In questa intervista registrata durante il congresso Pharmabiotics a Bruxelles, Francesco Asnicar (CIBIO, Università di Trento) spiega a Microbioma.it il contributo delle analisi bioinformatiche e dei dati di metagenomica nella caratterizzazione del microbioma umano e nella valutazione delle sue possibili applicazioni cliniche e di popolazione. Il focus è su un recente lavoro dedicato all’identificazione di specie batteriche associate a marcatori di salute cardiometabolica. Le specie sono state ordinate in base alla loro associazione positiva o negativa con questi marcatori e successivamente applicate a studi indipendenti già pubblicati e a coorti longitudinali con interventi sulla dieta, come supplementazione con prebiotici o dieta personalizzata. I risultati hanno mostrato che le specie associate positivamente alla salute tendevano ad aumentare dopo l’intervento dietetico, mentre quelle associate negativamente diminuivano o tendevano a scomparire.
Il ricercatore sottolinea anche l’importanza di guardare oltre la componente batterica del microbioma, includendo membri non batterici come i microeucarioti, tra cui Blastocystis. Attraverso approcci statistici e di machine learning, il gruppo di ricerca ha individuato associazioni tra questi microrganismi, diversi pattern dietetici e marcatori di salute cardiometabolica. La discussione si chiude con una riflessione sull’applicabilità dei test del microbioma in ambito clinico e nella popolazione generale: la ricerca sta avanzando rapidamente, ma resta ancora molto da definire. In particolare, la capacità di analizzare e interpretare correttamente i dati rimane un passaggio fondamentale prima che questi strumenti possano essere utilizzati su larga scala.








