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Individuati probiotici che potrebbero prevenire e invertire le allergie alimentari

Secondo un nuovo studio, alcuni batteri del microbiota intestinale aiutano a prevenire o invertire le allergie alimentari. Ecco quali sono.
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Individuati probiotici che potrebbero prevenire e invertire le allergie alimentari

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Stato dell'arte
Il numero di persone che soffrono di allergie alimentari è aumentato notevolmente nell’ultimo decennio. Un’ipotesi è che alcuni fattori associate allo stile di vita, come l’aumento delle nascite con taglio cesareo e la diminuzione dell’allattamento al seno, perturbino la normale composizione microbica nell’intestino, privando i neonati di batteri benefici che preparano il sistema immunitario a riconoscere il cibo come innocuo.
Cosa aggiunge questa ricerca
Analizzando 56 bambini allergici ai cibi e 98 bambini sani, i ricercatori hanno scoperto che i batteri presenti nelle feci di bambini allergici ai cibi erano diversi da quelli degli individui sani. Inoltre topi trattati con batteri contenuti nelle feci di bambini allergici agli alimenti hanno sviluppato reazioni allergiche. Tuttavia, quando agli animali sono stati somministrati specifici batteri noti per proteggere dalle allergie alimentari, questi non hanno sviluppato allergie alimentari, mentre i topi a cui sono stati somministrati altri batteri comuni lo hanno fatto.
Conclusioni
Lo studio suggerisce che la perdita dei batteri intestinali con un ruolo protettivo è un fattore critico nell’allergia alimentare e che la manipolazione del microbiota potrebbe aiutare nel trattamento di tali allergie.

In questo articolo

Alcuni microbi intestinali benèfici possono aiutare a prevenire o persino a invertire le allergie alimentari. Sono le conclusioni di una ricerca, pubblicata su Nature Medicine, che suggerisce che la perdita dei batteri intestinali con un ruolo protettivo è un fattore critico nello sviluppo delle allergie alimentari e che la manipolazione del microbiota potrebbe aiutare nel trattamento di tali allergie.

Il numero di persone che soffrono di allergie alimentari è aumentato notevolmente nell’ultimo decennio. Negli Stati Uniti, circa l’8% dei bambini ne è colpito. Un’ipotesi è che alcuni fattori legati allo stile di vita, come l’aumento delle nascite con taglio cesareo e la diminuzione dell’allattamento al seno, perturbino la normale composizione microbica nell’intestino, privando i neonati di batteri benèfici che preparano il sistema immunitario a riconoscere il cibo come innocuo.

Per testare questa ipotesi, un team guidato da Azza Abdel-Gadir ed Emmanuel Stephen-Victor, entrambi al Boston Children Hospital, negli Stati Uniti, e da Georg Gerber, al Brigham and Women’s Hospital, nel Regno Unito, ha esaminato i batteri intestinali nei bambini con e senza allergie alimentari.

Squilibrio batterico

I ricercatori hanno raccolto campioni di feci da 56 bambini allergici agli alimenti e 98 bambini sani, quindi hanno analizzato la loro composizione microbica. I batteri delle feci di bambini allergici ai cibi erano diversi da quelli degli individui sani. In particolare, i bambini allergici agli alimenti avevano meno batteri appartenenti alla famiglia Clostridiales.

Successivamente, il team ha trasferito i batteri fecali dai bambini con o senza allergie alimentari in topi sensibilizzati alle uova. I roditori che hanno ricevuto microbi intestinali dai bambini sani sono stati maggiormente protetti contro l’allergia all’uovo rispetto a quelli che hanno ricevuto il microbiota dai bambini con allergie alimentari.

Batteri “buoni”

I ricercatori hanno sviluppato miscele di diverse specie di batteri appartenenti alle famiglie Clostridiales e Bacteroidetes, che sono noti per proteggere dalle allergie alimentari. I topi a cui sono stati somministrati i batteri benefici non hanno sviluppato allergie alle uova, mentre quelli a cui sono stati somministrati altri batteri comuni lo hanno fatto.

Per esplorare come questi batteri influenzano la suscettibilità alle allergie alimentari, il team ha esaminato i cambiamenti immunologici sia nelle persone che nei topi. La conclusione è che Clostridiales e Bacteroidetes stimolano specifiche cellule T regolatorie, un tipo di cellule immunitarie che promuovono risposte di tolleranza invece di risposte allergiche.

Gli scienziati sperano che i risultati portino a nuovi trattamenti per prevenire le allergie alimentari nei neonati a rischio o addirittura per invertire la condizione nelle persone che già soffrono di allergie alimentari.

Traduzione dall’inglese a cura della redazione

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

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