità della barriera intestinale prevenendo quindi la traslocazione di patogeni o metaboliti nella circolazione sistemica.

Attività fisica e rapporto Firmicutes/Bacteroidetes

Per niente esplorato sull’uomo, almeno fino a questo studio, risulta l’aspetto di correlazione tra il rapporto di Firmicutes e Bacteroidetes (F/B), le principali specie colonizzanti un intestino sano, e il volume massimo di ossigeno consumato (VO2max) durante una corsa in qualità di parametro cardiorespiratorio. È stato inoltre determinata la possibile correlazione tra F/B e indice di massa corporea e regime alimentare abituale.

Per fare ciò i ricercatori americani hanno collezionato ed esaminato campioni fecali di 37 soggetti sani, 20 maschi e 17 femmine, analizzando inoltre i loro valori di BMI e le loro abitudini alimentari attraverso un diario che i partecipanti hanno dovuto compilare per una settimana prima del prelievo dei campioni. Il VO2max è stato invece valutato durante un test di camminata sotto sforzo.

È stato quindi dimostrato che:

  • I maschi hanno un VO2max significativamente superiore rispetto alle donne oltre una maggiore percentuale di massa grassa
  • Il rapporto F/B medio di tutti i partecipanti si è dimostrato pari a 0.94 +/- 0.03
  • Il VO2max medio complessivo è pari a 46.4 +/- 8.0 ml/kg/min
  • Il rapporto F/B è risultato complessivamente correlato a VO2max in maniera positiva e statisticamente significativa, proprietà non mantenuta analizzando i due gruppi separatamente (maschi vs femmine)
  • Nessuna altra variabile considerata nello studio è risultata correlata al rapporto F/B
  • VO2max influenza per circa il 22% la variazione del microbiota intestinale in termini di composizione

Sebbene questo studio presenti alcune limitazioni tra le quali l’aver analizzato la maggior parte delle variabili basandosi sulle dichiarazioni dei soggetti e non aver avuto gruppi di controllo, fornisce dei dati preliminari per approfondire ulteriormente la rete di processi fisiologici che il microbiota intestinale è in grado di tessere non solo con l’ospite ma anche con le sue abitudini, inclusa l’attività fisica.

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