Intestino irritabile: il ginseng rosso migliora il microbiota e riduce l’infiammazione

CONDIVIDI →
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Intestino irritabile: il ginseng rosso migliora il microbiota e riduce l’infiammazione

CONDIVIDI →
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Stato dell’arte
La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è il disordine gastrointestinale più comune. Tra i possibili fattori di rischio c’è l’alterazione dell’asse intestino-cervello
.

Cosa aggiunge questa ricerca
Il ginseng rosso ha dimostrato attività antinfiammatorie e di migliorare alcune funzioni cerebrali. Scopo dello studio è stato di verificare in vivo se abbia effetti positivi anche in un contesto di IBS.

Conclusioni
II modelli trattati con ginseng hanno mostrato un miglioramento nel dolore viscerale, nel comportamento simil-ansioso e nel profilo infiammatorio a livello intestinale e cerebrale con, in più, una proliferazione di ceppi batterici “buoni” quali L. johsonii o reuteri.

Il ginseng rosso potrebbe avere interessanti potenzialità terapeutiche nel trattamento della sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Una sua somministrazione in vivo ha infatti dimostrato una diminuzione del dolore viscerale e del comportamento simil-ansioso oltre che dei livelli infiammatori cerebrali e intestinali. Inoltre il ginseng rosso si è dimostrato in grado di favorire la proliferazione di ceppi batterici “buoni”, suggerendo un ristabilimento (o almeno parziale) dell’equilibrio dell’asse intestino-cervello la cui alterazione è risultata essere invece implicata nello sviluppo di IBS. 

È quanto conclude lo studio di Seonhye Yu e colleghi della Gachon University di Incheon (Corea), pubblicato su Journal of Ginseng Research

Intestino irritabile e microbiota

L’IBS è il disordine gastrointestinale più comune nelle popolazioni che vivono nei Paesi industrializzati. È caratterizzato da dolore addominale cronico o ricorrente con alterazione del ritmo intestinale e, generalmente, elevati livelli di ansia e depressione da ricondurre a una situazione di disagio. 

Nonostante la sua diffusione non ci sono ancora biomarker diagnostici definiti né tantomeno trattamenti terapeutici risolutivi. 

In genere si ricorre, per il trattamento, a un cocktail di farmaci sintomatici quali antidiarroici, lassativi, analgesici, antinfiammatori e antidepressivi. 

Anche l’eziopatologia rimane non del tutto chiara essendo complessa e multifattoriale. Tra i fattori coinvolti sembrerebbe però esserci un disequilibrio dell’asso intestino-cervello

Il ginseng rosso (RG), una popolare erba medica dal consolidato utilizzo, ha dimostrato attività antinfiammatoria e di miglioramento delle funzionalità cerebrali e dello stress. Sembrerebbe quindi essere un buon candidato per il trattamento dell’IBS. 

Lo studio sul ginseng rosso

Per fare un po’ di chiarezza, il gruppo di ricercatori ha condotto uno studio su modelli murini ai quali, dopo aver indotto la patologia con zymosan (30 mg/ml), ha somministrato ginseng rosso in diverse dosi (30, 100 o 300 mg/kg). 

La sintomatologia gastrointestinale e comportamentale è stata poi confrontata con quella di esemplari trattati con i classici farmaci (amitriptilina, sulfasalazina), o controlli sani (naive). 

Ecco quanto emerso dopo 10 giorni di osservazione.

Partendo da un confronto generale, il peso corporeo si è mostrato simile in tutti i gruppi alla fine dello studio. Il gruppo con solo zymosan ha tuttavia registrato una diminuzione significativa al giorno 4, andamento invertito dalla somministrazione di RG senza incrementarne però l’introito di cibo.

I ricercatori hanno poi analizzato la fisiologia intestinale:

  • il gruppo con zymosan ha mostrato un accorciamento del colon distale con tuttavia un aumento del peso del colon rispetto ai controlli non trattati, suggerendo lo sviluppo di colite. La somministrazione di RG ha invece migliorato entrambi i fattori con un riallungamento e un ritorno a un peso di colon normale
  • sempre il gruppo con zymosan ha manifestato una diarrea moderata, anche questa migliorata dal ginseng rosso
  • aumentato anche il grado di infiammazione nel gruppo zymosan come dimostrato da un incremento di infiltrato e spessore epiteliale. La somministrazione di RG (30 e 100 mg/kg) ha tuttavia migliorato entrambe le condizioni con effetti simili a sulfasalazina, farmaco antinfiammatorio

Sintomi dell’IBS e microbiota intestinale

In termini invece di sintomatologia e di parametri diagnostici:

  • il dolore addominale si è mostrato significativamente maggiore nel gruppo con solo zymosan. Un miglioramento si è registrato anche in questo caso con RG a tutte le dosi
  • il gruppo zymosan ha registrato un comportamento meno esplorativo indicando una maggior ansia, soprattutto rispetto ai controlli sani. RG ha invece migliorato significativamente il comportamento ansioso-esplorativo riportandoli a valori normali mostrando un’efficacia simile all’antidepressivo amitriptilina
  • il gruppo con zymosan ha registrato un aumento di citochine infiammatorie (IL-1β e TNF-α) rispetto ai controlli sani, diminuite invece con RG alla dose intermedia (100 mg/kg)
  • l’iperattività della corteccia prefrontale monitorata in base ai livelli della proteina C-fos ha registrato i valori massimi nel gruppo zymosan con un decremento significativo invece dopo RG-100
  • Miglioramenti con il RG-100 anche nei livelli di corticosteroidi plasmatici (marcatori di infiammazione) 

Da ultimo, sono stati valutati gli eventuali effetti di RG sulla componente batterica intestinale dimostrando come:

  • l’induzione della patologia (gruppo zymosan) abbia alterato il rapporto tra Firmicutes e Bacteroidetes (19,16/77,02 nei controlli sani vs 21,49/74,83 nel gruppo zymosan). Diminuito a livello di specie anche Parabacteroides goldsteinii
  • a livello di specie, RG-100 ha supportando l’aumento di Lactobacillus johnsonii e Lactobacillus reuteri 

Conclusioni

Per riassumere quindi, il ginseng rosso sembra aiutare nel ripristinare l’equilibrio dell’asse intestino-cervello migliorando il quadro infiammatorio, depressivo e di composizione batterica intestinale alterata dalla patologia. 

Nonostante questi dati siano preliminari, il ginseng rosso si candida come potenziale trattamento (o coadiuvante) per la sindrome dell’intestino irritabile.

Silvia Radrezza
Laureata in Farmacia presso l’Univ. degli Studi di Ferrara, consegue un Master di 1° livello in Ricerca Clinica all’ Univ. degli Studi di Milano. Borsista all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dal 2017 al 2018, è ora dottoranda in Scienze Farmaceutiche presso l’Univ. degli Studi di Milano.

Potrebbe interessarti