• Simile ma diverso
• Conversione di gruppi sanguigni

Stato dell’arte
Le persone hanno tipicamente uno dei quattro tipi di sangue – A, B, AB o 0 – che sono determinati dalle molecole presenti sulla superficie dei loro globuli rossi. Affinché una trasfusione di sangue abbia successo, i gruppi sanguigni dei donatori e dei riceventi devono essere compatibili. A differenza dei gruppi A, B e AB, che possono essere infusi solo in persone con corrispondenti gruppi sanguigni, il gruppo 0 può essere tranquillamente donato a chiunque. Ciò significa che il sangue di tipo 0 scarseggia quasi sempre.

Cosa aggiunge questo studio
I ricercatori hanno scoperto che alcuni dei microbi che popolano il nostro intestino producono due enzimi in grado di convertire il comune sangue di tipo A nel tipo universalmente accettato 0.

Conclusioni
Sebbene siano necessarie ulteriori indagini per valutare se il sangue convertito è sicuro e quanto bene gli enzimi lavorano in diversi campioni di sangue, i risultati potrebbero migliorare significativamente la capacità delle banche del sangue.

Le persone hanno tipicamente uno dei quattro tipi di sangue -A, B, AB o 0 – che sono determinati dalle molecole presenti sulla superficie dei loro globuli rossi. Affinché una trasfusione di sangue abbia successo, i gruppi sanguigni dei donatori e dei riceventi devono essere compatibili. A differenza dei gruppi A, B e AB, che possono essere infusi solo in persone con corrispondenti tipi di sangue, il sangue di tipo 0 può essere tranquillamente dato a chiunque. Ciò significa che il tipo 0 scarseggia sempre, ma una nuova ricerca potrebbe cambiare questa situazione.

Gli scienziati hanno scoperto che due enzimi prodotti dai batteri intestinali possono convertire il comune gruppo sanguigno A nel tipo 0, universalmente accettato. I risultati, pubblicati su Nature Microbiology, hanno il potenziale per migliorare significativamente la capacità delle banche del sangue.

Simile, ma diverso

Le cellule del sangue di tipo A e di tipo 0 sono abbastanza simili, eccetto per il fatto che le cellule del sangue di tipo A hanno una molecola di zucchero aggiuntiva: N-acetilgalattosamina, o GalNAc, attaccata alla loro superficie. Per decenni, gli scienziati hanno cercato di rimuovere il GalNac dal sangue di tipo A per convertirlo in tipo 0, ma non sono riusciti a trovare un enzima che funzionasse abbastanza bene da convertire quantità massicce di sangue in un modo economico.

Poiché i microbi che si attaccano al rivestimento dell’intestino sono noti per digerire gli zuccheri, Peter Rahfeld, dell’Università della British Columbia, e i suoi colleghi hanno iniziato a esaminare l’intestino umano alla ricerca degli enzimi batterici che potrebbero avere la capacità di rimuovere GalNAc.

Conversione di gruppi sanguigni

In primo luogo, i ricercatori hanno raccolto campioni di feci umane e hanno isolato il DNA batterico. Quindi, hanno setacciato il DNA batterico alla ricerca dei geni che codificano per enzimi che possono tagliare gli zuccheri. Infine, hanno inserito questi geni in Escherichia coli, un comune batterio di laboratorio. Questo ha permesso agli scienziati di valutare se uno qualsiasi degli enzimi prodotti fosse in grado di metabolizzare efficacemente GalNAc.

Nessun enzima da solo si è rivelato in grado di tagliare il GalNAc dai globuli rossi di tipo A. Ma quando i ricercatori hanno testato più enzimi contemporaneamente, hanno scoperto che due enzimi prodotti dal batterio Flavonifractor plautii erano in grado di convertire il sangue di tipo A in tipo 0.

I ricercatori hanno dimostrato che gli enzimi avevano un’elevata attività e specificità sia nelle soluzioni tampone che nel sangue intero, il che li rende promettenti candidati per la conversione economica del sangue di tipo A in tipo 0.

Anche se sono necessarie ulteriori indagini per valutare se il sangue convertito è sicuro e quanto bene gli enzimi lavorano in diversi campioni di sangue, secondo gli scienziati i risultati potrebbero avere applicazioni nella trasfusione di sangue e nel trapianto di organi.

Traduzione dall’inglese a cura della redazione