Il microbiota intestinale produce molte piccole molecole, inclusi gli acidi biliari, che sono stati associati a condizioni di salute e malattia, anche se non sono ancora chiari i meccanismi con cui influiscono sull’organismo.
Di recente, un gruppo di ricercatori ha scoperto che alcuni acidi biliari prodotti dai microbi intestinali possono interagire con specifici recettori nell’organismo, influenzando la funzione delle cellule immunitarie nella lotta contro i tumori.
I risultati, pubblicati su Cell, suggeriscono dunque che i metaboliti derivati dal microbiota potrebbero essere utilizzati nei trattamenti antitumorali.
Un tempo si pensava che aiutassero solo a digerire i grassi, ma ora si sa che gli acidi biliari secondari agiscono come messaggeri chimici che influenzano il sistema immunitario e il metabolismo. Tuttavia, il ruolo esatto di queste molecole e il loro funzionamento non sono ancora chiari a causa delle loro strutture complesse e variabili.
I ricercatori guidati da Wen-Bing Jin della Cornell University di New York hanno deciso di esplorare come gli acidi biliari prodotti dal microbiota intestinale influenzino la progressione tumorale e la risposta immunitaria.
Bloccano il recettore degli androgeni
Innanzitutto, il team ha creato una libreria di 62 acidi biliari noti e ha analizzato campioni di feci umane e di topi per scoprire nuove versioni di queste molecole. Dai dati ottenuti è emerso che i microbi intestinali producono composti con gli stessi elementi costitutivi degli acidi biliari noti, ma disposti in modo diverso.
Nei test di laboratorio, alcune di queste molecole sembrano bloccare il recettore degli androgeni, una proteina che risponde agli ormoni maschili come il testosterone e svolge un ruolo chiave in diversi processi, tra cui la crescita delle cellule prostatiche.
Questi acidi biliari sono stati anche in grado di bloccare la crescita delle cellule tumorali della prostata che dipendono dalla segnalazione del recettore degli androgeni.
I ricercatori hanno quindi identificato specifici acidi biliari, tra cui il 3-oxo-D4,6-LCA, prodotti dai batteri Parabacteroides e da altri microbi intestinali, e comunemente presenti nelle feci umane.
Quali applicazioni in oncologia?
Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che il 3-oxo-D4,6-LCA ha ridotto la crescita e la diffusione dei tumori nei topi, suggerendo un suo possibile ruolo nel limitare la progressione del cancro.
Questo acido biliare ha potenziato l’efficacia delle terapie antitumorali senza effetti collaterali sul fegato o su altri organi. Inoltre, sembra anche promuovere la differenziazione di specifiche cellule immunitarie, i linfociti T CD8+.
Dai dati ottenuti è emerso che gli effetti antitumorali del 3-oxo-D4,6-LCA sembrano dipendere dalla sua interazione con i recettori degli androgeni presenti sui linfociti T CD8+. Tuttavia, la riduzione dei livelli di androgeni è risultata associata a minori effetti benefici.
I risultati mostrano dunque che gli acidi biliari derivati dal microbiota influenzano condizioni di salute e malattia interagendo con i recettori degli androgeni presenti sulle cellule immunitarie. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio i meccanismi alla base di questi effetti.
