Un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova suggerisce un nuovo approccio al trattamento delle infezioni respiratorie ricorrenti in età pediatrica: da quanto è emerso, il ricorso a molecole dotate di attività immunostimolante potrebbe migliorare la salute di questi pazienti.

Il profilo metabolico di queste patologie fa pensare infatti ad alcune variabili legate direttamente al microbiota intestinale.

Le conclusioni dello studio sono state pubblicate sulla rivista Pharmacological Research.

Le infezioni respiratorie ricorrenti, in età pediatrica, rappresentano una sfida importante. Si stima che circa il 6% dei bambini sotto i sei anni siano interessati dal problema.

La diagnosi segue un criterio basato sulla frequenza degli episodi: sei o più eventi infettivi in un anno, uno o più al mese nel periodo fra ottobre e febbraio, oppure tre o più all’anno dovute a infezioni delle vie respiratorie inferiori, in assenza di altre condizioni patologiche che potrebbero giustificare i sintomi.

Le infezioni respiratorie ricorrenti sono spesso correlata a una maggiore esposizione agli agenti infettivi, nonché a fattori ambientali legati alla scarsa maturità del sistema immunitario in età pediatrica.

La prima linea di prevenzione consiste nel ricorso a farmaci immunostimolanti. In questo studio, i ricercatori hanno studiato l’efficacia di un farmaco immunostimolante, pidotimod, su un piccolo gruppo di bambini (dai 3 ai 6 anni) mediante analisi metabolomica sulle urine prima e dopo il trattamento.

L’analisi metabolomica consente di esaminare il profilo biochimico-metabolico di un individuo osservando contemporaneamente un ampio numero di processi cellulari.

Tale metodo comporta vantaggi sia in ambito diagnostico, mettendo in evidenza marker di malattia, sia in ambito di ricerca, permettendo di scoprire nuove ipotesi patogenetiche e/o target terapeutici.

I ricercatori hanno applicato l’analisi metabolomica su campioni di urine presi prima e dopo un ciclo trimestrale di terapia immunostimolante a base di pidotimod.

Sara Bozzetto e collaboratori hanno dimostrato come il profilo metabolico urinario dei bambini in studio fosse caratterizzato da 1502 variabili, di cui 138 sono state identificate come marker di infezioni respiratorie ricorrenti.

Dopo il trattamento farmacologico, 35 di queste variabili persistevano nel profilo metabolico dei bambini con infezioni respiratorie ricorrenti.

Tali metaboliti, spiegano i ricercatori, sono legate a processi riconducibili all’attività del microbioma intestinale: ciò suggerisce la presenza di un microbioma alterato, possibilmente più favorevole all’insorgenza della patologia.

Alla luce di ciò, i ricercatori ipotizzano che per quanto gli immunostimolanti possano ristabilire parzialmente un certo equilibrio metabolico, alcuni metaboliti legati al microbioma intestinale potrebbero essere regolati tramite l’integrazione di probiotici nella terapia.

I benefici dei probiotici per la salute polmonare sono stati dimostrati in numerosi studi, anche se l’ipotesi di un loro ruolo sinergico con gli immunostimolanti necessita di essere corroborata da ulteriori studi.