Pomodoro, microbioma e infiammazione cronica: una risorsa nutrizionale da valorizzare

In questa intervista Piergiorgio Natali (Mediterranean Task force for Cancer Control) parliamo di cibi funzionali e del loro possibile contributo nel mantenimento della salute e della diversità del microbioma, in particolare nel contesto dell’invecchiamento. Il problema di fondo è rappresentato dal progressivo aumento dell’età media, non sempre accompagnato da un equivalente mantenimento dello stato di salute. Alla base di molte patologie cronico-degenerative associate all’età vi è infatti una condizione di infiammazione cronica di basso grado, che oggi può essere contrastata soprattutto attraverso stili di vita adeguati e regimi alimentari appropriati, in assenza di opzioni farmacologiche antinfiammatorie utilizzabili in modo prolungato a scopo preventivo.

In questo scenario, l’attenzione si è concentrata sul pomodoro intero, scelto per la presenza di un insieme di micronutrienti dotati di attività biologiche convergenti e per la sua diffusione globale come componente stabile di numerose tradizioni alimentari. La linea di ricerca presentata si basa sullo sviluppo di un protocollo di trattamento termico fisico del pomodoro intero, senza processi estrattivi, finalizzato a esaltarne le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Un elemento particolarmente rilevante è che tali attività sembrano emergere soprattutto dopo cottura, contrariamente a quanto comunemente si pensa. Le evidenze raccolte in modelli di laboratorio, modelli animali e sperimentazione clinica indicano che questa formulazione può rappresentare un valido complemento nutrizionale, in particolare nei regimi alimentari poveri di antiossidanti, una condizione frequente nelle fasce di età più avanzate.

Oltre al potenziale effetto sistemico sull’infiammazione cronica, il pomodoro trattato in questa forma sembra esercitare un’azione favorevole anche sul microbioma intestinale, soprattutto in termini di diversità microbica, e sullo stato infiammatorio del tratto gastrointestinale. Un ulteriore punto di forza è rappresentato dalla conoscenza relativamente precisa degli organi bersaglio delle sue attività biologiche, che rende il pomodoro un candidato particolarmente interessante tra i cibi funzionali. La sua ampia disponibilità, il basso costo, l’elevata densità nutrizionale e la possibilità di utilizzare metodologie produttive a ridotto impatto ambientale e con minimo scarto industriale rafforzano inoltre la prospettiva di impiegare questa formulazione come base per nuovi supplementi alimentari e prodotti destinati al consumatore, orientati alla promozione di un invecchiamento più sano e al supporto della salute metabolica e intestinale.

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