Prematuri: allattamento al seno favorisce lo sviluppo del microbioma intestinale

I risultati confermano che il latte materno può fornire batteri benefici ai neonati con basso peso alla nascita, ma la modalità di alimentazione e l’uso di antibiotici possono influenzare questo scambio microbico.
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Prematuri: allattamento al seno favorisce lo sviluppo del microbioma intestinale

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Rispetto ai neonati sani nati a termine, i neonati prematuri che pesano meno di 1,5 kg alla nascita presentano microbioti intestinali alterati con una minore diversità e una maggiore abbondanza di batteri “cattivi”, che aumentano il rischio di sviluppare gravi condizioni. Il latte materno riduce questo rischio, ma i neonati con basso peso alla nascita vengono spesso nutriti tramite sondini o utilizzando latte pastorizzato donato. Inoltre, le madri o i neonati pretermine vengono di frequente sottoposti a terapie antibiotiche. Non è però ancora chiaro in che modo questi fattori influenzino il loro microbiota.

Cosa aggiunge questa ricerca

I ricercatori hanno analizzato il microbiota presente nel latte di 94 madri e nell’intestino dei loro neonati con peso alla nascita molto basso. Dai dati raccolti è emerso che dal 30 al 40% delle specie batteriche presenti nell’intestino dei neonati sono condivise con il latte materno. I neonati alimentati principalmente con latte materno avevano maggiori probabilità di condividere batteri con le loro madri rispetto a quelli che hanno ricevuto un’alimentazione mista che includeva latte umano donato pastorizzato. Infine, è stato osservato che l’uso di antibiotici inibisce il trasferimento naturale di batteri dalla madre al neonato.

Conclusioni

I risultati confermano che il latte materno può fornire batteri benefici ai neonati con basso peso alla nascita, ma la modalità di alimentazione e l’uso di antibiotici possono influenzare questo scambio microbico.

In questo articolo

Rispetto ai neonati sani nati a termine, i neonati prematuri che pesano meno di 1,5 kg alla nascita hanno un microbiota intestinale alterato con una minore diversità e una maggiore abbondanza di batteri dannosi, che possono aumentare il rischio di sviluppare gravi condizioni. 

Una nuova ricerca conferma che il latte materno può fornire batteri benefici a questi neonati, ma la modalità di alimentazione e l’uso di antibiotici possono influenzare questo scambio microbico.

I risultati, pubblicati su Cell Reports Medicine, potrebbero dunque favorire lo sviluppo di migliori strategie di alimentazione per i neonati con peso alla nascita molto basso.

Neonati pretermine e microbioma intestinale

Questi bambini vengono infatti spesso nutriti tramite sondini o utilizzando latte pastorizzato donato, che può inibire il trasferimento di microbi benefici dal latte materno all’intestino del neonato. 

Non è però ancora chiaro come l’alimentazione e altri fattori, come per esempio l’utilizzo di antibiotici, influenzino il loro microbiota.

Per rispondere a questa domanda, Sara Shama della University of Toronto e i suoi colleghi hanno analizzato il microbiota presente nel latte di 94 madri e nell’intestino dei loro neonati con peso alla nascita molto basso.

Trasferimento batterico madre-figlio

Alla maggior parte dei neonati sono stati somministrati antibiotici per circa sei giorni dopo la nascita e più della metà delle madri ha ricevuto antibiotici nelle due settimane precedenti al parto o subito dopo. 

Quasi il 70% dei neonati è stato nutrito principalmente con latte materno e circa il 30% ha ricevuto un’alimentazione mista integrata con latte umano donato pastorizzato, che non contiene batteri vivi a causa del processo di pastorizzazione. Metà dei neonati ha ricevuto fortificanti derivati dal latte umano, additivi utilizzati per aumentare il contenuto nutrizionale del latte.

I ricercatori hanno osservato che i batteri presenti nel latte si trovavano in genere anche nell’intestino del neonato, ad eccezione di Corynebacterium, Clostridium sensu stricto, Haemophilus e Bifidobacterium.

Questa associazione è risultata più forte nei neonati alimentati principalmente con latte materno; inoltre, l’allattamento al seno ha aumentato la probabilità di osservare Veillonella e Haemophilus sia nel latte sia nelle feci. 

«Dai risultati ottenuti è emerso quindi che l’allattamento al seno diretto è una fattore chiave della condivisione microbica tra il latte materno e l’intestino del neonato» affermano i ricercatori.

Fortificanti e antibiotici

I neonati la cui alimentazione era stata integrata con fortificanti mostravano modelli microbici che assomigliano a quelli osservati nei neonati alimentati con latte materno. 

Tuttavia, è stato osservato che diversi fortificanti possono modificare in maniera differente il trasferimento batterico tra il latte materno e l’intestino del neonato.

Il team ha anche esaminato l’impatto dell’uso di antibiotici sul trasferimento di batteri tra madre e figlio, scoprendo che la somministrazione di questi farmaci è in grado di inibire il trasferimento batterico naturale, indebolendo l’associazione tra l’assunzione di batteri dal latte materno e la diversità microbica nell’intestino del bambino.

«Questi risultati evidenziano l’importanza di valutare la necessità di somministrare antibiotici sia nelle madri che nei loro bambini prematuri, poiché l’esposizione a questi farmaci può comportare in entrambi i casi potenziali conseguenze a breve e lungo termine per lo sviluppo del bambino» concludono gli autori dello studio.

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

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