• Il microbiota delle vie urinarie
• È molto diverso dal microbiota intestinale
• Infezioni delle vie urinarie e fattori genetici
• Conclusioni

Stato dell’arte
Contrariamente a quanto si pensava fino a pochi anni fa, il tratto urinario non è sterile. Studi recenti hanno infatti dimostrato che le vie urinarie ospitano un proprio microbiota, costituito dai microbi che abitano la vescica e gli organi associati. Tuttavia, i ricercatori finora si sono concentrati principalmente sul microbiota urinario associato a infezioni del tratto urinario.

Cosa aggiunge questo studio
I ricercatori hanno analizzato campioni di urina di 1.600 donne sane che avevano in media 66 anni e non avevano infezioni apparenti del tratto urinario. Dai dati ottenuti, è stato scoperto che il microbiota urinario è diverso dal microbiota intestinale ed è caratterizzato da livelli maggiori di Actinobacteria, Fusobacteria e Proteobacteria, ma minori di Bacteroidetes, Firmicutes e Verrumicrobia. Inoltre, l’età avanzata è risultata associata a una maggiore diversità microbica.

Conclusioni
Lo studio ha consentito di individuare i fattori che influenzano la composizione del microbiota urinario nelle donne anziane.

Contrariamente a quanto si pensava fino a pochi anni fa, il tratto urinario non è sterile. Di recente, un gruppo di ricercatori ha identificato i fattori che influenzano la composizione del microbiota urinario nelle donne anziane.

Lo studio, pubblicato su Cell Host & Microbe, è il primo a esaminare i microbi presenti nelle vie urinarie di un numero consistente di donne adulte sane.

Il microbiota delle vie urinarie

Diversi studi recenti hanno dimostrato che le vie urinarie ospitano un proprio microbiota, che è costituito dai microbi che popolano la vescica e gli organi associati. Tuttavia, i ricercatori finora si sono concentrati principalmente sul microbiota urinario associato a infezioni del tratto urinario e gli studi che lo hanno esaminato hanno coinvolto solo alcune decine o poche centinaia di persone.

Per caratterizzare l’influenza dell’ospite sul microbiota urinario di persone sane, Claire Steves del King’s College di Londra e i suoi colleghi hanno analizzato campioni di urina di 1.600 donne che avevano in media 66 anni e non avevano infezioni apparenti del tratto urinario.

È molto diverso dal microbiota intestinale

I ricercatori hanno scoperto che il microbiota urinario è diverso da quello intestinale. Per esempio, il microbiota urinario ha livelli più elevati di Actinobacteria, Fusobacteria e Proteobacteria, ma livelli più bassi di Bacteroidetes, Firmicutes e Verrumicrobia rispetto al microbiota intestinale. Questi dati suggeriscono che il tratto urinario possiede un suo specifico microbiota.

Tuttavia, è stato anche osservato che i batteri presenti nelle urine variano notevolmente da persona a persona.

I ricercatori hanno infatti scoperto che l’età, la menopausa, precedenti infezioni del tratto urinario e la genetica sono i principali fattori che definiscono il microbiota urinario.

In particolare, l’età avanzata tende ad associarsi a una maggiore diversità microbica, che viene invece influenzata in misura minore dalla dieta e dall’assunzione di antibiotici.

Infezioni delle vie urinarie e fattori genetici

Il team di ricercatori ha anche scoperto che i batteri appartenenti al taxa di Escherichia-Shigella, considerati potenziali responsabili delle infezioni del tratto urinario, fanno parte del microbiota del tratto urinario nelle donne anziane.

In assenza di infezioni del tratto urinario, la presenza di questo taxon è influenzata dalla genetica e dall’età dell’ospite. Secondo i ricercatori, questo risultato potrebbe spiegare il successo parziale degli studi sul vaccino contro E. coli nelle donne con infezioni ricorrenti del tratto urinario.

Sebbene lo studio riveli che l’età e la genetica possono influenzare il microbiota urinario nelle donne anziane, sono necessari ulteriori studi per confermare se i risultati sono validi anche per il microbiota urinario maschile.

Conclusioni

«Le ricerche future dovranno concentrarsi sulle differenze tra uomini e donne e su come il genere possa influire sulla suscettibilità alle infezioni», afferma Adewale Adebayo, coordinatore dello studio.

Nel ringraziare i partecipanti allo studio, Claire Steves afferma che «la donazione di un campione di urina potrebbe non essere un compito affascinante, ma ci ha permesso di avere per la prima volta un’idea generale della composizione di un microbiota urinario sano e dei fattori lo influenzano. Questi dati hanno un valore inestimabile e dovranno essere utilizzati come punto di partenza per studi futuri sul microbiota urinario».

Traduzione dall’inglese a cura della redazione