Covid-19: peggioramento dei sintomi associato a disbiosi fungina nel microbiota polmonare

Uno studio italiano effettuato su pazienti con complicazioni polmonari dimostra per la prima volta un potenziale ruolo dei funghi presenti nel microbiota polmonare nella prognosi della malattia Covid-19.
CONDIVIDI →
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Covid-19: peggioramento dei sintomi associato a disbiosi fungina nel microbiota polmonare

CONDIVIDI →
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Stato dell’arte
Nonostante sia stato ipotizzato che le disbiosi polmonari giochino un ruolo importante nella patogenesi della sindrome da distress respiratorio, pochi studi hanno preso in esame il microbiota di pazienti che sviluppano questa condizione in seguito ad infezione da SARS-CoV-2.

Cosa aggiunge questa ricerca
In questa ricerca viene effettuata per la prima volta, tramite sequenziamento di nuova generazione, un’analisi del microbiota polmonare, acquisito tramite campioni di lavaggi broncoalveolari, su 26 pazienti risultati positivi al SARS-CoV-2 tra il febbraio ed il marzo 2020 e 26 pazienti con polmonite non causata dal nuovo coronavirus.

Conclusioni
Questo studio dimostra che i pazienti COVID-19 positivi risultano più facilmente esposti a colonizzazione da Candida spp e che in caso di sindrome da distress respiratorio acuto si assiste a una disbiosi polmonare con aumento della colonizzazione da Candida spp e ad una concomitante diminuzione della diversità fungina. Si nota inoltre un aumento della distanza filogenetica tra i taxa presenti nei pazienti positivi al SARS-CoV-2.

Uno studio stato effettuato su 26 pazienti ricoverati presso l’IRCSS Sant’Orsola Malpighi di Bologna per complicazioni polmonari (ARDS, Acute Respiratory Distress Syndrome) in seguito a infezione da SARS-CoV-2 nel febbraio-marzo del 2020 e 26 persone negative al COVID-19, ma con polmonite interstiziale dimostra per la prima volta un potenziale ruolo dei funghi presenti nel microbiota polmonare nella prognosi della malattia. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista International Journal of Infectious Disease da un gruppo di ricercatori di Bologna.

Coronavirus e microbiota polmonare

I Coronavirus sono importanti patogeni che hanno come ospiti sia gli animali che l’uomo. Alla fine del 2019, un nuovo Coronavirus è stato identificato in Cina e denominato SARS-CoV-2 e ritenuto responsabile della sindrome COVID-19. 

Alcuni pazienti positivi al COVID-19 possono sviluppare la sindrome da distress respiratorio acuto e necessitare di cure in terapia intensiva con ventilazione assistita. Tale procedura può predisporre ad infezioni batteriche e fungine, due delle maggiori cause di complicanze per pazienti intubati.

Nonostante ciò, fino ad ora non c’erano dati che riguardavano il micobiota polmonare di pazienti contagiati da SARS-CoV-2 

Lo studio condotto all’Università di Bologna

Sono stati analizzati i lavaggi broncoalveolari (BAL) di 26 pazienti COVID-19 positivi (COVID-19+) e 26 di pazienti con polmonite interstiziale COVID-19 negativi (COVID-19-). 

Tra i campioni derivati da pazienti COVID-19+, 6 sono risultati positivi a Candida spp e 2 ad Aspergillus fumigatus mentre nessuno dei pazienti COVID-19- è risultato positivo a questi funghi. Inoltre, la colonizzazione di Candida spp in differenti siti corporei (faringe, tratto genitale, retto e polmoni) è risultata significativamente maggiore nei pazienti COVID-19+ rispetto a quelli COVID-19-. 

A ciò si aggiunge che 2 casi COVID-19+ hanno sviluppato una candidosi sistemica mentre nessuno dei COVID-19- ha sviluppato un’infezione invasiva.

Anche infezioni batteriche opportunistiche sono risultate significativamente aumentate nei pazienti COVID-19+ rispetto ai COVID-19-.

Candida polmonare e Covid-19

La comparazione della flora fungina tra pazienti COVID-19+ rispetto ai controlli non ha mostrato significative differenze.

Confrontando i pazienti COVID-19+ con colonizzazione da Candida spp rispetto ai pazienti COVID-19+ ma senza Candida spp, è emersa una significativa semplificazione del microbiota fungino nei pazienti COVID-19+ colonizzati da Candida spp. È stato possibile notare anche una differente clusterizzazione del microbiota fungino polmonare di queste due categorie di casi COVID-19+.

Inoltre, i pazienti con una colonizzazione da Candida spp mostrano una più ampia distanza filogenetica tra i taxa batterici, che implica maggior differenziamento ecologico tre le funzioni metaboliche delle specie batteriche.

Al contrario, pazienti COVID-19+ ma non colonizzati da Candida spp hanno mostrato un aumento della densità di Ascomycota spp. mentre Candida spp non sono state identificate in pazienti COVID-19-.

Conclusioni

Questo studio ha evidenziato la presenza di una disbiosi fungina in pazienti COVID-19 + critici. In particolare, una colonizzazione da Candida spp che è accompagnata da una diminuzione della diversità del microbiota fungino nell’intero tratto respiratorio mentre nei pazienti COVID-19+ ma non soggetti a colonizzazione da Candida spp il microbioma è caratterizzato da un’aumentata densità del phylum Ascomycota.

Potrebbe interessarti