Il basso peso alla nascita (LBW), definito come peso alla nascita inferiore a 2.500 g, è un problema significativo di salute pubblica con una prevalenza del 15% a livello globale e una delle principali cause di mortalità infantile, morbilità e sequele a lungo termine.
Una cattiva alimentazione materna, problemi placentari, infezioni durante la gravidanza condizioni di salute croniche possono aumentare il rischio di LBW o di parto prematuro.
Studi recenti suggeriscono che una cattiva salute orale e un microbiota orale alterato possono determinare LBW. Pertanto, i ricercatori hanno condotto uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Dentistry, per mostrare la correlazione tra salute orale, microbiota orale e basso peso alla nascita.
Correlazione tra microbiota orale ed esiti avversi in gravidanza e alla nascita
La maggior parte degli studi attuali suggerisce che una cattiva salute orale, in particolare la presenza di parodontite, può essere associata a esiti avversi in gravidanza, e anche il microbioma orale, specie alcuni parodontopatogeni, è stato collegato a esiti avversi alla nascita.
Le donne incinte con livelli più elevati di batteri come Fusobacterium nucleatum e Porphyromonas gingivalis, che sono agenti patogeni della parodontite, hanno maggiori probabilità di avere problemi durante la gravidanza e al momento del parto. Specie correlate alla parodontite con tendenze invasive tissutali (ad esempio, specie di P. gingivalis) sono state identificate nel liquido amniotico di donne che partoriscono prematuramente, causando potenzialmente danni al feto in via di sviluppo.
Essendo trasportati nel sangue fino all’utero, i microrganismi orali e prodotti come citochine o endotossine, indurrebbero una risposta infiammatoria/immune nell’unità feto-placentare, che innesca il travaglio pretermine. Anche altre specie di microbioma orale, tra cui Streptococcus mutans, Prevotella intermedia e Gardnerella vaginalis, sono state collegate a esiti avversi della gravidanza. Granulicatella adiacens è uno dei batteri più comuni che costituiscono la normale flora della cavità orale nella popolazione generale, ma ha un potenziale patogeno.
Tra le specie di Leptotrichia, batteri che fermentano i carboidrati e producono acido lattico che può essere coinvolto nella carie dentale, Leptotrichia buccalis, a seguito di rotture nella barriera della mucosa orale può entrare nel flusso sanguigno e rilasciare endotossine e mediatori infiammatori ed è stato associato a corioamnionite e aborto.
Microbiota orale e basso peso alla nascita
È stato osservato come la disbiosi orale, ovvero uno squilibrio nel microbiota orale durante la gravidanza, si associ a un elevato rischio di basso peso alla nascita. Sono state rilevate 7 specie all’interno del genere Streptococcus, 2 specie di patogeni opportunisti, Leptotrichia buccalis e Gemella sanguinis, come biomarcatori di rischio e una specie di Saccharibacteria TM7 come biomarcatore benefico per quanto riguarda il LBW.
Le donne che hanno partorito neonati di basso peso tendevano ad avere un rapporto di abbondanza Streptococcus/Saccharibacteria_TM7 più elevato rispetto ai controlli sani. Inoltre, diversi streptococchi salivari con varianti nutrizionali (NVS) e specie di patogeni opportunisti contribuiscono alla previsione di LBW. Saccharibacteria_TM7 è invece un fattore protettivo per quanto riguarda LBW.
Questa scoperta è coerente con alcune ricerche che suggeriscono che Saccharibacteria_TM7 potrebbe avere una relazione simbiotica con altri batteri orali, come Streptococcus e Actinomyces, per impedire ai batteri nocivi di colonizzare la cavità orale. Inoltre, potrebbe avere un ruolo benefico nel mantenimento della salute orale modulando la risposta immunitaria.
Conclusioni
È stato dimostrato il potenziale del modello del microbioma orale nel predire il basso peso alla nascita. La ricerca futura dovrebbe esplorare i meccanismi di azione di questi biomarcatori, identificare le correlazioni con gli esiti avversi della gravidanza e convalidare il modello con maggiori informazioni cliniche prima che possa essere utilizzato nella pratica clinica.
L’obiettivo è sviluppare uno strumento che possa aiutare i medici a prevedere gli esiti avversi della gravidanza e a sviluppare interventi personalizzati per migliorare la salute materna e fetale.
