I batteri e i funghi intratumorali variano tra le diverse forme di cancro, dimostrando la presenza diffusa del microbiota all’interno dei tumori. Inoltre, è stato osservato che uno specifico profilo del microbiota è associato sia con l’immunità tumorale sia con la prognosi dei pazienti.
Queste informazioni, relative a 33 forme tumorali e recuperate da oltre 9800 pazienti, sono state inserite nel “Cancer Microbiota Database”, recentemente pubblicato in Cancer Letters da Dashuang Sheng e i suoi colleghi della Shandong University, in Cina. I principali risultati emersi dal set di dati sono descritti di seguito.
Microbioma e immunità tumorale
Il microbiota tumorale e la tumorigenesi hanno mostrato una stretta connessione tra i diversi tipi di cancro. In particolare, Escherichia coli, Pseudomonas sp. CIP-10, Acinetobacter baumannii, Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Cutibacterium acnes, Staphylococcus epidermidis, Pseudomonas yamanorum, Ralstonia insidiosa e Staphylococcus simulans sono risultati essere i 10 batteri più abbondanti, primo fra tutti E. coli, che ha dimostrato di essere il più abbondante in 27 forme tumorali.
Tra i funghi, Malassezia restricta, Saccharomyces cerevisiae, Schizosaccharomyces pombe, Fusarium pseudograminearum, Penicillium oxalicum, Fusarium fujikuroi, Puccinia striiformis, Zymoseptoria tritici, Aspergillus chevalieri e Psilocybe cubensis hanno mostrato l’espressione più elevata.
L’alfa-diversity è risultata correlata all’insorgenza del tumore. In particolare, una maggiore diversità batterica è stata riscontrata nel glioblastoma multiforme, nel carcinoma renale a cellule chiare e nell’adenocarcinoma polmonare. Una minore diversità batterica è stata invece rilevata per il carcinoma mammario invasivo e l’adenocarcinoma gastrico.
I sottotipi di tumore ad alta immunità hanno mostrato una maggiore ricchezza batterica e fungina rispetto ai sottotipi a bassa immunità.
Firme microbiche specifiche sono state correlate con diverse popolazioni di cellule immunitarie e pathway correlati all’immunità all’interno del microambiente tumorale. In particolare, la composizione batterica ha influenzato 10 tipi di cancro (dallo 0,5% al 3,5% della variazione) e la composizione fungina ha influenzato 6 tipi di cancro (dallo 0,5% al 6,5% della variazione).
Impatto sulla prognosi
Il microbioma tumorale ha un significato prognostico. Infatti, l’analisi dei dati raccolti ha fornito modelli predittivi basati su profili di batteri e funghi che mostrano una correlazione con la sopravvivenza complessiva.
In particolare, per 13 tipi di cancro su 33 è stata dimostrata la presenza di più di 100 batteri potenzialmente prognostici. Ad esempio, quattro specie di batteri (Prevotella oris, Veillonella parvula, Prevotella melaninogenica e Streptococcus cristatus) e 3 specie di funghi (Fusarium fujikuroi, Colletotrichum higginsianum e Fusarium pseudograminearum) hanno mostrato una correlazione significativa tra immunotipi e risultati di sopravvivenza.
Alcune delle correlazioni più forti tra batteri e tumori sono state rilevate per i modelli di carcinoma adenoideo cistico, melanoma uveale e carcinosarcoma uterino.
Tra le cellule immunitarie, i linfociti B naive, i mastociti, i linfociti T CD8+, le cellule Treg e i macrofagi M2 hanno dimostrato la migliore correlazione con il rischio.
Il “Cancer Microbiota Database”
Per analizzare tutte le informazioni relative al microbioma tumorale e alle sue funzioni, i ricercatori hanno sviluppato uno strumento interattivo, il Cancer Microbiota Database o TCMbio.
Questo database può fornire informazioni sulla diversità, sulla ricchezza e sulle funzioni del microbiota, oltre a proiezioni di sopravvivenza, analisi di correlazione ecc. I parametri modificabili consentono agli utenti di personalizzare la propria ricerca. I risultati vengono quindi forniti tramite tabelle e immagini da scaricare.
In conclusione, questo studio evidenzia l’importanza del microbiota tumorale nella biologia del cancro, nell’immunità e nella prognosi del paziente affetto da diverse forme tumorali. Questo database è una risorsa preziosa per la ricerca futura e per sviluppare potenziali applicazioni cliniche nella diagnosi, prognosi e trattamento del cancro.
