The Cancer Microbiota Database, l’atlante completo sul microbioma tumorale

Questo studio presenta "The Cancer Microbiota Database", uno strumento interattivo e personalizzabile per studiare 33 forme tumorali.
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Stato dell'arte

La presenza di microbiota nell’ambiente tumorale è ben nota. Tuttavia, non è ancora chiaro in che modo questi microrganismi contribuiscano all’immunità e alla prognosi di diversi tipi di tumori.

Cosa aggiunge questa ricerca

Gli autori di questo studio mirano a rianalizzare tutti i dati del trascrittoma di diverse forme tumorali, concentrandosi sulle specie di batteri e funghi presenti nel tumore. Queste informazioni sono state quindi analizzate per fornire approfondimenti sull’insorgenza del tumore, sulla prognosi e sull’immunità.

Conclusioni

Questo studio presenta “The Cancer Microbiota Database”, uno strumento interattivo e personalizzabile per studiare 33 forme tumorali. Attraverso questo database completo, l’utente può recuperare informazioni sul microbiota tumorale e sul suo potenziale valore prognostico.

In questo articolo

I batteri e i funghi intratumorali variano tra le diverse forme di cancro, dimostrando la presenza diffusa del microbiota all’interno dei tumori. Inoltre, è stato osservato che uno specifico profilo del microbiota è associato sia con l’immunità tumorale sia con la prognosi dei pazienti. 

Queste informazioni, relative a 33 forme tumorali e recuperate da oltre 9800 pazienti, sono state inserite nel “Cancer Microbiota Database”, recentemente pubblicato in Cancer Letters da Dashuang Sheng e i suoi colleghi della Shandong University, in Cina. I principali risultati emersi dal set di dati sono descritti di seguito.

Microbioma e immunità tumorale

Il microbiota tumorale e la tumorigenesi hanno mostrato una stretta connessione tra i diversi tipi di cancro. In particolare, Escherichia coli, Pseudomonas sp. CIP-10, Acinetobacter baumannii, Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Cutibacterium acnes, Staphylococcus epidermidis, Pseudomonas yamanorum, Ralstonia insidiosa e Staphylococcus simulans sono risultati essere i 10 batteri più abbondanti, primo fra tutti E. coli, che ha dimostrato di essere il più abbondante in 27 forme tumorali.

Tra i funghi, Malassezia restricta, Saccharomyces cerevisiae, Schizosaccharomyces pombe, Fusarium pseudograminearum, Penicillium oxalicum, Fusarium fujikuroi, Puccinia striiformis, Zymoseptoria tritici, Aspergillus chevalieri e Psilocybe cubensis hanno mostrato l’espressione più elevata.

L’alfa-diversity è risultata correlata all’insorgenza del tumore. In particolare, una maggiore diversità batterica è stata riscontrata nel glioblastoma multiforme, nel carcinoma renale a cellule chiare e nell’adenocarcinoma polmonare. Una minore diversità batterica è stata invece rilevata per il carcinoma mammario invasivo e l’adenocarcinoma gastrico.

I sottotipi di tumore ad alta immunità hanno mostrato una maggiore ricchezza batterica e fungina rispetto ai sottotipi a bassa immunità.

Firme microbiche specifiche sono state correlate con diverse popolazioni di cellule immunitarie e pathway correlati all’immunità all’interno del microambiente tumorale. In particolare, la composizione batterica ha influenzato 10 tipi di cancro (dallo 0,5% al ​​3,5% della variazione) e la composizione fungina ha influenzato 6 tipi di cancro (dallo 0,5% al ​​6,5% della variazione).

Impatto sulla prognosi

Il microbioma tumorale ha un significato prognostico. Infatti, l’analisi dei dati raccolti ha fornito modelli predittivi basati su profili di batteri e funghi che mostrano una correlazione con la sopravvivenza complessiva. 

In particolare, per 13 tipi di cancro su 33 è stata dimostrata la presenza di più di 100 batteri potenzialmente prognostici. Ad esempio, quattro specie di batteri (Prevotella oris, Veillonella parvula, Prevotella melaninogenica e Streptococcus cristatus) e 3 specie di funghi (Fusarium fujikuroi, Colletotrichum higginsianum e Fusarium pseudograminearum) hanno mostrato una correlazione significativa tra immunotipi e risultati di sopravvivenza.

Alcune delle correlazioni più forti tra batteri e tumori sono state rilevate per i modelli di carcinoma adenoideo cistico, melanoma uveale e carcinosarcoma uterino.

Tra le cellule immunitarie, i linfociti B naive, i mastociti, i linfociti T CD8+, le cellule Treg e i macrofagi M2 hanno dimostrato la migliore correlazione con il rischio.

Il “Cancer Microbiota Database”

Per analizzare tutte le informazioni relative al microbioma tumorale e alle sue funzioni, i ricercatori hanno sviluppato uno strumento interattivo, il Cancer Microbiota Database o TCMbio.

Questo database può fornire informazioni sulla diversità, sulla ricchezza e sulle funzioni del microbiota, oltre a proiezioni di sopravvivenza, analisi di correlazione ecc. I parametri modificabili consentono agli utenti di personalizzare la propria ricerca. I risultati vengono quindi forniti tramite tabelle e immagini da scaricare.

In conclusione, questo studio evidenzia l’importanza del microbiota tumorale nella biologia del cancro, nell’immunità e nella prognosi del paziente affetto da diverse forme tumorali. Questo database è una risorsa preziosa per la ricerca futura e per sviluppare potenziali applicazioni cliniche nella diagnosi, prognosi e trattamento del cancro.

Silvia Radrezza
Laureata in Farmacia presso l’Univ. degli Studi di Ferrara, consegue un Master di 1° livello in Ricerca Clinica all’ Univ. degli Studi di Milano. Borsista all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dal 2017 al 2018, è ora post-doc presso Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics a Dresda (Germania).

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