La motivazione per fare sport potrebbe trovarsi nell’intestino

I risultati di un recente studio suggeriscono che segnali provenienti dall'intestino possono aumentare la motivazione a svolgere attività fisica.
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La motivazione per fare sport potrebbe trovarsi nell’intestino

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Stato dell’arte
Studi recenti hanno dimostrato che il microbiota intestinale può influenzare le prestazioni fisiche, ma non è ancora chiaro il suo ruolo nel regolare la motivazione a svolgere esercizio.

Cosa aggiunge questa ricerca
I ricercatori hanno analizzato in circa 200 topi alcuni parametri, tra cui la composizione del microbiota intestinale e i metaboliti presenti nel flusso sanguigno. Quindi, il team ha misurato quanto tempo i topi hanno trascorso su una ruota o un tapis roulant, nonché le loro performance, che sono risultate ridotte del 50% dopo la somministrazione di antibiotici. Questo trattamento sembra inoltre ridurre i livelli di dopamina e l’espressione di alcuni geni nel cervello dei topi. Il team ha anche scoperto che due specie batteriche, Eubacterium rectale e Coprococcus eutactus, sono associate a prestazioni fisiche migliori. Questi batteri producono metaboliti che stimolano recettori specifici sulle cellule cerebrali, portando a un aumento dei livelli di dopamina durante l’esercizio.

Conclusioni
I risultati suggeriscono che segnali provenienti dall’intestino possono aumentare la motivazione a svolgere attività fisica.

È stato dimostrato che l’attività fisica riduce il rischio di diverse condizioni, ma non è ancora chiaro il meccanismo che regola la motivazione a praticare esercizio. 

Di recente, uno studio condotto sui topi ha scoperto che i topi con un microbiota intestinale inalterato trascorrono più tempo a fare attività fisica.

Inoltre, i risultati, pubblicati su Nature, indicano che nei topi segnali provenienti dall’intestino possono aumentare la motivazione. Questi dati dovranno essere confermati anche nell’uomo. 

Per valutare l’impatto dei microbi intestinali sulla motivazione e sulle performance, Christoph Thaiss della University of Pennsylvania School of Medicine e i suoi colleghi hanno analizzato in circa 200 topi alcuni parametri, tra cui la composizione del microbiota intestinale e i metaboliti presenti nel flusso sanguigno.

Microbioma, antibiotici e prestazioni sportive

Il team di ricercatori ha misurato le performance dei topi su una ruota o un tapis roulant e hanno osservato una grande variabilità tra gli animali. 

I fattori genetici o metabolici non hanno spiegato queste differenze, a differenza della composizione del microbiota intestinale.

I topi germ-free si sono esercitati più del solito quando hanno ricevuto microbi intestinali da topi che avevano dimostrato alte performance. 

Il trattamento di questi ultimi con antibiotici ne ha ridotto le prestazioni fino al 50%. Inoltre, dai dati ottenuti è emerso che la terapia antibiotica ha ridotto anche i livelli di dopamina e l’espressione di alcuni geni nel cervello dei topi. Precedenti studi hanno correlato i livelli di dopamina al senso di benessere che le persone provano dopo l’esercizio, il cosiddetto “sballo del corridore”.

Per scoprire come i batteri intestinali influenzano i livelli di dopamina nel cervello, i ricercatori hanno inibito una serie di neuroni che trasmettono messaggi dall’intestino al cervello. 

Questo trattamento ha ridotto il tempo trascorso in esercizio fisico nei topi ad alte performance.

Eubacterium rectale e Coprococcus eutactus

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che due specie batteriche, Eubacterium rectale e Coprococcus eutactus, sono associate a performance migliori. 

Questi batteri producono metaboliti chiamati ammidi di acidi grassi, che stimolano specifici recettori sulle cellule cerebrali. Questa stimolazione a sua volta porta a un aumento dei livelli di dopamina durante l’esercizio.

«Se in futuro sarà confermata la presenza di un pathway simile negli esseri umani, sarà possibile offrire una strategia efficace per aumentare i livelli di esercizio e migliorare così la salute della popolazione generale», conclude Christoph Thaiss.

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