La composizione del microbiota intestinale durante i primi 5 anni di vita può influenzare il rischio di sviluppare diverse malattie in età avanzata.
Precedenti studi hanno identificato diversi fattori in grado di modellare il microbiota intestinale nelle prime fasi della via; tuttavia, non è stato ancora dimostrato come le infezioni da vermi, che sono comuni nei Paesi a basso e medio reddito (LMIC), influenzino la composizione e la funzione del microbiota.
Per rispondere a questa domanda, Andrei Bogza della McGill University di Montreal, in Canada, e i suoi colleghi hanno esaminato le attuali conoscenze sullo sviluppo del microbiota intestinale nella prima infanzia.
Questo studio, pubblicato su Cell Host & Microbe, ha analizzato in particolare come gli elminti, un gruppo di vermi parassiti che infettano gli esseri umani e alcuni animali, possano influenzare le dinamiche del microbiota nelle prime fasi della vita.
Cambiamenti nella prima infanzia
Nella prima infanzia, il microbiota intestinale subisce cambiamenti significativi: inizialmente, il microbiota è dominato da batteri anaerobi facoltativi, che vengono poi sostituiti da anaerobi obbligati entro i primi 6 mesi di vita.
Dopo lo svezzamento, la ricchezza e la diversità microbica aumentano, con Bacteroidota e Bacillota che diventano dominanti entro 2-3 anni. Anche la comunità di funghi che abitano l’intestino, nota come micobioma, e il viroma, che è dominato dai batteriofagi, cambiano durante la prima infanzia, stabilizzandosi a uno stato simile a quello adulto entro i 2-3 anni di età.
La dieta svolge un ruolo importante nel modellare il microbiota intestinale nella prima infanzia, influenzando il rischio di sviluppare per esempio obesità e malnutrizione. In particolare, è stato dimostrato che la sovranutrizione, comune nei Paesi occidentali, è correlata a cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale; inoltre, è emerso che una dieta ricca di grassi combinata con l’assunzione di antibiotici può portare allo sviluppo di disfunzioni metaboliche e all’accumulo di grasso.
La malnutrizione, più comune nei Paesi a basso e medio reddito, è risultata invece associata a una minore diversità e ricchezza microbica ed è stata collegata a sintomi quali deperimento e ritardo della crescita e dello sviluppo nei bambini.
Infezioni da vermi
Anche le infezioni da elminti sono state correlate a una compromissione della crescita e dello sviluppo nei bambini; inoltre, precedenti studi hanno suggerito che queste infezioni possano influenzare il microbiota intestinale.
Dai dati ottenuti è emerso che l’infezione da Heligmosomoides polygyrus bakeri (Hpb) è associata a una maggiore abbondanza di lattobacilli e a cambiamenti nella composizione del microbiota nei topi. Alterazioni simili sono state osservate negli esseri umani con infezioni da elminti.
I risultati indicano tuttavia che l’impatto sul microbiota varia a seconda del tipo di infezione: sono quindi necessarie ulteriori ricerche per comprendere in che modo le infezioni da elminti inducano cambiamenti nel microbiota intestinale e come ciò possa influire sulla salute nella prima infanzia. Combinare modelli murini di malnutrizione con modelli di infezione da elminti nella prima infanzia potrebbe chiarire questa relazione.
Guardando al futuro
Sebbene la maggior parte delle infezioni da elminti negli esseri umani si verifichi durante i primi 5 anni di vita, non esistono modelli sperimentali che consentano ai ricercatori di osservare questo lasso di tempo. Inoltre, diverse specie di elminti occupano nicchie uniche nell’intestino.
Modelli che imitano nicchie specifiche di elminti potrebbero dunque aiutare i ricercatori a comprendere gli effetti di questi vermi sulla salute. Poiché l’impatto degli elminti sulla salute può cambiare nel tempo, sono necessari anche studi longitudinali che proseguano oltre la prima infanzia per rivelare interazioni chiave.
«Poiché le specie di elminti sono molto diverse tra loro, è necessaria molta cautela prima di poter generalizzare i risultati clinici. Tuttavia, l’incorporazione di modelli computazionali e di apprendimento automatico in quest’area di ricerca potrebbe essere utile per far luce sulle interazioni ospite-microbioma-parassita che non possono essere rivelate dalle pratiche standard», affermano gli autori dello studio.
Analizzando i cambiamenti indotti dagli elminti nel microbiota intestinale, i ricercatori potranno comprendere meglio il loro impatto sullo sviluppo nella prima infanzia.
