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Tumore alla prostata associato ad alterato metabolismo dei batteri intestinali

Attraverso il microbiota intestinale si potrebbe arrivare a determinare il rischio di tumore alla prostata. Ecco i dati di un recente studio statunitense.
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Tumore alla prostata associato ad alterato metabolismo dei batteri intestinali

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In questo articolo

Anche se il microbiota fecale di pazienti affetti da tumore prostatico risulta simile a quello dei controlli sani, dal confronto dei due gruppi emergono evidenze interessanti riguardo ad alcune vie metaboliche della componente batterica. Si apre così una nuova possibilità di poter determinare con esattezza il rischio tumoraleÈ quanto conclude lo studio di Michael A. Liss e colleghi, di recente pubblicazione su European Association of Urology.

Tumore alla prostata

Ogni anno circa un milione di uomini riceve la diagnosi di tumore alla prostata. Le cause sono da ricondurre a fattori genetici, di razza, età e allo stile di vita. A questi va aggiunto il microbiota intestinale in quanto in grado di influenzare diversi aspetti correlabili a un aumento del rischio tumorale.
Un ridotto profilo di biodiversità intestinale, per esempio, ha evidenziato un’esagerata proliferazione batterica con conseguente infiammazione sistemica, l’endotossiemia, che va a favorire la neoplasia in diversi distretti anatomici. Inoltre, un recente studio ha sottolineato alcune differenze nel microbioma fecale di pazienti con tumore della prostata rispetto a quelli con ipertrofia prostatica benigna.

Sulla base di questi e altri spunti, i ricercatori americani dell’University of Texas Health Science Center, a San Antonio, hanno quindi voluto approfondire la diversità batterica in pazienti con e senza tumore prostatico andandone inoltre ad esaminare il microbioma fecale per evidenziare eventuali differenze batteriche a livello di specie e funzionalità metabolica utili nel produrre, se possibile, un profilo di microbioma caratteristico che permetta di individuare i pazienti a rischio.

Lo studio su microbioma, tumore prostatico e vie metaboliche

Per fare ciò sono stati studiati 105 tamponi rettali prelevati almeno 2 settimane prima della biopsia prostatica trans-rettale rispettivamente da 64 uomini con cancro prostatico e da 41 controlli sani. Le analisi sono state condotte principalmente attraverso sequenziamento 16S  rRNA, PCoA, PICRUSt, QIIME, LASSO e LefSe. Di seguito i risultati ottenuti.

Esaminando e confrontando il profilo batterico dei due gruppi (tumore vs sani) è emersa:

  • L’impossibilità di identificare alcuna associazione significativa tra presenza o meno del tumore e alpha diversity
  • Correlazione significativa tra composizione totale batterica e presenza o meno del tumore
  • Una sovrapposizione significativa tra i profili microbici dei due gruppi in base all’analisi PCoA
  • Differenza significativa tra i due gruppi, ma solo a livello di specie soprattutto per quanto riguarda Streptococcus e Bacteroides, più rappresentati nel gruppo controllo
  • Differenza significativa tra i due gruppi in termini di abbondanza del contenuto genetico batterico in base all’analisi PICRUSt e LefSe
  • Correlazione tra PSA ed età con i livelli di vitamine del gruppo B (folati, biotina e riboflavina)

I ricercatori hanno poi valutato la funzionalità metabolica del microbioma attraverso l’individuazione dei 10 pattern maggiormente alterati e associabili a tumore prostatico (via metabolica dell’arginina, dei folati, per la biosintesi dei glicani ecc.). Per ognuna di queste vie metaboliche è stato poi calcolato nei rispettivi gruppi un “punteggio di microbioma” da 0 a 10 a seconda della sua espressione.

Dal confronto fra i due gruppi è risultato che:

  • Esiste una correlazione tra vie metaboliche alterate (soprattutto legate a vitamine B) e presenza o meno del tumore riscontrato con la biopsia
  • Ripetendo le analisi considerando anche PSA ed età la correlazione rimane significativa

Nonostante siano presenti alcune limitazioni tra le quali aver analizzato il microbioma prelevato con tamponi rettali e non attraverso la raccolta di campioni fecali veri e propri, sulla base di questo studio possiamo dunque affermare che:

  • Il profilo batterico di pazienti con tumore prostatico si è dimostrato nel complesso simile a quello dei controlli sani sebbene alcune differenze siano emerse a livello di specie
  • L’identificazione di 10 vie metaboliche associate al microbiota, soprattutto quella legata alle vitamine del gruppo B, potrebbero portare in un prossimo futuro a individuare nuovi fattori di rischio per il tumore alla prostata.
Silvia Radrezza
Laureata in Farmacia presso l’Univ. degli Studi di Ferrara, consegue un Master di 1° livello in Ricerca Clinica all’ Univ. degli Studi di Milano. Borsista all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dal 2017 al 2018, è ora post-doc presso Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics a Dresda (Germania).

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