• Molecole alternative agli antibiotici
• Quali impatti sulla pratica clinica

Stato dell’arte
L’infezione da Clostridioides difficile (C. difficile), un batterio che causa gravi infiammazioni dell’intestino, è una minaccia emergente causata dall’uso di antibiotici ad ampio spettro. Precedenti studi hanno dimostrato che il farmaco ebselen può fermare l’infezione da C. difficile prendendo di mira le tossine batteriche anziché il batterio stesso.

Cosa aggiunge questo studio
I ricercatori hanno osservato che ebselen, farmaco in fase di sperimentazione in studi clinici sull’uomo, protegge i roditori dal danno tissutale associato al C. difficile senza alterare la composizione del microbiota intestinale. Dopo il trattamento antibiotico, il farmaco promuove inoltre il ripristino del microbiota, che a sua volta allevia l’infiammazione intestinale.

Conclusioni
I risultati supportano l’utilizzo di ebselen nella clinica per il trattamento dell’infezione da C. difficile.

L’infezione da Clostridioides difficile (C. difficile), un batterio che causa un’infiammazione grave dell’intestino, è una minaccia emergente causata dall’uso di antibiotici ad ampio spettro.

Con questo studio i ricercatori hanno scoperto che ebselen, molecola sintetica con attività antinfiammatoria, antiossidante e citoprotettiva, utilizzata negli studi clinici sull’uomo, protegge i roditori dal danno tissutale associato al C. difficile e favorisce il recupero del microbiota dopo il trattamento antibiotico, alleviando ulteriormente l’infiammazione intestinale.

I risultati, pubblicati su Cell Reports Medicine, supportano l’impiego clinico di ebselen nel trattamento dell’infezione da C. difficile.

«Le proprietà anti-infiammatorie di ebselen, combinate con la sua funzione anti-tossina, aiutano a mitigare le principali sfide cliniche di [C. infezione difficile], tra cui recidiva, disbiosi microbica e colite» afferma Matthew Bogyo della Stanford School of Medicine che, assieme al suo team, ha condotto la ricerca.

Molecole alternative agli antibiotici

Nel 2015, nel tentativo di combattere il C. difficile senza usare antibiotici, Bogyo e i suoi colleghi hanno cercato composti in grado di bloccare l’infezione da C. difficile prendendo di mira le tossine batteriche anziché il batterio stesso. Si sono concentrati su un farmaco chiamato ebselen, che a quel tempo era già in sperimentazione clinica per il trattamento dell’ictus.

In questo caso, i ricercatori hanno iniziato a testare l’efficacia di Ebselen in un modello di criceto.

I ricercatori hanno prima dato ai roditori antibiotici per indurre la disbiosi intestinale, quindi li hanno infettati con C. difficile.

Il trattamento con ebselen ha comportato una diminuzione dell’infiammazione e una riduzione del danno tissutale nell’intestino dei criceti. Il farmaco ha anche ridotto i tassi di recidiva, con 4 criceti su 10 sopravvissuti per almeno 20 giorni.

Ebselen non altera né la diversità né la composizione del microbiota intestinale dei roditori. Al contrario, il farmaco ha promosso il recupero del microbiota dopo il trattamento antibiotico in entrambi i criceti sani e quelli infetti da C. difficile.

Quali impatti sulla pratica clinica

Il team ha scoperto che la maggior parte dei roditori trattati con ebselen e vancomicina si sono ripresi, mentre tutti i roditori trattati soltanto con vancomicina hanno continuato ad avere un microbiota intestinale alterato. Il recupero del microbiota sembra alleviare ulteriormente l’infiammazione intestinale.

«Insieme al nostro lavoro precedente, abbiamo dimostrato che il trattamento con il composto ebselen somministrato per via orale riduce la colite a breve termine causata da [C. infezione difficile]» affermano i ricercatori.

Il farmaco – aggiungono – riduce anche la ricorrenza della malattia e la disbiosi intestinale associata al trattamento antibiotico.

Visti nel loro insieme, i risultati suggeriscono che ebselen può essere utilizzato per prevenire la grave infiammazione dell’intestino nelle persone ad alto rischio di infezione da C. difficile.

Traduzione dall’inglese a cura della redazione