Microbiota intestinale: scoperte 2.000 specie di batteri finora sconosciuti

26 Febbraio 2019 / di Giorgia Guglielmi


  • Stato dell’arte
    Il microbiota intestinale è noto per avere un ruolo chiave sia nella salute umana che nelle malattie, ma la maggior parte delle specie batteriche che vivono nel nostro intestino devono ancora essere identificate.
  • Cosa aggiunge questa ricerca
    Usando strumenti computazionali per analizzare il microbioma intestinale di circa 12.000 persone, i ricercatori hanno identificato quasi 2.000 nuove specie di batteri intestinali.
  • Conclusioni
    Sapere quali specie batteriche vivono nell’intestino potrebbe aiutare a capire come questi microbi influenzano la salute umana, aprendo così nuove strade per diagnosticare e curare i disturbi dell’intestino.

Sebbene i microbi intestinali svolgano ruoli importanti nella salute umana, la maggior parte di essi appartiene a specie che non sono in grado di sopravvivere all’esterno dell’intestino o sono presenti in quantità così minuscole da non poter essere rilevate con metodi di laboratorio tradizionali.

Ora, grazie a strumenti computazionali avanzati, gli scienziati hanno identificato quasi 2.000 nuove specie di batteri intestinali.

Nello studio, pubblicato sulla rivista Nature, Alexandre Almeida e i suoi colleghi presso l’European Bioinformatics Institute e il Wellcome Sanger Institute hanno sfruttato uno dei database più completi di batteri intestinali per identificare le specie che non sono ancora state coltivate in laboratorio.

Alla scoperta di nuove specie batteriche

Il team ha analizzato 11.850 microbiomi intestinali da circa 75 studi che hanno campionato persone in tutto il mondo. Utilizzando metodi computazionali, i ricercatori hanno trovato 2.068 genomi batterici, il 94% dei quali (1.952) non corrispondevano a nessun genoma conosciuto in un database pubblico di batteri intestinali coltivati.

La maggior parte dei batteri scoperti appartiene alle famiglie delle Coriobacteriaceae, delle Ruminococcacee o di Peptostreptococcaceae e ai generi Collinsella, Clostridium e Prevotella. Ciò suggerisce che, sebbene questi batteri siano noti colonizzatori dell’intestino, la maggior parte di questi non sono ancora stati identificati.

Un pregiudizio che coinvolge anche il microbiota

I batteri più rari erano più comuni tra i campioni prelevati in Africa e in Sud America. Questo perché, secondo i ricercatori, i dati sulle feci pubblicamente disponibili sono distorti verso le popolazioni europee e nordamericane. Per aumentare la nostra conoscenza del microbioma umano, aggiungono, è importante raccogliere dati da popolazioni sottorappresentate.

Successivamente, il team ha esaminato le funzioni principali dei genomi batterici appena identificati e ha scoperto geni coinvolti nel trasporto della membrana, nel metabolismo dei carboidrati e nelle funzioni antiossidante e redox. Ciò suggerisce che alcune di queste specie batteriche sono sensibili all’ossigeno ambientale, il che le rende difficili da isolare e crescere in laboratorio.

Secondo gli scienziati, sapere quali specie batteriche vivono nell’intestino potrebbe aiutare a far progredire la diagnosi e il trattamento dei disturbi dell’intestino migliorando la nostra comprensione di come questi microbi influenzano la salute umana.

Traduzione dall’inglese a cura della redazione

Ricevi gli ultimi aggiornamenti su microbiota e probiotici

Articoli consigliati

Start typing and press Enter to search

Effetti collaterali dei farmaci: studio svela ruolo del microbiota intestinale