Microbioma neonatale: nuovo studio conferma l’importanza del padre

Dopo un parto cesareo il trapianto di microbiota materno può correggere le disbiosi.
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Microbioma neonatale: nuovo studio conferma l’importanza del padre

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Stato dell'arte

Diversi studi hanno dimostrato che i microbi intestinali della madre modellano il microbiota del neonato; inoltre, i bambini nati tramite parto cesareo spesso mostrano alterazioni del microbiota rispetto ai bambini nati per via vaginale. Tuttavia, non è stato ancora dimostrato se e come altri individui strettamente imparentati con i neonati influenzino la composizione del loro microbiota.

Cosa aggiunge questa ricerca

I ricercatori hanno analizzato i campioni prelevati da oltre 80 neonati, compresi bambini nati con parto cesareo, e dai loro genitori. I padri sembrano fornire alcuni ceppi microbici ai neonati, indipendentemente dalla modalità di parto, e dopo un anno il loro contributo equivale a quello delle madri. Il trasferimento di microbi intestinali dalle madri ai bambini nati con parto cesareo ha aumentato il tasso medio di crescita batterica e ridotto la colonizzazione di agenti patogeni.

Conclusioni

I risultati suggeriscono che i microbi intestinali del padre possono influenzare il microbiota del neonato e che il trasferimento del microbiota fecale materno nei bambini nati con parto cesareo può aiutare a correggere le alterazioni nella composizione del loro microbiota.

In questo articolo

Diversi studi hanno dimostrato che i microbi intestinali della madre modellano il microbiota del neonato. Un recente studio suggerisce che anche i batteri del padre influenzano la composizione delle comunità microbiche che colonizzano l’intestino del bambino.

I risultati, pubblicati su Cell Host & Microbe, evidenziano la necessità di ulteriori ricerche sui contributi non materni alla “semina” microbica dell’intestino del neonato. 

I risultati confermano anche che il trasferimento del microbiota fecale materno nei bambini nati con parto cesareo può aiutare a correggere le alterazioni nella composizione del loro microbiota.

«Questo studio fornisce informazioni significative su come viene colonizzato l’intestino di un neonato. In particolare, i risultati ottenuti indicano che il ruolo del padre non deve essere trascurato. Inoltre, è probabile che lo stesso valga per gli altri individui che hanno stretti contatti con il neonato» afferma l’autore senior dello studio Willem de Vos della Wageningen University, nei Paesi Bassi. 

Precedenti studi hanno dimostrato che metà dei ceppi che colonizzano il corpo di un neonato possono essere ricondotti all’intestino della madre e che i bambini nati con parto cesareo spesso mostrano alterazioni del microbiota rispetto ai bambini nati per via vaginale. Tuttavia, non è stato ancora dimostrato se e come altri individui strettamente imparentati con il neonato influenzino la composizione del suo microbiota.

Per rispondere a questa domanda, Willem de Vos e il suo team hanno deciso di analizzare i campioni prelevati da oltre 80 neonati, inclusi bambini nati con parto cesareo, e dei loro genitori.

Trapianto di microbiota da madre a figlio

Dai dati ottenuti è emerso che, nel tempo, il microbiota dei neonati inizia ad assomigliare a quello degli adulti. L’età dei bambini è risultata il fattore più forte nell’influenzare la composizione del microbiota, seguito dall’uso di antibiotici durante il parto e dalla modalità del parto.

Come previsto, i bambini nati con parto cesareo hanno mostrato alterazioni del microbiota rispetto ai bambini nati per via vaginale. Inoltre, alcuni di questi cambiamenti sono stati ripristinati trasferendo i microbi intestinali dalle madri ai neonati.

Il parto cesareo è risultato anche associato a una maggiore colonizzazione di patogeni intestinali: in particolare, le specie dannose più diffuse nei neonati nati da parto cesareo rispetto a quelli nati per via vaginale sono Clostridium perfringens, Enterococcus faecalis, Klebsiella oxytoca, Klebsiella pneumoniae e Staphylococcus aureus

I risultati dello studio indicano inoltre che il trapianto di microbiota fecale materno ha aumentato il tasso medio di crescita batterica e ridotto la colonizzazione di patogeni

Gli effetti benefici del trasferimento di microbiota fecale materno sono durati fino a un anno.

Il contributo paterno

Confrontando il microbiota dei neonati con quello di entrambi i genitori, i ricercatori hanno scoperto che molti dei ceppi rilevati nei neonati a 3 settimane, 3 mesi e 12 mesi potevano essere ricondotti ai loro padri.

«Sapere che il padre contribuisce in modo sostanziale allo sviluppo del microbiota del proprio figlio è alla base dell’importante ruolo delle interazioni fisiche e sociali tra il neonato, il padre e gli altri membri della famiglia», afferma il coautore dello studio Nicola Segata dell’Università di Trento.

Ulteriori analisi hanno dimostrato che il contributo del padre al microbiota del bambino diventa paragonabile a quello della madre entro un anno, indipendentemente dalla modalità di parto. 

«Siamo molto felici di aver trovato questa connessione, in quanto evidenzia l’importanza di studiare anche altri contributi microbici oltre a quello materno, come quello dei fratelli e dei compagni di asilo nido» conclude Segata.

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

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